Coronavirus. Variante inglese nelle scuole: è allarme

Coronavirus: la variante inglese si diffonde nelle scuole e scatta l'allarme dei virologi dopo che è stato riscontrato un aumento di infezioni tra i minori. Un caso su cinque è causato dalla più contagiosa mutazione inglese e in alcune regioni siamo al 50%. Uno studio ha dimostrato che in 130 Paese la riapertura delle scuole è stata la scenda causa dell'impennata di infezioni da coronavirus.

Coronavirus. Variante inglese nelle scuole: è allarme
Coronavirus: la variante inglese si diffonde nelle scuole e scatta l'allarme dei virologi dopo che è stato riscontrato un aumento di infezioni tra i minori.
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Nelle scuole italiane si stanno diffondendo le varianti del coronavirus. I focolai aumentano e naturalmente anche i contagi. Per i virologi è un pericolo lasciarle aperte e continuare con le lezioni in classe.

«In Italia – ha dichiarato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità – i positivi al coronavirus ora sono di più i giovani». Una dichiarazione che arriva nel giorno in cui si certifica l’irruzione massiccia della variante inglese in molte zone del Paese, dove ormai rappresenta il 50% dei contagi, come a Pescara e Chieti.

Nel resto d’Italia l’incidenza della mutazione britannica è di 1 a 5, il 20%. Un dato preoccupante, perché la variante inglese è molto più contagiosa e in poche settimana diventerà il ceppo più diffuso anche nella Penisola.

La diffusione è in tutta Italia

L’abbassamento dell’età dei contagiati da coronavirus potrebbe essere causata proprio dalla circolazione della variante inglese. Gli esperti britannici sostengono da tempo che la B117 sia più aggressiva nei confronti dei minorenni.

Anche per questo c’è preoccupazione per gli istituti scolastici. Sono centinaia i casi riscontrati in Italia, dalla Lombardia all’Abruzzo, e non solo. Casi sono stati segnalati anche a Roma, Milano, nelle scuole di Pozzuoli e Somma Vesuviana, in provincia di Napoli.

Come si sono comportanti in Germania

Ma altrove, nelle stesse condizioni, e cioè con una variante più contagiosa del coronavirus, come si stanno comportando i governi? La Merkel in Germania è stata fin troppo chiara, quasi brutale: «Rischiamo la terza ondata, con il rischio della diffusione delle varianti è un azzardo riaprire le scuole». Senza storie, senza troppe polemiche. E senza isterismi.

I virologi italiani sono sulle stessa linea. A partire da Massimo Galli, dell’ospedale Sacco di Milano. «La riapertura delle scuole con le varianti in circolazione non sarà a costo zero». E il costo in questione è una probabile impennata di contagi.

Abruzzo e Molise, dove la variante dilaga

Il campanello d’allarme squilla osservando quello che sta accadendo in Umbria e Abruzzo, epicentri della diffusione della variante inglese del coronavirus in Italia: un aumento dei contagi, dei ricoveri ospedalieri. E naturalmente anche di tanti casi segnalati all’interno degli istituti scolastici.

L’ipotesi – presa a malincuore – è quella di un ritorno alla didattica a distanza, almeno fino a quando la campagna vaccinale non avrà raggiunto determinati obiettivi.

Il rischio del contagio con scuole aperte

C’è un Comitato, «Dad per tutti», che ha raccolto 12mila firme per chiedere al governo Draghi di imporre di nuovo la dad in tutti gli istituti scolastici. Almeno «fino a quando non saranno resi noti i dati reali sulla diffusione del contagio da coronavirus nelle classi»

«Si rifletta sull’opportunità di adottare – si legge in una nota – la didattica a distanza a richiesta, come avviene in altri paesi, lasciando l’opzione anche agli insegnanti di aderire in piena libertà, a tutela della loro salute. Già si affacciano in Italia, come in tutta Europa le varianti inglese, sudafricana e brasiliana che potrebbero provocare moltissimi morti e contagiati. Autorevoli scienziati, virologi, epidemiologi ogni giorno, ci consigliano di tenere le scuole chiuse».

In 130 Paesi del mondo – come scrive uno studio dell’Università di Edimbugo, pubblicato sulla prestigiosa rivista lancet – è stato dimostrato che la chiusura delle scuole si è rivelata la seconda misura più efficace a contenere il coronavirus e ridurre la curva del contagio.

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