Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023

Definita la struttura della Manovra, il governo traccia la linea entro fine anno. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023

11' di lettura

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Dalle tre flat tax al futuro delle pensioni, passando per la tregua fiscale. Novità anche su fisco e lavoro.

Indice

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: novità dal 1° gennaio 2023

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023? Con la legge di Bilancio 2023 sono in arrivo alcune novità per i lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che nel privato.

Il governo Meloni ha infatti deciso di aumentare gli stipendi di chi ha i salari più bassi e per alcune categorie (come medici e infermieri dei pronto soccorso), ma anche di detassare i premi di produttività e di dare una piccola mano a camerieri e receptionist.

Dal 1° gennaio del 2023, quindi, arriveranno degli aiuti in busta paga, che tuttavia rischiano di riguardare solo una platea ristretta di lavoratori. Sono infatti coinvolti da queste misure coloro che guadagnano fino a 35mila euro annui, hanno premi di produttività o ricevono mance.

Per ora, invece, non ci sarà alcuna forma di flat tax sull’Irpef dovuto dai dipendenti allo Stato, mentre la totale detassazione dei fringe benefit fino a 3mila euro scadrà a fine dicembre, cambiamenti alla manovra last minute permettendo.

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Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: quali lavoratori riceveranno l’aumento in busta paga

Per tutti coloro che guadagnano fino a 35mila euro lordi è stato confermato per il 2023 lo sgravio contributivo voluto dal governo Draghi, con il taglio del cuneo fiscale al 2%. Lo sconto sui contributi, coperto dallo Stato, crescerà poi al 3% per coloro che hanno redditi annui fino a 20mila euro, sempre lordi. Per entrambi i calcoli vanno considerate all’interno del computo totale anche tredicesima e quattordicesima.

Gli stipendi di chi guadagna ogni mese da 1.538 a 2.692 euro resteranno uguali. I benefici ci saranno per chi ne guadagna meno di 20mila all’anno. In questo modo chi ad esempio prende mille euro in busta paga avrà un aumento netto di 10 euro. Per gli stipendi lordi da 1.300 euro la cifra sale a 13 euro, per chi ne prende 1.500 euro sarà di 15 euro.

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: aumento di indennità per medici e infermieri

La Manovra prevede anche uno stanziamento di 200 milioni di euro per aumentare dal 2024 l’indennità di medici e infermieri che lavorano nei pronto soccorso. Questa parte dello stipendio sarà un ulteriore “riconoscimento delle particolari condizioni di lavoro svolto negli ultimi due anni e mezzo, soprattutto durante la pandemia”.

Verrà conteggiata dal 1° gennaio 2024 sulla base della presenza in servizio. Le indennità, poi, si sommeranno all’aumento di stipendio previsto per infermieri e personale sanitario con il rinnovo del contratto 2019-2021.

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: premi produttività più alti? 

Vengono poi detassati (dal 10% al 5%) i premi di produttività o di produzione fino a 3mila euro in busta paga. Si tratta di compensi aggiuntivi alla retribuzione base, che possono essere fissi o discrezionali e di solito scattano se vengono raggiunti determinati obiettivi aziendali. La misura varrà almeno per tutto il 2023.

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: il nodo dei fringe benefit

Scadrà invece il 31 dicembre la totale detassazione dei fringe benefit. Si tratta di voucher di welfare aziendale, forniti dalle società tramite apposite piattaforme. Possono essere usati per pagare visite mediche, utilizzare auto aziendali, coprire abbonamenti ai trasporti locali, comprare alcuni beni convenzionati (come gli elettrodomestici) e da qualche mese anche per pagare le bollette domestiche di gas e luce.

La platea dei lavoratori coinvolti, cioè quelli che già ricevono questi benefit, sarebbe circa il 17% del totale. Per gli altri, a partire dai dipendenti delle piccole e medie imprese, sarà difficile, oltre che oneroso, predisporre da zero le piattaforme per concedere l’aiuto in busta paga.

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: aumenti anche per camerieri e receptionist

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023? La legge di Bilancio riduce poi la tassa sulle mance al 5%. La misura è stata pensata per provare a incentivare i lavoratori del settore del turismo, in pratica trovare camerieri e receptionist degli alberghi, di cui c’è carenza.

Nella bozza della manovra l’agevolazione viene considerata valida “anche” per i pagamenti elettronici. Sembra quindi voler dire che si applicherà a tutte le mance, comprese quelle consegnate a mano al lavoratore. Sicuramente l’aliquota calerà per le mance che finiscono nell’incasso del datore di lavoro e poi vengono girate al dipendente in busta paga.

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: il governo 

Si parla di un valore complessivo di 35 miliardi di euro: in campo ci sono 21 miliardi da destinare al contrasto alla crisi energetica, al secondo posto in termini di peso di risorse c’è l’intervento sul cuneo fiscale.

“La Manovra si basa su un approccio prudente e realista che tiene conto della situazione economica, anche in relazione allo scenario internazionale, e allo stesso tempo sostenibile per la finanza pubblica, concentrando gran parte delle risorse disponibili sugli interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell’inflazione”

Si legge nel comunicato stampa diffuso dal Governo nella tarda serata di lunedì 21 novembre.

Durante la conferenza stampa di presentazione del DDL Bilancio, che si è tenuta nella mattinata del 22 novembre, la premier Giorgia Meloni si è detta “molto soddisfatta” per aver scritto “un testo che non si limita a un lavoro ragionieristico solo in un mese”. Stessa soddisfazione è stata espressa dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti che ha descritto la linea adottata come “prudente, responsabile e sostenibile”.

