Coronavirus. La protesta contagia e si diffonde in Italia

Si moltiplicano le manifestazioni in Italia contro la decisione del governo di imporre ulteriori restrizioni. In piazza soprattutto ristoratori, commercianti, titolari di palestre. Proteste pacifiche, non come quelle di Napoli e Roma, anche a Salerno e in Sicilia, Si soffia sul fuoco a Milano e Torino. De Luca torna sugli scontri. Contrasto totale e insulti con De Magistris.

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Dopo la protesta di Napoli, replicata ieri al Vomero, crescono i timori che le rivolte di piazza possano moltiplicarsi, da Milano a Palermo, alimentando, insieme a un problema di ordine pubblico, anche la diffusione della pandemia di coronavirus.

A Milano sono comparse le prime scritte sulle mura. Un incitamento alle ribellione e all’emulazione. «Facciamo coma a Napoli». O anche: «Contro il coprifuoco tutti in strada», «Sfonda la città vetrina».

In piazza a Torino, proteste a Salerno

Situazione analoga a Torino, dove pure si sollecita di imitare i napoletani e inondare le strade di rabbia ribollente. Messaggi anonimi su Facebook invitano a scendere in piazza. Oggi sono previste due manifestazioni, in piazza Castello, alle 20.30 e in piazza Vittorio Veneto, alle 21.

Per la Digos è l’estrema destra a guidare le proteste. Come a Roma dove l’iniziativa, poi sfociata negli scontri di piazza, è stata organizzata da Forza Nuova.

Ma anche gli antagonisti e l’estrema sinistra soffiano sul fuoco della rivolta contro le restrizioni.

Tensione altissima ieri notte a Salerno, quando una 50, 100 persone sono scese in piazza per inscenare una protesta contro il decreto del governo e le ordinanze del governatore Vincenzo De Luca. Si sono avvicinati all’abitazione privata del governatore, esplodendo petardi e rovesciando cassonetti dei rifiuti. Si sono ritrovati di fronte gli agenti antisommossa, e hanno deciso di disperdersi, non ci sono stati scontri.

«Oltre alla conta dei morti giornalieri – ha spiegato un commerciante – devono illustrare anche il bollettino dei disoccupati giornalieri». Nel corso della manifestazione è stata bloccata la circolazione delle auto in via Roma.

Napoli, le proteste in piazza al Vomero

A Napoli, nella zona del Vomero, c’erano duemila persone – commercianti, ristoratori, docenti, studenti, gestori di palestre e personal trainer -. Hanno dato vita a un corteo pacifico contro le restrizioni decise da governo e Regione Campania per arginare l’epidemia di coronavirus. Anche in questo caso l’appuntamento è stato dato via social network.

I manifestanti hanno urlato “Libertà, libertà”. La zona è stata presidiata da molte camionette delle forze dell’ordine. Su uno dei cartelli esposti nella manifestazione c’era scritto: «Siamo ancora una Repubblica democratica fondata sul lavoro?». Un altro riportava la scritta “Due metri di dissenso”, che prende spunto dalla distanza prevista per limitare i contagi da coronavirus da persona e persona.

Decreto, proteste in Sicilia

Ieri sera le proteste si sono allargate anche in Sicilia, sempre contro il Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte. Gli incidenti più significativi a Catania. In via Etnea sono state lanciate due bombe carta davanti alla prefettura. Non ci sono stati feriti, ma si è sfiorato lo scontro tra polizia e manifestanti, per fortuna evitato.

Anche a Catania la protesta è stata organizzata e promossa sui social da un account anonimo. C’erano diverse centinaia di persone.

Manifestazioni di protesta anche a Palermo, dove a scendere in piazza sono stati in particolare i gestori delle palestre. Duecento persone, che hanno sfilato dai Quattro Canti a Piazza Indipendenza. Erano pronti gli agenti antisommossa, ma l’iniziativa è stata pacifica.

In piazza anche a Siracusa, anche in questo caso pacifica. Soprattutto giovani, si sono fermati davanti al comune.

Oggi pomeriggio una iniziativa dei commercianti ad Avellino.

In piazza a Verona

Proteste la scorsa notte anche a Verona, una trentina di giovani dell’estrema destra si è radunata in Piazza delle Erbe, scandendo slogan contro le nuove restrizioni imposte dal Governo, sono stati accesi fumogeni. “Libertà, libertà”, hanno intonato i manifestanti percorrendo la piazza. La manifestazione e’ durata circa un quarto d’ora. Non si sono registrati incidenti.

Manifestazione a Terni

Diverse centinaia di persone hanno manifestato ieri sera anche a Terni contro le misure contenute nel nuovo Dpcm. C’erano titolari e lavoratori di palestre e scuole di danza, di bar e ristoranti. I manifestanti si sono ritrovati in piazza Tacito e poi (in modo pacifico e quasi tutti con le mascherine in volto) si sono spostati in corteo verso la sede del Comune. “La gente muore di fame, non ci sono aiuti – hanno dichiarato -. Scendere in strada è importante, farlo tra due, cinque, dieci giorni sarebbe troppo tardi, vorrebbe dire accettare il decreto”. Anche qui l’immancabile “Liberta’, liberta'”, è stato anche intonato l’inno d’Italia.

A Taranto in piazza domani

E’ in programma domani sera a Taranto una manifestazione organizzata da commercianti e imprenditori contro le restrizioni e le chiusure imposte dal più recente Dpcm sull’emergenza Coronavirus. L’appuntamento è previsto alle 21 in Piazza Immacolata, per un successivo corteo verso Palazzo di città.

De Luca, chi c’era dietro la violenza di Napoli

Sugli incidenti di Napoli è tornato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. «Il 90% dei cittadini ha dato una prova straordinaria di autodisciplina – ha dichiarato al Corriere della Sera -. E il malessere di chi cerca oggi di difendere un reddito va rispettato e affrontato con misure immediate, sul modello Campania. Per il resto, la vicenda di Napoli ha visto protagonisti pezzi di camorra, di antagonisti e di neofascisti. C’è chi ha bisogno di tenere aperto tutto per fare spaccio di droga».

De Luca insulta De Magistris

De Luca ha poi glissato così le continue critiche che gli ha rivolto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. «Mi imbarazza perdere anche un minuto su chi parla di cose di cui non capisce nulla. Parliamo di un sedicente sindaco espressione del più grande disastro amministrativo d’Italia. In qualunque Paese civile al mondo tale soggetto sarebbe stato messo in quarantena per i prossimi 20 anni».

De Magistris insulta De Luca

De Magistris ha risposto a stretto giro, riferendosi alla possibilità, ventilata dal governatore De Luca, di istituire una zona rossa in tutta l’area metropolitana di Napoli. «E’ in stato confusionale, ha scatenato il pandemonio. Ora scarica la responsabilità sul governo e sulla città, senza averla mai coinvolta in nulla. Non ci dava nemmeno i dati. Abbiamo scoperto clandestinamente che l’aumento dei contagi avveniva in campagna elettorale, da fine agosto. Ti comporti da sovrano assoluto e da tiranno, e poi scarichi le responsabilità sui territori?».

«De Luca non ci riconosce come istituzione – ha aggiunto De Magistris -, chiama Napoli la città senza sindaco. Io non partecipo neppure all’unità di crisi. Un comportamento anti istituzionale di questo tipo non l’ho visto neppure con Salvini e con Berlusconi».

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