Il coronavirus è in Italia dall’agosto del 2019

Coronavirus: il direttore aggiunto dell'Oms ha dichiarato questa mattina che una ricerca ha accertato la presenza del Coronavirus in Italia già dall'agosto dello scorso anno. Cioè da mesi prima che il contagio esplodesse in Cina. Le vaccinazioni dovrebbero iniziare nell'ultima decade di gennaio e la sottosegretaria alla salute, Sandra Zampa, non esclude lezioni estive per recuperare il tempo perduto a scuola.

Il coronavirus è in Italia dall'agosto del 2019
Coronavirus: il direttore aggiunto dell'Oms ha dichiarato che una ricerca ha accertato la presenza del Coronavirus in Italia già dall'agosto del 2019.
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Il coronavirus è in Italia dall’agosto del 2019, un anno e tre mesi. Prima quindi che esplodesse il contagio in Cina. Lo ha dichiarato questa mattina Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico.

Tracce virali già a dicembre del 2019

«Ci sono delle importanti novità per quanto riguarda l’inizio della diffusione della pandemia da coronavirus in Italia – ha dichiarato durante la lectio magistralis al Congresso straordinario digitale della Società italiana di Pediatria (Sip) -. Abbiamo degli elementi di conoscenza pandemica ulteriori determinati dalla sorveglianza ambientale che è stata iniziata dai colleghi dell’Istituto Superiore con metodologie analoghe alla Sorveglianza ambientale per la Polio che la OMS utilizza ormai da 25 anni e che ci dice che le tracce virali nell’acqua reflua di coronavirus erano presenti già dal 15 dicembre a Milano, il 16 dicembre a Torino e successivamente con un picco a Bologna all’inizio di gennaio».

Coronavirus in Italia da agosto 2019

«Tuttavia – continua Guerra – è appena uscito un articolo di altri colleghi lombardi che dicono che avendo sottoposto ad una verifica sierologica sangue e siero conservato di pazienti oncologici si risale alla prima casistica del coronavirus già alla metà di settembre dello scorso anno. Il che significa che l’esposizione di queste persone è sicuramente avvenuta intorno alla fine di agosto 2019. Ovviamente questo apre degli scenari conoscitivi di verifica che sono completamente diversi Rispetto al paradigma attuale».

Riaperture? Molta attenzione

Ranieri Guerra è poi molto cauto sulla situazione attuale del contagio da coronavirus in Italia «Credo – ha dichiarato – che sia indispensabile ancora molta attenzione. D’altronde abbiamo l’esperienza estiva che ci insegna quello che può succedere».

Tempo perso a scuola? Vacanze più brevi

Cautela che la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, riversa anche sulla possibilità di riaprire le scuole. Ipotesi che nei giorni scorsi era stata ventilata già per dicembre, ma che sembra ora esclusa del tutto dall’esecutivo.

«La scuola – ha dichiarato – è la priorità delle priorità, proprio per questo non si possono fare aperture simboliche, ma bisogna essere preparati. Non sono tanto i contagi da coronavirus in classe, ma tutto quello che si muove intorno alla scuola. Serve un piano di sicurezza. Si deve studiare poi un piano per far recuperare ai ragazzi i giorni che hanno perso che hanno perso fino ad ora, quindi prolungamento della scuola con vacanze più brevi».

Quest’anno non si scia

Zampa interviene anche sulla quarantena imposta per chi decide di andare a sciare all’estero.

«Gli italiani – ha dichiarato Sandra Zampa – devono pensare che se vanno in zone che noi consideriamo rischio, devono fare quarantena e tampone. Io credo che sia giusto dire che noi non possiamo andare a sciare. È abbastanza surreale dire che andiamo a sciare così da far riprendere subito il contagio».

Da gennaio somministrazione vaccino

La somministrazione del vaccino contro il coronavirus dovrebbe iniziare in Italia negli ultimi dieci giorni di gennaio. E’ una prospettiva possibile. Lo ha dichiarato il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri.

Sarà possibile «se l’Ema e Aifa autorizzeranno l’immissione in commercio del vaccino», ha aggiunto Arcuri ad Agorà su Rai Tre.

Maxi piano per vaccinare tutti

Quale vaccino ancora non si sa, sono in dirittura d’arrivo Pfizer, Moderna e AstraZeneca, oltreal vaccino russo e quelli cinesi. «E – conferma Arcuri – abbiamo almeno 5 vaccini arrivati alla fine della sperimentazione, stiamo aspettando che l’ente di certificazione europeo ammetta la loro immissione in commercio. Stiamo preparando la rete di distribuzione, conservazione e somministrazione dei vaccini contro il coronavirus».

«Il ministro Speranza – ha continuato Arcuri – presenterà la prossima settimana il piano strategico per la più grande campagna di vaccinazione di massa che la nostra generazione ricordi: se il Parlamento lo approverà, partiremo con la vaccinazione delle prime categorie».

«L’Esercito – prosegue Arcuri – è al nostro fianco dall’inizio dell’emergenza e ci affiancherà anche in questa complessa operazione: il numero massimo di persone che si somministrerà il vaccino aiuterà la sostanziale scomparsa della contagiosità, è un fatto matematico».

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