Coronavirus. Vaccino, AstraZeneca: 2021, 3 miliardi di dosi

Coronavirus. Lo ha rivelato l'azienda angli-svedese che ora sta valutando la durata della copertura del vaccino. Siamo alle fasi conclusive. Il vaccino AstraZeneca non avrebbe nessun problema di refrigerazione, trasporto e conservazione. Ma Crisanti insiste: senza trasparenza non faccio il vaccino.

Coronavirus. Vaccino, AstraZeneca: 2021, 3 miliardi di dosi
Coronavirus: i responsabili del laboratorio AstraZeneca che sta studiando il vaccino anti coronavirus ha informato che entro il 2021 produrrà 3 miliardi di dosi.
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Notizie rassicuranti suol fronte vaccini anti coronavirus. L’AstraZeneca, che sta lavorando a uno dei tre prodotti in dirittura d’arrivo, insieme ai vaccini Pfizer e Moderna, ha diffuso i dati relativi alla sperimentazione in corso in Gran Bretagna e Brasile. Le analisi avrebbero dimostrato che il vaccino è «altamente efficace nel prevenire l’infezione da coronavirus».

Nello studio sono stati presi in esame 131 casi di pazienti colpiti dal coronavirus. Il regime con una dose di vaccino ha mostrato una efficacia del 90%. In questo caso il vaccino è stato somministrati con mezza dose, seguito da una dosa intera a un mese di distanza.

Efficacia media al 70%

Il secondo regime ha mostrato una efficacia del 62%: in questo caso sono state somministrate due dosi piene di vaccino contro il coronavirus a distanza di un mese. L’analisi combinata dei due regimi ha dato una efficacia media del vaccino che è pari al 70%.

Si studia la durata della protezione del vaccino

Ora saranno effettuate altre analisi per stabilire un altro aspetto importante del nuovo vaccino contro il coronavirus: la durata della protezione.

AstraZeneca ha anche comunicato di poter rendere disponibili entro il 2021 oltre tre miliardi di dosi del vaccino che ha realizzato contro l’infezione da coronavirus. Si attendono le ultime verifiche e l’approvazione finale da parte degli enti di controllo.

Un matrimonio di interesse

Il vaccino messo a punto nei laboratori dello Jenner Institute dell’Università di Oxford è diventato una delle speranze più concrete per sconfiggere il coronavirus. La sua storia è uno strano connubio tra soldi e ricerca scientifica: un matrimonio d’interesse tra gli intenti scientifici dell’Università di Oxford, che ha 900 anni di storia e che ha finanziato con fondi pubblici la ricerca di laboratorio anti-coronavirus e l’industria farmaceutica.

Vaccino, la polemica di Crisanti

Sul vaccino continua la polemica del direttore di microbiologia dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che non avrebbe fatto il vaccino contro il coronavirus subito, ma dopo aver capito se funzionava davvero e se c’erano effetti collaterali. Una frase che ha suscitato immediate reazioni, da parte di altri virologi e dell’agenzia che controlla i farmaci in Italia.

Senza dati non faccio il vaccino

«Ribadisco – ha detto questa mattina a Buongiorno su Sky – che sulle basi delle conoscenze che abbiamo oggi non mi farei il vaccino. Se dovessero rendere pubblici i dati e la comunità scientifica ne validasse la bontà me lo farei, non ho alcun dubbio su questo»,

La trasparenza genera fiducia

«E’ una questione – ha continuato – di trasparenza: se si vuole generare fiducia bisogna essere trasparenti. Più gli scienziati lamentano assenza di informazioni e più la pretendono, più la gente si fida. Possibile che che non si capisca questo meccanismo? La trasparenza genera un bene inestimabile: la fiducia. Questa levata di scudi che c’è stata contro le mie affermazioni è assolutamente irragionevole, perché non ho detto che non mi farò il vaccino, ma semplicemente che è necessario che tutti nella comunità scientifica abbiano accesso ai dati grezzi. In questo modo facciamo il vaccino contro il coronavirus tutti quanti, senza nessun timore o alcun retropensiero».

Non dovrà essere obbligatorio

Il professor Crisanti ritiene anche che «l’obbligatorietà del vaccino non si debba prevedere. Più persone faranno il vaccino e più si avranno dati a disposizione, più saremo sicuri che non ha effetti collaterali importanti. Non esiste da nessuna parte che un vaccino contro il coronavirus che passa per un processo accelerato diventi obbligatorio. Ci si assumerebbe delle responsabilità gigantesche».

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