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: una sintesi delle principali novità

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023? Nella conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi nella mattinata del 22 novembre e nella bozza in circolazione ci sono le prime conferme ufficiali sulle misure inserite nel DDL Bilancio:

  • Misure contro il caro energia:
    • eliminazione degli oneri impropri delle bollette;
    • rifinanziato fino al 30 marzo 2023 il credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale: per bar, ristoranti ed esercizi commerciali salirà dal 30 per cento al 35 per cento mentre per le imprese energivore e gasivore dal 40 per cento al 45 per cento;
    • ridefinizione della norma sugli extraprofitti con un amento dell’aliquota dal 25 al 35 per cento;
  • Novità su Fisco e Lavoro:
    • introduzione di tre flat tax:
      • introduzione per i lavoratori autonomi di una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro;
      • estensione del regime forfettario a 85.000 euro;
      • potenziamento della detassazione dei premi di produttività;
    • in arrivo una tregua fiscale;
    • tetto al contante fissato a 5.000 euro dal 1° gennaio 2023 e novità sull’obbligo POS;
    • sospensione di plastic e sugar tax;
    • fondo garanzia PMI rifinanziato per un miliardo nel 2023;
    • tassazione delle criptovalute;
    • proroga delle agevolazioni per tutto il 2023 per l’acquisto della prima casa per i giovani under 36;
    • confermato il bonus bollette per i più fragili con un innalzamento della soglia ISEE da 12.000 a 15.000 euro;
    • riduzione dell’IVA dal 10 al 5 per cento per i prodotti per l’infanzia e gli assorbenti;
    • introduzione di bonus spesa comunali con un ISEE fino a 15.000 euro per l’acquisto di beni di prima necessità;
    • assegno unico maggiorato per il 2023 per le famiglie numerose;
    • bonus assunzioni fino a 6.000 euro per donne, giovani fino a 36 anni e percettori di reddito di cittadinanza;
    • potenziamento del congedo parentale;
    • introduzione di buoni lavoro fino a 10.000 euro per specifici settori (agricolo, domestico, ho.re.ca);
    • conferma del taglio del cuneo fiscale del 2 per cento, che arriva al 3 per cento solo per i redditi fino a 20.000 euro;
  • Pensioni:
    • via libera a quota 103: 62 anni con 41 di contributi per andare in pensione;
    • confermata con modifiche Opzione Donna e via libera ad ape sociale;
    • novità anche sulle rivalutazione degli assegni;
  • Reddito di cittadinanza:
    • dal 1° gennaio 2023 per le persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) è previsto un massimo di 8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili;
    • introdotto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale;
    • Si decade anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua.

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023: dal cuneo fiscale alle pensioni, dal  lavoro al reddito di cittadinanza 

Cosa cambia per il lavoro con la legge di Bilancio 2023? In tema di fisco e lavoro, il panorama delle novità resta altrettanto fitto.

Tra i temi caldi degli ultimi mesi c’è anche il taglio al cuneo fiscale, avviato dal Governo Draghi con le misure introdotte tramite la Legge di Bilancio scorsa e il Decreto Aiuti bis che da luglio 2022 ha portato al 2 per cento il valore dell’esonero contributivo per coloro che hanno una retribuzione mensile fino a 2.692 euro.

Meloni ha promesso una riduzione del cuneo fiscale pari al 5 per cento ma si procederà per gradi.

Con il termine cuneo fiscale si indica l’insieme di imposte e contributi sul lavoro: sia le somme trattenute al lavoratore che gli oneri a carico delle imprese.

Per il 2023 si conferma il taglio attuale e si prevede un incremento per arrivare a una riduzione del 3 per cento solo per i redditi fino a 20.000 euro.

Anche nel prossimo anno saranno accessibili una serie di bonus assunzioni, in primis si prevede un esonero contributivo totale per le donne. Dopo le novità introdotte lo scorso agosto, poi, viene ulteriormente potenziato il congedo parentale con l’aggiunta di un mese retribuito all’80 per cento.

I riflettori sono puntati anche su quello che viene dopo il lavoro, le pensioni che vengono rivalutate fino al 120 per cento in base all’importo dell’assegno. Si conferma Opzione donna con modifiche ai requisiti, in pensione a 58 anni con due figli o più, 59 con un figlio, 60 altri casi, e si prevede una formula di quota 103 legata agli anni di contributi, 41, e all’età con un limite viene fissato a 62 anni. Confermata anche Ape sociale.

nfine, in linea con le intenzioni più volte dichiarate, si interverrà anche con una riforma del reddito di cittadinanza con la Legge di Bilancio 2023. La direzione è quella di intervenire sulla platea degli occupabili portando il limite di offerte di lavoro che è possibile rifiutare prima di perdere l’assegno a una sola proposta. In ogni caso il 2023 sarà un anno transitorio per il reddito di cittadinanza che porterà all’abolizione e all’introduzione di un nuovo strumento.

“Dal 1° gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) è riconosciuto il reddito nel limite massimo di 8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili. È inoltre previsto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, decade il beneficio del reddito. Si decade anche nel caso in cui si rifiuti la prima offerta congrua”.

Fa sapere il governo.

Sia sul fronte del Fisco che del Lavoro, però, con il testo del DDL Bilancio, il lavoro per la definizione della Manovra è appena cominciato e per conoscere i dettagli delle nuove misure in arrivo bisognerà attendere la fine dell’iter con il via libera definitivo.

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