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Costi partita iva forfettaria: apertura, tasse, gestione

Partita iva forfettaria, di cosa si tratta? Ecco tutto quello che c'è da sapere riguardo l'apertura di un'attività in regime forfettario.

di Sara Fannino

Ottobre 2022

Partita iva forfettaria, di cosa si tratta? (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Il regime forfettario è un regime ideato per andare incontro a tutti quei cittadini che vogliono aprire una nuova attività lavorativa autonoma, ma anche a chi già lavora autonomamente, ma ha un guadagno ridotto.

Prima di aprire una partita iva forfettaria bisogna essere in linea con tutti i requisiti:

In ogni caso, prima di procedere con l’apertura di una partita iva, è importante rivolgersi ad un consulente fiscale che saprà consigliarvi al meglio riguardo il regime più adatto a voi (ordinario o forfettario). In particolare, il regime forfettario ha tre vantaggi:

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Andiamo, ora, visti i requisiti necessari, a scoprire i costi e le regole che si applicano per la tassazione per chi ha una partita iva forfettaria.

INDICE:

Aprire una partita iva forfettaria in tre semplici mosse

Prima di procedere all’apertura della propria partita iva forfettaria occorre determinare il codice ATECO inerente all’attività professionale che si andrà a svolgere.

Si tratta di un codice a sei cifre che andrà ad influire sul calcolo delle tasse che dovranno essere pagate, poiché determina il coefficiente di redditività.

È molto importante, poi, indicare la tipologia di attività che si andrà a svolgere. Questa potrà essere racchiusa in due diverse categorie

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Sulla base dell’attività svolta, si procederà con la pratica di apertura della propria partita iva forfettaria. Per le attività di tipo professionali basterà la compilazione del modulo di richiesta di apertura della p. iva che dovrà essere inoltrato all’Agenzia delle Entrate.

Per le attività artigianali e commerciali, oltre l’inoltro del modulo occorrerà registrarsi all’albo degli Artigiani o alla Camera di Commercio, ed effettuare le comunicazioni dell’attività agli enti territoriali.

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Partita iva forfettaria, tasse e contributi INPS

Per calcolare le tasse che dovranno essere pagate con la propria partita iva forfettaria occorrerà tenere in considerazione:

Inoltre, andranno anche considerati i contributi previdenziali da versare per la pensione, che cambiano a seconda della cassa previdenziale di appartenenza, es. Gestione Separata INPS.

Partita iva forfettaria: le fatture

Vediamo insieme come si compila una fattura con una partita iva forfettaria. Partiamo subito con l’affermare che per creare un documento corretto occorre inserire tre semplici voci riguardanti il vostro cliente:

importantissimo inserire i dati del cliente:

Se la fatturazione sarà elettronica e non cartacea dovrete inserire anche il codice univoco, composto da 7 caratteri alfanumerici.

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Ogni fattura, inoltre, dovrà avere numerazione progressiva.

ATTENZIONE, poiché se i clienti sono differenti non dovrete riiniziare dalla fattura numero 1, ma dovrete continuare progressivamente. Facciamo un esempio, se siete arrivati alla fattura n. 7 con il cliente X e iniziate, ad esempio, una collaborazione con un cliente Y, al momento della fattura per quest’ultimo dovrete riportare il n.8.

Inoltre, nella vostra fattura dovrete sempre indicare il prodotto o il servizio reso e il prezzo di vendita.

Anche i contributi previdenziali e la rivalsa devono essere inseriti in fattura. Per i professionisti che aderiscono alle casse previdenziali occorrerà riportare in fattura il contributo integrativo determinato dalla propria cassa.

Non è altro che una percentuale che viene calcolata sul prezzo di vendita e che va inserita all’interno della fattura con l’addebito diretto al cliente, per poi essere versata nella propria cassa. Il contributo non sarà soggetto a tassazione.

Vuoi chiudere la tua partita iva? Ecco come devi fare.

Per i professionisti che, invece, aderiscono alla Gestione Separata INPS si può indicare in fattura la Rivalsa.

Si tratta di una percentuale aggiuntiva pari al 4% del prezzo di vendita, ed è sempre addebitata al cliente. Rispetto al contributo integrativo, la rivalsa è sottoposta a tassazione e il suo inserimento in fattura è facoltativo (può anche non essere inserita).

Infine, per le ditte individuali che aderiscono alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS non occorre indicare nessun elemento contributivo, ma unicamente il prezzo di vendita del prodotto.

partita iva forfettaria
Partita iva forfettaria: costi e tutto quello che c’è da sapere.

Partita iva forfettaria, costi fissi e variabili

COSTI FISSI
le spese che non subiscono l’influenza dell’andamento dell’attività lavorativa
COSTI VARIABILI
costi che variano in base all’andamento dell’attività lavorativa
Commercialista o Consulenza FiscaleTasse
Costo di iscrizione alla Camera di Commercio o all’Albo degli Artigiani (da effettuare solo durante la registrazione della p. iva) – solo per ditte individualiContributi previdenziali
Il diritto camerale da versare annualmente in misura fissa – solo per ditte individuali 
Partita iva forfettaria: costi fissi e variabili

Si può avere un prestito o aprire un mutuo con la partita iva? La risposta.

Concludiamo affermando che per chi ha una partita iva forfettaria è sicuramente più conveniente una gestione online rispetto un commercialista, più indicato per chi è in regime ordinario.

I costi di una gestione online, infatti, si aggirano intorno ai 360 – 400 euro all’anno, pagati tramite accredito mensile (es. 30 euro al mese), il costo del commercialista, invece, è sicuramente più elevato e varia a seconda del professionista scelto.

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