Cosa si può fare durante i permessi Legge 104?

Cosa si può fare durante i permessi Legge 104? Come interpretare la norma ed evitare il rischio di essere licenziati o denunciati. Quando e per quanto tempo è possibile assentarsi dall'abitazione del familiare da assistere durante i permessi retribuiti. Come si intende l'orario flessibile di assistenza, quando si può andare dal parrucchiere. Cosa ha deciso la Cassazione.

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Cosa si può fare durante i permessi Legge 104? La legge 104 consente al lavoratore di avere 3 giorni di permesso al mese, cosa può fare in quel periodo? (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Una questione importante, perché chi fa un uso illegittimo di quel beneficio (che può anche essere frazionato in ore) rischia di essere licenziato e denunciato.

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Cosa si può fare durante i permessi Legge 104: la sentenza

Come sapete i permessi legge 104 sono concessi al lavoratore per prestare assistenza a un familiare che ha bisogno di cure costanti perché soffre di una grave disabilità.

Il che significa, tra l’altro, che il dipendente deve assicurare una assistenza continuativa.

Su questo continuativa ci sono state in passato molti distinguo. La questione è stata chiarita dalla sentenza numero 54712 della Cassazione, emessa il 23 dicembre del 2016.

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Cosa si può fare durante i permessi Legge 104: elasticità

La lettura della sentenza è duplice e consente di avere una maggiore elasticità rispetto alle interpretazioni che erano state imposte in precedenza.

In pratica i permessi legge 104 vengono concessi:

  • per consentire al lavoratore di prestare la propria assistenza al familiare con disabilità con ancora maggiore continuità;
  • per consentire al lavoratore che, con abnegazione dedica tutto il suo tempo al familiare disabile, di ritagliarsi un breve spazio di tempo per provvedere ai propri bisogni ed esigenze personali.

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Cosa si può fare durante i permessi Legge 104: ritagliarsi uno spazio

Il secondo punto ammette dunque la possibilità per il dipendente che usufruisce della legge 104 di ritagliarsi un breve spazio anche per occuparsi delle proprie necessità.

Il che significa una cosa piuttosto chiara: non è indispensabile che il lavoratore resti chiuso in casa con la persona da assistere per l’intera giornata. Di certo però non si può fare neppure il contrario, ovvero passare tutta la giornata di permesso a fare altro piuttosto che accudire il familiare con disabilità. Come se fosse in ferie.

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Se ne deduce quindi che il lavoratore sorpreso per un paio d’ore lontano dall’abitazione della persona da assistere non può essere licenziato. A maggior ragione se in quell’arco di tempo ha svolto dei compiti proprio a vantaggio del familiare: fare la spesa, recarsi all’Asl o dal medico, acquistare farmaci, prenotare una visita.

Cosa si può fare durante i permessi Legge 104: il tempo

Certo, è determinante anche il tempo che si trascorre in compagnia del familiare con disabilità. Potrebbe infatti non essere perfettamente coincidente con l’orario di lavoro, magari perché l’assistito ha bisogno di essere accudito più nelle ore serali che nel corso della giornata.

Infatti, la stessa Cassazione ha ribadito che l’assistenza al familiare può essere effettuata in orari flessibili, non devono tenere conto dell’orario lavorativo ma delle reali esigenze del malato.

Quindi, per evitare di incorrere in sanzioni (che spesso si traducono in un licenziamento per giusta causa), il lavoratore ha il solo onere di dimostrare che l’assistenza al familiare viene prestata in modo costante ma flessibile.

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Cosa si può fare durante i permessi Legge 104: il caso

I giudici dell’Alta Corte hanno ribadito questa interpretazione delle norme che regolano i permessi legge 104, durante un procedimento che vedeva un lavoratore sotto accusa (e licenziato), perché durante le giornate di permesso, era stato visto mentre faceva la spesa, si recava alla Posta, parlava con un geometra per una perizia tecnica.

Il giudice ha ritenuto le attività svolte dal lavoratore durante la fruizione del permesso del tutto lecite, perché tutte a vantaggio del familiare con disabilità:

  • la spesa era fatta per l’assistito;
  • la perizia tecnica riguardava era nell’interesse del familiare;
  • alle Poste si era recato a nome e per conto dell’assistito.

Cosa si può fare durante i permessi Legge 104: attività consentite

Questi sono alcuni esempi delle cose che si possono fare mentre si assiste un familiare con disabilità nei giorni di permesso retribuito:

  • andare dal parrucchiere;
  • fare la spesa;
  • acquistare medicinali;
  • pagare le tasse per la famiglia;
  • andare dal medico per una visita (in breve tempo);
  • prendere un veloce caffè al bar con un amico.

In pratica il licenziamento del lavoratore è possibile solo se si dimostra che si sia dedicato per diverse ore della giornata a curarsi delle proprie esigenze e non a quella della persona con disabilità.

I giudici hanno infatti specificato:

«L’agevolazione consiste nel fatto che il beneficiario del permesso ha a disposizione l’intera giornata per programmare al meglio l’assistenza in modo tale da potersi ritagliare uno spazio per compiere quelle attività che non sono possibili (o comunque difficili) quando l’assistenza è limitata in ore prestabilite e cioè dopo l’orario di lavoro».

Cosa si può fare durante i permessi Legge 104: cosa si rischia

La Corte ja però aggiunto:

«Colui che usufruisce dei permessi retribuiti ex art. 33 L 104/1992, pur non essendo obbligato a prestare assistenza alla persona handicappata nelle ore in cui avrebbe dovuto svolgere attività lavorativa, non può, tuttavia, utilizzare quei giorni come se fossero giorni feriali senza prestare alcuna assistenza alla persona handicappata».

In questo caso si possono configurare due ipotesi:

l’abuso di diritto, perché questa condotta (fruire dei permessi a proprio vantaggio e non per prestare assistenza al familiare) può essere ritenuta lesiva della buona fede nei confronti del datore di lavoro, che viene privato ingiustamente della prestazione lavorativa;

l’indebita percezione dell’indennità e uno sviamento dell’intervento assistenziale nei confronti dell’ente di previdenza che eroga il trattamento economico.

Si rischia cioè oltre al licenziamento anche la denuncia penale.

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