Coronavirus. Vaccino somministrato a tutti entro fine estate

Coronavirus. Il vaccino sarà somministrato a tutti gli italiani tra la fine dell'estate e l'inizio del prossimo autunno quando sarà raggiunta l'immunità di gregge. Ne è sicuro il professor Locatelli, presidente del Css. «Fa bene l'Ema a essere rigorosa nel valutare ogni singolo vaccino, questo è garanzia di sicurezza ed efficacia di prodotti realizzate dalle case farmaceutiche»

Coronavirus. Vaccino somministrato a tutti entro fine estate
Coronavirus: il vaccino sarà somministrato a tutti gli italiani tra la fine dell'estate e l'inizio del prossimo autunno e sarà raggiunta l'immunità di gregge.
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Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno del prossimo anno tutti gli italiani avranno ricevuto il vaccino contro il coronavirus. Sarà una campagna colossale, e potrebbe iniziare presto. Sarà anche l’addio definitivo alla paura del contagio da coronavirus, agli ospedali pieni, alle mascherine sempre e ovunque, ai negozi chiusi. Al Natale blindato.

Nelle prime settimane vaccino per quasi 2 milioni di persone

«Il 29 dicembre e il 12 gennaio – ha dichiarato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e membro del comitato tecnico scientifico (Cts) – l’Ema si pronuncerà sulla documentazione fornita da Pfizer e Moderna sul vaccino anti coronavirus. Questo dovrebbe consentire di avere 3,4 milioni di dosi per vaccinare 1,7 milioni di persone».

Sarà la più grande campagna della storia

«Nella seconda metà di gennaio – ha aggiunto Locatelli ad Agorà, su Rai Tre – è previsto l’inizio delle vaccinazioni, poi le dosi disponibili aumenteranno e, entro fine estate o inizio autunno, dovremmo aver completato la somministrazione della più grande campagna di vaccinazione di massa che abbia mai avuto corso nel Paese».

L’Ema è garanzia di sicurezza

Sulla decisione dell’Ema, l’ente regolatorio europeo sui farmaci, di decidere in tempi rapidi ma non istantanei per valutare la sicurezza e l’efficacia di ogni singolo vaccino, Locatelli non ha dubbi.

«Siamo felicemente parte dell’UE – ha dichiarato – e i tempi di valutazione dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) consentiranno di iniziare i percorsi vaccinali più o meno in contemporanea in tutti i paesi europei».

«Il percorso di valutazione delle informazioni disponibili nel dossier sottoposto a Ema – ha aggiunto – sarà straordinariamente rigoroso e questa è la migliore garanzia di sicurezza».

Si inizierà dagli operatori sanitari

Ha ribadito, sulla tempistica e le priorità, quello che aveva già dichiarato ieri in parlamento il ministro della Salute, Roberto Speranza.

«Si partirà – ha dichiarato Locatelli – dagli operatori sanitari che lavorano negli ospedali e nelle Rsa, cosa che ha il significato non solo di garantire la loro sicurezza personale, ma anche di dare continuità nei luoghi di lavoro e proteggere le persone che a loro si affidano».

«Subito dopo sarà la volta di coloro che risiedono in strutture residenziali e over 80, in base al principio di dare priorità a chi ha maggior rischio di sviluppare forme più gravi, visto che l’età media di coloro che muoiono per coronavirus è di 81 anni».

Obiettivo immunità di gregge

L’obiettivo è chiaro: somministrare il vaccino contro il coronavirus al 70% della popolazione italiana. In questo modo sarà possibile parlare di immunità di gregge e dire addio al coronavirus e ai suoi effetti.

«E’ importante – ha dichiarato Locatelli – fornire informazioni in modo completo e trasparente per creare una cultura delle vaccinazioni grazie alle quali l’umanità si e’ liberata di malattie fatali come poliomelite e vaiolo. Ma, per gli operatori sanitari, in considerazione delle osservazioni prima fatte sarebbe giusto prevedere un obbligo vaccinale sin dall’inizio».

Resterà da vedere quanto a lungo durerà l’immunità fornita dal vaccino. «Sul punto – ha detto Locatelli – solo l’osservazione ci darà una risposta solida, compiuta e definitiva».

Le misure funzionano

Il professore si ha analizzato i dati sulla diffusione del coronavirus in Italia in queste settimana e sui possibili effetti che hanno avuto sul contagio le misure disposte dal governo.

«Si è riusciti – ha dichiarato – a riportare sotto controllo numeri che mostravano una crescita importante. I dati di ieri mostrano che la percentuale dei tamponi positivi rispetto a quelli effettuati è in continuo calo e si riduce il carico nei posti di area medica e nelle terapie intensive».

Ma troppi morti

Resta però il numero dei morti causati dal contagio da coronavirus, che resta alto. Decisamente troppo.

«Sono quelli i numeri che più feriscono – ha concluso Locatelli -, che artigliano le nostre coscienze e le nostre sensibilità, ma è l’ultimo parametro a flettere. Li vedremo ridurre in modo sostanziale dai prossimi dieci giorni».

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