Cosa rischio se ho il conto in rosso

Cosa rischio se ho il conto in rosso. Dall'inizio dell'anno si rischia molto e anche per un rosso di poche centinaia di euro: basta quello per il default. La conseguenza è la segnalazione alla centrale rischi, che comporta una serie di difficoltà a catena. La soluzione possibile del fido, che può evitare brutte sorprese a chi ha il conto corrente perennemente in bilico.

4' di lettura

Cosa rischio se ho il conto in rosso? Molto più di qualche anno fa, anche per effetto della nuova normativa, quella che è entrata in vigore dal primo gennaio del 2021. Ma non solo.

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Certo, il conto in rosso si salva dal pignoramento, ma questa è una consolazione da niente: su quel deposito evidentemente si potrebbero pignorare solo i debiti.

Cosa rischio se ho il conto in rosso, dunque. Vediamolo insieme. E se vi trovate in bilico, in una situazione che oscilla tra il rosso e il “pareggio”, prestate attenzione a questo articolo. C’è da evitare qualche situazione che rischia di essere molto più che imbarazzante.

Cosa rischio se ho il conto in rosso? I rischi

Torniamo proprio alla nuova normativa. Forse la conoscete, è già in vigore da 9 mesi. È stata pubblicizzata, ma forse non in modo adeguato.

Basterà andare in rosso di poche centinaia di euro per essere inseriti nella Centrale Allarmi. Come dire, nella lista nera dei cattivi pagatori.

Ma non è tutto. Se avete un conto corrente in rosso e su quel conto c’è la domiciliazione delle bollette, ebbene non saranno pagate. Con la conseguenza che diventerete anche morosi per luce, gas, acqua e qualsiasi altro costo fisso.

Su quel conto non potranno neppure essere riscossi i crediti arretrati

Insomma, avere un conto in rosso, anche di poche centinaia di euro rischia di essere un problema mica da niente.

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Cosa rischio se ho il conto in rosso? La normativa

Cosa rischio se ho il conto in rosso? Può aiutarci a capire quello che potrebbe accadere la semplice definizione della normativa in vigore.

Il default automatico scatta in questi casi:

per un debito superiore a 100 euro per le persone fisiche e le aziende (queste ultime devono avere una esposizione con la banca inferiore a un milione di euro). O per un debito superiore a 500 euro, per le aziende che hanno una esposizione superiore a un milione di euro;

per un debito che è superiore all’1% del totale delle esposizioni dell’impresa nei confronti dell’istituto di credito.

Cosa rischio se ho il conto in rosso? 90 giorni per rientrare

Questo indebitamento deve protrarsi comunque per almeno 90 giorni consecutivi.

Il limite temporale potrebbe comunque consentire ai debitori, se la situazione economica non si è deteriorata irrimediabilmente, di rientrare dal rosso ed evitare sia il default, sia le inevitabili e preoccupanti conseguenze.

Cosa rischio se ho il conto in rosso? Lo sconfinamento possibile

Ma questo significa che non è possibile sconfinare? No, non è del tutto così. Cliente e banca possono stipulare un accordo che consente un certo sconfinamento (entro limiti prestabiliti). Non è un piacere che la banca (può anche dire di no) fa al cliente. Sulle somme che sconfinano vengono applicate delle commissioni.

Quando c’è questo accordo la nuova normativa non entra in gioco.

Ma, meglio ricordarlo, bisogna comunque non superare i limiti concordati con la banca e sarà sempre l’istituto di credito a dire sì o no a una richiesta di fido (appunto la possibilità di sconfinare).

Cosa rischio se ho il conto in rosso? Conclusione

Se il vostro conto corrente è perennemente in bilico converrebbe contattare la banca per concordare la possibilità di regolarizzare eventuali sconfinamenti in rosso. Una mossa che potrebbe tenere lontano delle brutte sorprese.

Anche perché, come abbiamo visto, basta davvero poco, andare in rosso per poche centinaia di euro ed essere segnalati alla centrale rischi.

Oltretutto l’uscita dal default non è immediata. La legge (una normativa europea adottata dall’Italia), dispone infatti che devono trascorrere almeno tre mesi da quando avete messo a posto i conti per far tornare la situazione nella piena normalità.

Insomma, se avete la possibilità, meglio non andare in rosso (questo ci sembra ovvio)

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