Coronavirus. Zona rossa il 9 e 10. Presto misure più rigide

Coronavirus. Dopo le feste restano le restrizioni da zona rossa a partire dal prossimo fine settimana mentre verranno calibrati i nuovi indici Rt per stabilire le fasce. Il governo ritiene inevitabile la terza ondata di contagi da coronavirus e teme l'arrivo della nuova e più contagiosa variante del coronavirus. Limiti agli spostamenti, ma sarà inserita la zona bianca.

Coronavirus. Zona rossa il 9 e 10. Presto misure più rigide
Coronavirus: dopo le feste restano le restrizioni da zona rossa a partire dal prossimo fine settimana mentre verranno calibrati i nuovi indici Rt per stabilire le fasce.
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L’alto numero dei contagi e il timore della variante inglese del coronavirus imporrà nuove restrizioni nel Paese. A partire dal prossimo fine settimana, il 9 e il 10 gennaio, quanto tutta l’Italia potrebbe diventare zona rossa, «con la salvaguardia – ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza – dei comuni con meno di 5.000 abitanti», come già è accaduto durante le feste di fine anno.

I timori per la variante inglese

La questione calda è l’Inghilterra, dove si sono superati i 60.000 contagi al giorno. «Dobbiamo usare precauzioni – ha aggiunto il ministro – perché quella variante ci preoccupa per la velocità del contagio. Stiamo facendo fare un approfondimento ai tecnici in modo da cambiare le soglie dell’Rt per accedere in zona rossa o arancione. Misura che incide sul modello della zonizzazione».

E spieghiamole subito le intenzioni del governo sull’Rt, perché cambia tutto e sarà molto più difficile trovarsi in zona gialla. Di contro sarà facile invece far scattare le restrizioni da zona rossa.

In compenso il governo sta valutando le fasce bianche, ovvero la riapertura di palestre, piscine, cinema e teatri in un territorio dove l’indice Rt si è abbassato di molto. Ma sempre mantenendo le classiche misure anticontagio: mascherina, distanziamento, zero assembramenti.

Sono stati gli scienziati del Comitato tecnico scientifico a suggerire ai governo di rendere più severi gli indicatori. Ripetiamo: il timore è la diffusione della variante inglese che potrebbe minare anche la già zoppicante campagna vaccinale.

I nuovi parametri per le fasce colorate

Con i nuovi parametri entreranno in zona arancione le regioni che hanno un Rt uguale a 1 (oggi è di 1.25) de in rosso quelle che sono a 1.25 (adesso è 1.50). Naturalmente sotto l’1 si è in zona gialla.

I criteri sono stati stabili dal Comitato tecnico scientifico che ieri si è riunito d’urgenza.

Il governo è al lavoro per stabilire nuove chiusure dal 7 al 15 gennaio. Come saprete la notte dell’Epifania scade il decreto Natale, è ormai certa l’emissione di un provvedimento ponte, un’ordinanza del ministro della Salute, che arriverà fino al 15 gennaio.

La terza ondata del coronavirus

I ministri e gli esperti non hanno dubbi, gli indicatori purtroppo parlano chiaro, la terza ondata di contagi da coronavirus ci sarà, così come il timore che senza adeguate misure possa essere la più dura, anche perché arriverà in pieno inverno e con la fondata preoccupazione che possa essere caratterizzata da una variante più contagiosa del coronavirus.

Il ministro Speranza è stata categorico: «Bisogna organizzarsi per la terza ondata». E se i segnali sono chiari sarebbe davvero un errore grave lasciarsi sorprendere un’altra volta e proprio nel pieno della campagna vaccinale.

Da qui la decisione di irrigidire i criteri per far scattare la fasce con i diversi colori, ma anche lo spiraglio della zona bianca per le Regioni che riusciranno a contenere entro certi limiti – ancora da decidere – l’Rt (indice di trasmissibilità del virus).

Se si diffonde una variante come quella inglese, più contagiosa, l’indice Rt si alza immediatamente e non di poco, tra la 0.4 e lo 0.7.

Divieto di spostamenti

Si sta valutando la proroga del divieto di spostamento tra le regioni, anche tra quelle che si trovano in fascia gialla. Una misura che ha però bisogno d8 un decreto legge, perché limita le libertà costituzionali. Nei prossimi giorni il governo inizierà il confronto con le Regioni.

Visite a parenti o amici

Resta aperta la possibilità a due persone di fare visita a parenti o amici, in linea con la misura già adottata nel corso delle feste di fine anno. E quindi con il limite di una sola visita al giorno, e la presenza di al massimo due minori di 14 anni e rispettando gli orari del coprifuoco.

Coprifuoco invariato

A proposito di coprifuoco. Era circolata la vice del coprifuoco a partire dalle 20, ma sembra sia stata scartata anche dall’ala rigorista del governo. Quell’irrigidimento non sembra possa avere un peso significativo sul contenimento della diffusione del coronavirus. Quindi resta dalle 22 alle 5 del mattino.

Il rebus scuola

In questo quadro, con le preoccupazioni del governo e del Comitato tecnico scientifico, stona la decisione di riaprire le scuole il 7 gennaio. Con un ritorno in presenza del 50% degli studenti delle superiori. Molti temono nuovi focolai, ma Giuseppe Conte tira dritto e sostiene il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

A essere allarmati sono anche gli esperti del Comitato tecnico scientifico e gli stessi governatori della Regioni.

Il nuovo decreto

L’8 gennaio il ministro Speranza valuterà le fasce di rischio delle Regioni in base ai dati che saranno consegnati al Ministero della Salute. Dall’11 al 15 gennaio si tornerà alla divisione in colori sulla base delle valutazioni dell’Istituto Superiore della Sanità. E il 15 dovrebbe arrivare il nuovo decreto.

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