Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale, come agire per ritardare e pensare di annullare una azione esecutiva nei vostri confronti? In questo articolo vedremo come, quando e dove contestare una cartella esattoriale. I motivi e i tempi.

5' di lettura

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale? Quali sono i sistemi, le strategie e quali eventuali vantaggi potrebbe comportare la sospensione per il debitore? Per quali motivi è possibile ottenere la sospensione della cartella? È utile per affrontare e magari evitare di pagare il debito, tutto o almeno in parte?

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Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale: ora che arrivano

Ne parliamo in questo articolo. Il tema, lo sapete, è piuttosto caldo. Dal primo settembre è ripreso l’invio delle cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ne arriveranno a milioni. Non tutte insieme, ha garantito l’ente riscossore. Ma da qui a dicembre l’arretrato verrà smaltito. E per tanti italiani non è una buona notizia.

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Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale: guadagnare tempo

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale? Saperlo potrebbe essere utile. Nel peggiore dei casi per guadagnare tempo. E in certi casi il tempo è decisivo, proprio per far fronte a una situazione debitoria.

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale: non cancella il debito

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale lo vediamo subito. La sospensione, comunque, non cancella il debito. Del resto la sospensione (lo dice la stessa parola) ha solo un effetto temporaneo. Ritarda il momento di affrontare il pagamento. Ma rimanda in avanti anche le eventuali conseguenze di un debito non pagato, che come potete immaginare possono finire in pignoramenti, fermi auto, ipoteche.

Tutte cose molto spiacevoli.

Dunque la sospensione di una cartella esattoriale non equivale a un azzeramento. Rimanda il problema. Concede una tregua, un attimo di respiro.

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale: ricorso al giudice

Ci sono molti modi per sospendere una cartella esattoriale.

Uno dei più ovvi è quello che prevede un ricorso al giudice. Si chiede l’annullamento per eventuali vizi che renderebbero quella stessa cartella illegittima.

In questo caso, tra avvocati, procedimento e interessi, meglio andarci cauti. Questa strada va intrapresa solo se i rilievi che motivano il ricorso sono fondati. In caso contrario allungherete i tempi, ma con un aggravio di spese che rende la soluzione non conveniente.

Oltretutto non basta presentare ricorso per avere certezza della sospensione. La decisione spetta comunque al giudice.

Se comunque la cartella esattoriale viene sospesa, l’Agenzia delle Entrate non potrà procedere con il pignoramento dei beni del debitore.

È pur vero, comunque, che in genere i magistrati la sospensione la concedono.

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale se è illegittima

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale? Abbiamo visto che il ricorso (con istanza) alla magistratura consente di ottenere una sospensione dell’azione esecutiva. E questa potrebbe essere una buona notizia.

Se la cartella è però illegittima in modo evidente (errori facilmente rilevabili), non c’è bisogno di ricorrere a un giudice. L’istanza di sospensione (e relativa verifica) può essere inviata direttamente all’ente titolare del credito.

Che possono essere (è un esempio):

  • Agenzia delle Entrate (Irpef, Iva, Ires, Irap);
  • Inps (contributi previdenziali);
  • Comune (Imu e Tari);
  • Regione (bollo auto);

e via elencando…

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale: gli errori più comuni

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale? O meglio: come fare quando riscontriamo all’interno della stessa cartella dei vizi e degli errori che possono far scattare automaticamente la sospensione senza ricorrere ai un giudice?

La prima cosa da ricordare è che qualsiasi contestazione (come la stessa richiesta di sospensione) deve essere depositata non oltre i 60 giorni dall’arrivo della cartella esattoriale.

I vizi più comuni per chiedere la sospensione di una cartella esattoriale sono questi:

la cartella è caduta in prescrizione (vedi qui i tempi di decadenza per il pagamento di tasse o tributi);

quella stessa cartella è stata nel frattempo inserita in un provvedimento di sgravio da parte dell’ente creditore;

  • era già stata sospesa dall’ente creditore;
  • era già stata sospesa da un giudice;
  • era già stata annullata da un giudice;
  • era già stata pagata.

Cosa fare per sospendere una cartella esattoriale: il tempo

Per richiedere la sospensione della cartella che si ritiene illegittima il contribuente deve rivolgersi all’ente che è titolare del credito (non quindi all’Agenzia delle Entrate). Può farlo inviando una raccomandata o una Pec.

Naturalmente non basta dire all’ente creditore: la cartella è sbagliata. Serve inviare anche delle prove che confermano quanto dice il contribuente: ovvero l’avvenuto pagamento di quello che viene contestato.

Se l’ente in questione non risponde entro 220 giorni dalla data di spedizione, la cartella viene annullata in automatico. Il ben noto silenzio assenso.

Se invece l’ente risponde in maniera negativa, e lo fa 60 giorni dopo la notifica della cartella esattoriale, il contribuente sarebbe costretto a pagare perché nel frattempo sono scaduti i termini pere presentare ricorso al tribunale.

Per questo motivo, se siete convinti delle vostre ragioni, 50 giorni dopo aver inviato la raccomandata (o la Pec) all’ente che pretende il pagamento, sarebbe opportuno avviare l’impugnazione davanti al giudice.

È una precauzione utile, anche perché arrivasse dopo la risposta dell’ente è comunque possibile rinunciare al ricorso.

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