Coronavirus. Via allo shopping, ma a Capodanno coprifuoco

Coronavirus. Il governo è molto preoccupato per le imminenti feste di fine anno, si teme che la socialità diffusa di Capodanno e Natale possa far ripartire il contagio che sembra aver rallentato dopo le ultime restrizioni. Si sta valutando un nuovo dpcm con restrizioni a partire dal 19 dicembre e fino al 10 gennaio. Ecco le misure che si stanno studiando.

Coronavirus. Via allo shopping, ma a Capodanno coprifuoco
Coronavirus: il governo è molto preoccupato per le imminenti feste di fine anno quando l'aumento della socialità potrebbe far riesplodere il contagio.
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Se negli Stati Uniti sono preoccupati che l’imminente festa del Ringraziamento possa aggravare la diffusione del contagio da coronavirus, in Italia l’esecutivo teme che Natale e Capodanno possano moltiplicare gli infetti dopo che le misure a tre fasce sembra stiano finalmente iniziando a piegare la curva epidemiologica. Anche per questo da giorni l’argomento all’ordine del giorno sono le feste di fine anno.

Niente veglioni e cenoni allargati

E se infatti si parla di un alleggerimento delle misure dopo il 3 dicembre, soprattutto nelle Regioni dove l’incide di contagio da coronavirus è sceso sotto la soglia di 1, ma Natale e Capodanno saranno decisamente sotto coprifuoco. Notti chiuse dal 19 o dal 23 dicembre e fino al 10 gennaio. Sono quelli i giorni più tenuti, ovvero quelli che per tradizione gli italiani trascorrono in compagnia tra cenoni, veglioni e tombolate.

Feste in zona rossa

E quindi, se il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri (dpcm), dovrebbe allentare le restrizioni a partire dal 3 dicembre, si sta valutando anche il decreto delle feste.

Per i primi giorni del prossimo mese il governo si augura di trovare l’Italia tutta o quasi in zona gialla. Ma giallo o arancione che sia, le feste di Natale saranno colorate di rosso lockdown. Il timore di una terza ondata tra gennaio e febbraio spaventa troppo. Meglio feste rigorose in attesa del vaccino e con l’augurio di trascorrerle bene il prossimo anno.

Ma cosa potrebbe prevedere il decreto per le feste di fine anno?

Di certo il divieto di oltrepassare i confini comunali. Una restrizione che dovrebbe limitare riunioni di famiglia allargate. Un divieto che sarà imposto a tutte le Regioni, anche quelle che non hanno mai superato la zona gialla o che nella zona gialla sono rientrate per il sensibile miglioramento di quei 21 parametri alla base dell’algoritmo che valuta le colorazioni di rischio dei singoli territori. Si vuole evitare a tutti i costi quel liberi tutti che ha caratterizzato la scorsa estate e ha forse inciso sul notevole aumento dei contagi da coronavirus nella seconda e prevista ondata autunnale.

Il coprifuoco di Capodanno (e non solo)

Nei giorni delle feste di fine anno, dal 21 o dal 23, il coprifuoco sarà anticipato. Alle 21 o anche alle 20. Come detto, un sistema per rendere meno facili le riunioni di gruppi familiari non conviventi. Questi provvedimenti dovrebbero coincidere con una massiccia campagna di sensibilizzazione. Per stare più attenti, certo, così da evitare o limitare la diffusione del contagio da coronavirus. Ma anche un appello a servirsi dei tamponi rapidi per auto verificare l’eventuale insorgenza dell’infezione e agendo di conseguenza, isolandosi.

L’aiuto dei test rapidi

I test rapidi sono ritenuti sia dal governo, sia dal Comitato tecnico scientifico, un rimedio utile a contenere il contagio da coronavirus in famiglia. Contagio che è anche quello più diffuso, siamo intorno all’80% dei casi totali. E infatti gli esperti ripetono: «Niente è più rischioso delle riunioni di famiglia: basta che un solo parente sia positivo per contagiare tutti gli altri». Un bel test rapido prima del cenone potrebbe evitare nuovi focolai.

E’ anche vero che il coprifuoco anticipato riduce le possibilità di cenoni e veglioni allargati, ma non incide sui pranzi di Natale e Capodanno e neppure sulle tradizionali tombolate pomeridiane. Per quelle il governo non può che appellarsi «al senso di responsabilità degli italiani».

Via libera allo shopping

Via libera allo shopping di dicembre, con orari di apertura dei negozi allungati fino alle 22 per tentare di evitare assembramenti. Nei fine settimana riaprono anche i centri commerciali. Ma gli ingressi nei negozi, ma anche nelle strade e nelle piazze dello sghopping cittadino dovranno essere contingentati. Il nemico di questi giorni saranno gli assembramenti. Da evitare a ogni costo. Buone notizie per bar, ristoranti e pub che in quei giorni potranno restare aperti anche la sera.

Parola d’ordine: feste sobrie

Dopo il 19 o il 23 dicembre, la stretta. Non un lockdowm, ma limitazioni che riducano una socialità troppo aperta, che è tipica delle feste di fine anno, in Italia più che altrove. Niente baci e abbracci, dunque, come ha ricordato lo stesso premier. Un Natale e un Capodanno sobrio, come non c’è mai stato. Ma che serve per garantirci un 2021 meno drammatico di questo terribile 2020.

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