Coronavirus. La seconda ondata sarà più lunga della prima

Coronavirus. Per il vicario dell'Organizzazione mondiale della sanità, Ranieri Guerra, la seconda ondata del virus sarà più lunga della prima. Gli effetti dell'ultimo dpcm saranno visibili tra due settimane. Per il professor Crisanti a Natale «meglio chiudere tutto», ma se non è possibile per ragioni economiche «evitare ogni assembramento, ormai il virus è fuori controllo».

Coronavirus. La seconda ondata sarà più lunga della prima
Coronavirus: per il vicario dell'Organizzazione mondiale della Sanità Ranieri Guerra la seconda ondata del coronavirus sarà molto più lunga della prima.
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La seconda ondata di coronavirus sarà più lunga della prima. Non ha dubbi il direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Ranieri Guerra, che invoca «un forte senso di responsabilità» da parte di tutti per arginare la diffusione del contagio.

«La curva sta rallentando – ha dichiarato al Corriere della Sera – e tra poco comincerà a scendere di nuovo, ma si allungherà nel tempo, rispetto a quella della prima ondata di contagi da coronavirus».

Siamo all’inizio della stagione invernale

Il motivo? «Abbiamo più casi, diffusi di contagi da coronavirus sull’intero territorio nazionale, diagnosticati anche molto meglio, grazie a una attività di test in continua crescita. E non ci dimentichiamo che siamo appena all’inizio della stagione invernale».

Tra dieci giorni risultati più visibili del rallentamento

Guerra spiega anche il nesso tra rallentamento della curva e aumento dei contagi da coronavirus. «Non c’è contraddizione – ha dichiarato -. Assistiamo al rallentamento della rapidità di trasmissione del coronavirus che non equivale al calo dei casi. La salita è meno ripida. Sono probabilmente gli effetti del primo dpcm, quello del 24 ottobre, che ha introdotto misure comunque molto leggere. Poi ce ne sono stati altri due, l’ultimo dei quali legato all’introduzione delle zone a colori determinate dal sistema di monitoraggio, concordato da Governo e Regioni. Ed è da questo che attendiamo risultati più visibili. Tempo una decina di giorni».

Natale sobrio: non lasciatevi andare

La domanda di questi giorni è sempre la stessa, come sarà il Natale.

«Bene che vada – risponde Guerra – sarà un Natale sobrio, anche se i numeri dell’epidemia migliorassero. Sarebbe un grosso errore lasciarsi andare, come è avvenuto in estate. Il quadro è molto chiaro. Il coronavirus si trasmette grazie ai contatti interumani. O li limitiamo spontaneamente con il senso di responsabilità a cui continuiamo a fare appello, oppure ci dovranno essere chiusure imposte con le conseguenze economiche e sociali che ormai conosciamo bene. Una scorciatoia non esiste».

Non sappiamo se il picco della seconda ondata è stato toccato

Sui dati in lieve miglioramento il rappresentante il vice ministro della Salute, Pier Paolo Sileri, mostra un cauto ottimismo.

«Sono fiducioso – ha dichiarato a La Stampa – che i numeri si stiano stabilizzando, diverse evidenze lo dimostrano. Ma aspetterei qualche giorno per dire che il picco della seconda ondata è stato toccato».

A Natale chiuderei tutto per fermare il contagio

Più drastico Andrea Crisanti, docente di microbiologia dell’Università di Padova: «Piuttosto che riaprire per Natale – ha dichiarato -, penso che la situazione sia così malmessa da dover consigliare l’opposto: approfittare delle ferie di fine anno per chiudere tutto in quelle due settimane e cercare di fermare il contagio. Ma capisco che bisogna tener conto delle esigenze dell’economia».

Altrimenti evitare assembramenti in tutti i modi

«Ma allora – continua – fate qualcosa: prolungate gli orari di apertura dei negozi, scaglionate gli ingressi, evitate in tutti i modi gli assembramenti, a casa e fuori».

Quanti morti possiamo accettare?

«Il punto – continua – non è come regge il sistema ma quanti morti siamo disposti ad accettare. Il lockdown bisognerà comunque farlo. Risulterà inevitabile, i numeri lo imporrano».

«Con questo livello di contagi – ha concluso – il numero di tamponi effettuato non ha più senso. Aveva senso farne 400 mila al giorno per bloccare la catena di diffusione. Ormai la marea del virus è fuori controllo».

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