Coronavirus. La variante inglese è già atterrata in Italia

Coronavirus, variante inglese. Una donna proveniente dalla Gran Bretagna èp risultata positiva al nuovo ceppo che è molto più contagioso del virus che sta circolando in Italia da mesi. Chiusi i voli con l'Inghilterra, l'Ue convoca per oggi una riunione urgente e l'Oms invita gli Stati ad adottare rigide misure di prevenzione.

Coronavirus. La variante inglese è già atterrata in Italia
Coronavirus variante inglese: Una donna proveniente dalla Gran Bretagna è risultata positiva al nuovo ceppo che è molto più contagioso del virus in circolazione.
4' di lettura

La variante inglese del coronavirus è in Italia. Una paziente atterrata a Fiumicino è risultata positiva al virus con la mutazione. Arrivava dal Regno Unito e ora si trova in isolamento. La testimonianza che non sarà semplice arginare la diffusione di questo nuovo ceppo, una variante che sembra estremamente più contagiosa di quella che sta circolando in Italia.

Ma il coronavirus “tradizionale” morde ancora

Si parla tanto, ed è comprensibile, della variante inglese, ma il coronavirus “tradizionale” continua ad avanzare in Italia. Ieri i positivi sono stati 15.104 e i morti 352. Ma soprattutto la percentuale test/contagi è risalita all’11% (sabato era al 9.2%). Basterebbero questi numeri per metterci in guardia anche in vista delle ormai imminenti feste di Natale, dalla possibile terza ondata di gennaio, dal temuto arrivo dell’influenza stagionale e dall’inizio della campagna vaccinale (l’inizio della scuola il 7 gennaio sembra sempre più improbabile).

La paziente inglese

Ma torniamo alla variante inglese, che aggiunge altra preoccupazione a quella che già c’è.

«Il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare del Celio – ha scritto ieri in una nota il ministero della Salute -, che in questa emergenza sta collaborando con l’Istituto Superiore della Sanità, ha sequenziato il genoma del coronavirus proveniente da un soggetto risultato positivo con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna».

«Il paziente, e il suo convivente – continua il comunicato – rientrato negli ultimi giorni dal Regno Unito con un volo atterrato presso l’aeroporto di Fiumicino, sono in isolamento e hanno seguito, insieme agli altri familiari e ai contatti stretti, tutte le procedure stabilite dal ministero della Salute».

Variante inglese, il problema è l’elevata contagiosità

La nuova variante, come saprete, è stata identificata in Gran Bretagna per la prima volta a settembre. A novembre la situazione è diventata più allarmante e a dicembre quella variante è stata definita dominante. Tra le caratteristiche della variante inglese la rapidità di trasmissione, che è il 70% più elevata del coronavirus che abbiamo conosciuto in questi mesi. E’ un dato allarmante, perché rischia di comportare un aumento esponenziale dei contagi, e quindi dei ricoveri e dei morti.

Non sembra comunque che la variante inglese sia più letale e neppure – al momento – che sia capace di eludere i vaccini che in Gran Bretagna stanno già somministrando.

Ma l’alta contagiosità ha spinto il governo britannico a imporre un lockdown durissimo, e proprio alla vigilia delle feste, dopo che per settimane Boris Johnson aveva dichiarato «salveremo il Natale».

Casi segnalati in altri Paesi europei

Molti Paesi europei, nel tentativo di isolare il nuovo ceppo, hanno sospeso i voli per la Gran Bretagna. Ma casi isolati di infezioni causate dalla variante inglese del coronavirus sono stati segnalati in Olanda, Danimarca, Italia. C’è il timore reale che sia già uscito dai confini britannici. Soprattutto se – come sembra – le prime tracce del nuovo ceppo risalgono a settembre.

L’Ue ha convocato una riunione urgente degli stati membri per concertare una risposta comune alla minaccia del nuovo ceppo di coronavirus.

L’Organizzazione mondiale della Sanità è in contatto continuo con le autorità inglesi. L’Oms ha anche invitato i governi europei a «rafforzare le procedure di controllo e prevenzione».

Una ricerca per chiarire tutti gli aspetti

Della variante inglese si conoscerà qualcosa di più preciso nei prossimi giorni, quando verranno divulgati i risultati di uno studio effettuato dal Reed Army Institute of Research. La ricerca dovrebbe sciogliere almeno un nodo: quello sulla possibile refrattarietà ai vaccini della nuova forma virale. Gli esperti del Walter Reed si sono già dichiarati ottimisti, come ha affermato il professor Nelson Michael, direttore della struttura: l’analisi delle sequenze genetiche della nuova variante britannica è stata avviata da giovedì scorso, dopo la pubblicazione online dei dati da parte dei ricercatori britannici. “Una prima analisi computerizzata – ha spiegato Nelso Michael – ci permetterà di valutare quanta preoccupazione dovremmo avere».

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