Coronavirus, William Shakespeare si vaccina. Ministro piange

Si chiama William Shakespeare il primo uomo vaccinato nel Regno Unito. Il ministro della Salute non è riuscito a trattenere le lacrime in tv. Mentre in Gran Bretagna cominciano le vaccinazioni il siero della Pfizer verrà approvato prestissimo anche negli Stati Uniti. La Germania pensa a nuove restrizioni e il Marocco sta per far partire una vastissima campagna vaccinale.

Coronavirus, William Shakespeare si vaccina. Ministro piange
Curiosa coincidenza nel Regno Unito: il primo uomo a vaccinarsi per il coronavirus si chiama come il celebre poeta, William Shakespeare.
4' di lettura

Il Regno Unito è in fibrillazione: oggi è partito ufficialmente il primo giorno di vaccinazioni contro il coronavirus. Le prime persone a ricevere il siero dell’azienda farmaceutica americana Pfizer/BionNTech sono state Margaret Keenan, una donna novantenne, e William Shakespeare, 81 anni.

Si tratta delle prime di milioni di persone che saranno vaccinate nelle prossime settimane, prima della fine dell’anno. Grande entusiasmo da parte del governo. Soprattutto da parte del ministro della Salute, Matt Hancock, che non è riuscito a trattenere le lacrime alle parole di William Shakespeare, il primo uomo vaccinato in Gran Bretagna.

Il ministro ha dichiarato: «È stato un anno così difficile per così tante persone e finalmente ce l’abbiamo fatta, è la nostra luce alla fine del tunnel, come dicono tanti».

Shakespeare, omonimo del più celebre poeta e di certo non scelto casualmente come primo uomo da vaccinare, è un 81enne di Warwickshire, nelle Midlands Occidentali. È stato vaccinato all’University Hospital di Coventry, vicino Birmingham, dove è partita la prima campagna di vaccinazioni.

Medici Senza Frontiere

Medici Senza Frontiere (Msf) avverte la comunità internazionale che l’approvazione dei vaccini non basterà a fermare l’epidemia da coronavirus. La strada più veloce, infatti, è quella della condivisione delle conoscenze anche con le altre aziende farmaceutiche più piccole per favorire una produzione di massa e indipendente.

A maggior ragione dovrebbero condividere quanto scoperto perché gran parte dei finanziamenti è derivato da fondi pubblici senza alcuna garanzia su un accesso equo al vaccino e sulla trasparenza nei costi.

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Paesi in cui opera Medici Senza Frontiere.

Stati Uniti

Dopo settimane di attesa snervante la Fda americana è a un passo dall’approvazione del vaccino Pfizer/BioNTech. Ora manca solo la revisione finale di scienziati indipendenti.

Se andrà tutto a buon fine, le vaccinazioni contro il coronavirus potranno partire già da venerdì prossimo. Lo studio non ha evidenziato effetti collaterali gravi ed è stato efficace su chiunque, a prescindere dall’etnia, dal peso e dall’età.

È stato evidenziato come, a partire dal giorno di somministrazione del siero, si abbia una risposta immunitaria forte entro dieci giorni. Quindi anche prima della seconda iniezione necessaria, a distanza di tre settimane, per avere un’efficacia del 95%.

Marocco

Entro pochi giorni partirà una vastissima campagna vaccinale in Marocco. L’obbiettivo è vaccinare, partendo da questo mese, l’80% della popolazione adulta, ossia 25 milioni di persone.

Il Regno nordafricano ha puntato su due vaccini: Sinopharm (cinese) e quello prodotto da AstraZeneca e Oxford University. Il vaccino cinese è stato inoculato in un gruppo di controllo ad agosto scorsi e a oggi non sono stati riscontrati effetti collaterali gravi.

Il ministro della Salute, Abdelhakim Yahyan, ha dichiarato entusiasta quanto siano positivi i risultati ottenuti. Il vaccino sarebbe «sicuro ed efficace».

A differenza dei vaccini europei, che attaccano la proteina Spike, quello cinese sfrutta un coronavirus morto, usando un meccanismo simile a quello per la poliomielite.

Germania

L’Accademia delle Scienze redarguisce il governo tedesco e chiede in un documento che venga istituito un «lockdown duro» tra il 24 dicembre e il 10 gennaio. Secondo gli scienziati dopo Natale la vita pubblica dovrebbe interrompersi per almeno due settimane.

Angela Merkel sembra in linea con queste direttive. Il suo piano di restrizioni sarebbe pronto e prevedrebbe la chiusura della maggior parte delle attività e il coprifuoco a partire dal 27 dicembre fino al 3 o 10 gennaio. Sarà però necessario fare ulteriori limature per mettere d’accordo tutti i governatori dei vari Laender.

Il timore della comunità scientifica e del governo è dovuto alla lentezza con cui il contagio regredisce nel paese. Le misure, nonostante siano state restrittive e simili a quelle degli altri paesi, sembrano aver terminato la loro efficacia.

Nelle ultime 24 ore si contano ancora 14054 nuovi casi e 423 morti. Numeri che portano il totale dei contagi a oltre 1,2 milioni e i decessi a 19434.

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