Coronavirus. Non ridurre le restrizioni o sarà terza ondata

Coronavirus. Per l'Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro la situazione dei contagi in Italia è ancora troppo alta per correre rischi e serve cautela. Per gli esperti le misure attuali devono restare in vigore così come le restrizioni alla mobilità, soprattutto durante le feste. C'è il timore di una nuova e violenta ripresa dei contagi subito dopo le feste.

Coronavirus. Non ridurre le restrizioni o sarà terza ondata
Coronavirus: per l'Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro la situazione dei contagi in Italia è ancora troppo alta per correre rischi e serve cautela.
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Non ridurre le misure attuali contro il coronavirus, comprese quelle sulla mobilità. L’appello è chiaro e arriva proprio mentre il governo sta pensando di alleggerire le restrizioni nei giorni caldi delle feste di fine anno. A lanciarlo è il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro: «L’elevata incidenza e il forte impatto sui servizi sanitari richiedono di essere molto cauti e di non ridurre misure attuali, comprese quelle sulla mobilità».

Non scherzate col fuoco

Lo ha dichiarato ieri, lo ha ribadito oggi, nella consueta conferenza stampa sul monitoraggio settimanale: non scherzate col fuoco, le conseguenze potrebbero essere peggiori di quelle causate dal liberi tutti di questa estate.

L’analisi dell’Iss è chiara: la diffusione del contagio in Italia è in calo, quindi stiamo meglio di qualche settimana fa, ma la circolazione del coronavirus è ancora sostenuta in tutte le Regioni e in 16 si è oltre la soglia critica.

Ancora troppi contagi per un tracciamento puntale dei casi

La mobilità tra comuni, province e regioni può innescare una eventuale terza ondata di contagi da coronavirus. Sarebbe grave, soprattutto ora, in pieno inverno, con l’influenza stagionale alle porte e l’inizio della campagna di vaccinazione.

«Ci sono ancora 193 casi di infezione da coronavirus ogni 100.000 abitanti – ha dichiarato il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro -. E’ un numero molto alto, con differenze tra Regioni. E che non consente la mitigazione del contenimento, ossia la nostra capacità di tracciare puntualmente tutti i nuovi casi».

Il numero dei morti sarà l’ultimo a scendere

«In gran parte delle regioni registriamo – continua Brusaferro – una probabilità bassa di raggiungere la saturazione a 30 giorni nei posti letto ordinari e di terapia intensiva, mentre nelle settimane scorse era molto più alta. Ma c’è ancora un fortissimo impegno dei servizi sanitari».

«Si registra – ha aggiunto Brusaferro – una decrecita nelle terapie intensive in quasi tutte le regioni ma non basta. I morti per coronavirus saranno gli ultimi a decrescere». E questo è stato detto in tutte le lingue da tempo. Per almeno altri sette, dieci giorni avremo un numero di morti così alto, tra 600 e 800 ogni 24 ore.

L’indice Rt

Poi il punto sul famoso Rt, l’indice di trasmissibilità.

«Si riscontrano – ha continuato Brusaferro – valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 20 tra Regioni e Province autonome. Di queste, 19 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di credibilità maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità».

Gli effetti del vaccino solo in tarda primavera

Chi immagina che il vaccino contro il coronavirus risolva in un attimo la situazione si sbaglia, a confermarlo è il il direttore generale del Dipartimento di Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza.

«È positivo – ha dichiarato Rezza – che si sia riuscito ad arginare l’epidemia di coronavirus senza il lockdown nazionale. Ora è chiaro che nel momento in cui si allenta, la ripresa di comportamenti a rischio può determinare la ripresa dell’epidemia. Il vaccino arriverà ma all’inizio le dosi saranno poche, non è che tra gennaio e febbraio avremo risolto tutti i problemi. Dovremo continuare a mantenere comportamenti adeguati».

Lo stesso concetto espresso a più riprese anche dal ministro della salute, Roberto Speranza: i primi risultati della vaccinazione contro il coronavirus si avranno solo tra la primavera e l’estate. Se tutto va bene – per intenderci – le prossime vacanze potrebbero essere quasi in sicurezza. Ma deve passare l’inverno. Questo è il momento chiave. E questi sono i giorni decisivi: potrebbero impedirci di rivivere una nuova e drammatica impennata dei contagi da coronavirus.

Cinque regioni ad alto rischio

Nel Report sono 14 le Regioni a rischio moderato, due a rischio basso (Basilicata e Molise) e 5 a rischio alto: Emilia Romagna, Provincia di Trento, Puglia, Sardegna e Veneto.

Puglia e Sardegna sono state inserite in questa fascia per tre settimane consecutive, e «questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale».

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