Il coronavirus? Malattia pesante e ci sarà la terza ondata

Coronavirus. Non ha dubbi il primario di Pneumologia del Policlinico di Milano Francesco Blasi che evidenzia le gravi conseguenze del covid su alcuni pazienti. «Il 15% delle persone che superano l'infezione riportano danni respiratori o neurologici». E sulla terza ondata: «Dubito che non ci sarà, quando forte dipende da ognuno di noi».

Il coronavirus? Malattia pesante e ci sarà la terza ondata
Coronavirus. Non ha dubbi il primario di Pneumologia del Policlinico di Milano Francesco Blasi che evidenzia le gravi conseguenze del covid su alcuni pazienti.
3' di lettura

«Il coronavirus è una malattia pesante e lascia strascichi gravi, dubitò che non ci sarà una terza ondata». A parlare è un medico in prima linea, il direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia del Policlinico di Milano, Francesco Blasi.

Restano disturbi respiratori e disturbi neurologici

«Purtroppo – ha dichiarato ai microfoni di Cusano Italia Tv – questa del coronavoirus è una malattia che può lasciare strascichi pesanti. Noi abbiamo un laboratorio post coronavirus e circa il 15% dei pazienti che hanno superato la malattia presentano disturbi respiratori o disturbi neurologici: deficit della memoria e fatica a concentrarsi».

Infiammazione generalizzata

« Tanto più è grave la forma – continua Blasi – tanto è probabile che vi sia qualche strascico. Molte infezioni virali producono questi strascichi nel tempo, soprattutto senso di fatica e debolezza. Certamente questa malattia ha effetti di infiammazione generalizzata molto intensi».

Ricoveri lunghi

«La seconda ondata di coronavirus – ha dichiarato il primario – in questo momento ha raggiunto il plateau e speriamo che scenda. Purtroppo questa è una discesa lenta e lo si vede nel numero di ricoveri ospedalieri, che è sceso, ma la pressione è ancora molto alta perché i ricoveri possono durare anche un mese. Se il paziente deve essere intubato la degenza può essere anche superiore al mese».

Dipende da ognuno noi

Il professore si sofferma poi sui rischi che potrebbero causare le feste di Natale per una eventuale recrudescenza dei contagi da coronavirus.

«Tutto dipenderà – dichiara Blasi – da come ci comporteremo. Con l’utilizzo corretto delle mascherine da parte di tutti l’infezione si ridurrebbe in maniera significativa. Il distanziamento e il lavaggio delle mani sono tutte misure importanti e dipendono dal singolo. Poi c’è la responsabilità gestionale, a livello politico, ma tutto parte da una responsabilità individuale».

Ci sarà la terza ondata

Il primario milanese non ritiene questa seconda ondata l’ultima fiammata del coronavirus in Italia, anzi. «Dubito che non ci sarà una terza ondata – ha affermato -, ma più saremo attenti e meglio riusciremo a controllarla».

«Sul piano pandemico – ha continuato lo pneumologo – le indicazioni di gestione sono importanti perché si riferiscono a qualunque evento e a qualunque situazione, dopodiché la coscienza e la conoscenza della situazione da parte del medico sono ancora più importanti. Ognuno ha le sue responsabilità, non penso che si possa dire: non mi avevano detto cosa dovevo fare. Noi sappiamo cosa bisogna fare, il problema è fornire le attrezzature per farlo: le mascherine, fornire le tute e il disinfettante».

E’ utile il cortisone

«Il cortisone – ha aggiunto Blasi – ha dei vantaggi e degli svantaggi. Darlo precocemente può indurre una riduzione delle difese immunitarie e quindi far esplodere la malattia da coronavorus. Dare il cortisone dopo 7-10 giorni, se la malattia non si risolve con gli antipiretici, può essere importante. Bisogna saper bilanciare tutti gli aspetti».

Farò il vaccino appena possibile

Nessun dubbio sul vaccino contro il coronavirus.

«Farò il vaccino anti-coronavirus appena sarà disponibile, questo è sicuro. Penso che manchi pochissimo, credo che l’Ema abbia la seduta la prossima settimana e dovrebbe dare il via libera all’uso del vaccino. Sembra che dia una risposta di lunga durata, ma i dati sono quelli che sono perché è stato sviluppato in pochi mesi e i dati sono di pochi mesi».

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