Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: come rimediare per evitare di incorrere in gravi sanzioni. Come, a chi e in quanto tempo inviare una adeguata giustificazione. Quali sono i motivi ritenuti validi e quali i rischi che si corrono.

6' di lettura

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: se cioè il lavoratore non rispetta la reperibilità in determinate fasce orarie. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Può accadere, per qualsiasi motivo, anche se il dipendente è in buona fede e non avrebbe nessun problema a sottoporsi al controllo. Si rischia, come sapete, di subire delle gravi sanzioni. Ma non sempre.

Ci sono infatti anche delle situazioni in cui il lavoratore non ha l’obbligo della reperibilità. In altre occasioni, invece, l’assenza del dipendente è giustificata o giustificabile.

Ed è proprio su questi casi che puntiamo oggi l’attenzione.

Sull’argomento c’è questo pezzo interessante: cosa accade se non senti il campanello e non apri al medico fiscale? Vediamo anche chi è esonerato dalla visita fiscale e se è possibile riceverla anche il sabato e la domenica.

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: sanzioni

Abbiamo accennato a gravi sanzioni per il lavoratore che risulta assente a una visita fiscale negli orari in cui ha l’obbligo della reperibilità.

Vediamo quali:

  • può subire delle sanzioni disciplinari che possono anche portare al licenziamento per giusta causa;
  • in caso di prima assenza dal controllo può perdere fino a un massimo di 10 giorni di indennità di malattia;
  • se si verifica una seconda assenza può perdere anche il 50% dell’indennità per per il periodo che resta da trascorre in malattia;
  • in caso di terza assenza non giustificata si perde del tutto l’indennità di malattia.

Si va dal licenziamento alla perdita dell’indennità di malattia. Senza dimenticare che queste “assenze” rischiano di pregiudicare anche il rapporto con il datore di lavoro. Rapporto che deve essere basato sulla fiducia.

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Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: reperibilità

Gli orari di reperibilità, nell’abituale residenza o nel domicilio occasionale che deve essere indicato nel certificato medico, inviato all’Inps, per i lavoratori che si assentano per malattia, sono questi e valgono anche per le domeniche e i festivi:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i dipendenti del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici.

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: variazioni domicilio

Quando ci sono delle variazioni di domicilio per la reperibilità durante la visita fiscale, il lavoratore deve eseguire questa operazione:

  • accedere al portale dell’Inps dopo aver autenticato le credenziali con lo Spid;
  • entrare nella sezione Servizi Online/Sportello al cittadino per le Visite Mediche di Controllo (Vmc);
  • comunicare il nuovo indirizzo di reperibilità con la funzione “Indirizzo reperibilità ai fini delle visite mediche di controllo”. C’è anche la possibilità di variare più volte il domicilio durante il periodo di assenza per malattia.

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: avviso

In caso di assenza il medico fiscale può lasciare un avviso con il quale informa il lavoratore di non averlo trovato in casa e lo invita entro il giorno successivo (se non è festivo) all’ambulatorio dove sarà effettuata la visita. Il medico comunica in ogni caso l’assenza all’Inps che a sua volta informa il datore di lavoro.

Se il dipendente diserta la visita in ambulatorio dovrà fornire una giustificazione entro 10 giorni. Se l’adempimento non viene compiuto partono le sanzioni.

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: esoneri

Non tutti i lavoratori hanno l’obbligo della reperibilità in caso di assenza per malattia. Alcuni dipendenti sono esonerati. Vediamo quali e per quali motivi:

  • chi soffre di patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • chi ha una invalidità riconosciuta pari o superiore al 67% e soffre di malattie che sono collegate alla sua condizione;
  • chi soffre di una patologia che è stata riconosciuta come causa di servizio (questo vale solo per alcune categorie del settore pubblico).

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: 3 motivi

Ma veniamo al dunque. Quando una assenza alla visita fiscale negli orari di reperibilità può essere giustificata e quindi scongiurare qualsiasi tipo di sanzione?

I casi sono tre:

  • quando il lavoratore ha la necessità di sottoporsi a visite o accertamenti specialistici urgenti e che ricadono in orari che sono compresi tra quelli della reperibilità;
  • quando ci sono gravi e dimostrati motivi personali e familiari;
  • quando ci sono cause di forza maggiore.

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: ricovero

Se il lavoratore è ricoverato in una struttura ospedaliera (o simili) non può essere sottoposto a

visita fiscale. In questi casi la struttura sanitaria consegnerà al paziente un certificato di ricovero che deve poi essere inoltrato all’Inps.

Se il lavoratore è costretto ad assentarsi durante gli orari in cui potrebbe ricevere la visita fiscale, deve avvisare tempestivamente il datore di lavoro fornendo anche una adeguata motivazione per l’allontanamento dal suo domicilio (serve anche una relativa documentazione). Il datore di lavoro a sua volta avrà il compito di informare l’Inps.

Cosa fare se non sei presente alla visita fiscale: motivo medico

Ma se la visita fiscale arriva mentre il lavoratore in malattia non è nella sua abitazione (o dove ha indicato di trovarsi)? Non tutto è perduto, soprattutto se l’assenza è stata generata da una motivazione medica. Ma bisogna trasmettere tutta la documentazione necessaria entro e non oltre 15 giorni. Oltre quel termine scatta la sanzione.

La giustificazione all’Inps è obbligatoria per i dipendenti pubblici perché ricevono l’indennità direttamente dall’istituto di previdenza. Ai dipendenti privati l’indennità di malattia è versata invece dal datore di lavoro.

Per i privato l’Inps comunica l’assenza al datore di lavoro e sarà lui a decidere se la giustificazione è credibile, soprattutto nei casi in cui i motivi non sono strettamente sanitari.

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