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Home / Fisco e tasse » Lavoro » Lavoro domestico / Badante, quanto risparmi col Decreto Lavoro

Badante, quanto risparmi col Decreto Lavoro

Quanto si risparmia sul costo della badante con il Decreto Lavoro? Il governo innalzerà la soglia massima di sgravi fiscali: ecco cosa cambierà.

di Carmine Roca

Aprile 2023

Quanto si risparmia sul costo della badante con il Decreto Lavoro? Ne parliamo in questo approfondimento (leggi su Telegram tutte le news sul lavoro domestico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Quanto si risparmia sul costo della badante con il Decreto Lavoro?

Buone notizie per chi assumerà colf o badanti in futuro, grazie al Decreto Lavoro attualmente al vaglio del governo.

Leggendo la bozza del decreto, Il Sole 24 Ore ha anticipato che l’articolo 34 prevede l’innalzamento del tetto massimo di deduzione IRPEF, relativo al costo pagato durante l’anno solare dalle famiglie per il versamento dei contributi previdenziali a colf e badanti, a 3.000 euro, rispetto agli attuali 1.549,37 euro.

Il governo, dunque, raddoppierà (o quasi) gli sgravi fiscali alle famiglie che assumeranno addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare, non appena il decreto entrerà in vigore.

Scopri la pagina dedicata al mondo delle badanti per conoscere altri diritti e agevolazioni.

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Quanto si risparmia sul costo della badante con il Decreto Lavoro? Lo studio dell’Assindatcolf

È in arrivo un aiuto importante per chi è costretto, per cause di forza maggiore e per necessità, ad assumere badanti o colf, ritrovandosi alle prese con esborsi di denaro piuttosto elevati, che potrebbero comportare difficoltà economiche.

In uno studio effettuato dall’Assindatcolf, l’associazione sindacale dei datori di lavoro domestico, è stato calcolato un costo medio contributivo superiore a 2.400 euro l’anno per chi assume un collaboratore domestico a tempo pieno (54 ore di lavoro a settimana) e a tempo indeterminato.

Considerato che su questo importo spetta uno sgravio fiscale non superiore a 1.549 euro l’anno, viene da sé che l’esborso economico in termini di contributi da versare è piuttosto importante.

Da qui l’intervento del governo, che raddoppierà la soglia massima per gli sgravi fiscali venendo incontro alle famiglie italiane, con un vantaggio annuo superiore a 860 euro. Il datore di lavoro riuscirà a dedurre l’intero importo dei contributi versati al suo collaboratore domestico.

Quanto si risparmia sul costo della badante con il Decreto Lavoro e perchè?

L’innalzamento della soglia massima degli sgravi fiscali s’è reso necessario alla luce dell’aumento delle retribuzioni di badanti e colf.

A inizio anno gli stipendi del personale domestico sono aumentati del 9,2% e successivamente la Fidaldo, la Federazione italiana datori di lavoro domestico ha lanciato l’allarme per il conseguente aumento dei costi che le famiglie italiane avrebbero dovuto affrontare.

Il governo è intervenuto con una prima bozza del Decreto Lavoro anche per evitare il propagarsi del lavoro nero, alternativa economicamente allettante per i datori di lavoro.

Quanto si risparmia sul costo della badante con il Decreto Lavoro
Quanto si risparmia sul costo della badante con il Decreto Lavoro: in foto un’anziana e la sua badante.

Quanto si risparmia sul costo della badante con il Decreto Lavoro: l’altra novità

L’innalzamento della soglia dei contributi deducibili a 3.000 euro annui non è l’unica novità prevista nella bozza del Decreto Lavoro per colf e badanti, di entrambi i sessi, in possesso di qualifiche specifiche o addetti a mansioni generiche.

Un’altra modifica in arrivo riguarda l’estensione alla sorveglianza sanitaria ai lavoratori domestici: colf e badanti sono assicurati contro gli infortuni sul lavoro, ma non sono soggetti all’obbligo di sottoporsi a visite sanitarie periodiche.

L’Inail assicurerà una visita medica preventiva al personale domestico, per consentire a colf e badanti di valutare la propria idoneità fisica prima di affrontare un nuovo lavoro. Le visite mediche preventive e periodiche non comportano costi per il datore di lavoro.

Il controllo medico potrà essere richiesto anche dal lavoratore domestico, che intende valutare le proprie condizioni di salute, soprattutto se il lavoro da effettuare rischia di poterle aggravare.

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