Covid. Caso La Sonrisa: la procura apre un’inchiesta sulle liste

Dopo che è esploso il focolaio all'interno della nota struttura alberghiera di Sant'Antonio Abate gli elenchi degli invitati per la mappatura dei contatti sarebbero stati consegnati in ritardo e incompleti. La procura di Torre Annunziata ha affidato le indagini ai carabinieri. Il mistero dei cantanti neomelodici.

Covid. Caso La Sonrisa: la procura apre un'inchiesta sulle liste
La procura di Torre Annunziata ha aperto una indagine sul caso La Sonrisa: la questione riguarda il ritardo nella consegna degli elenchi degli invitati.


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La procura di Torre Annunziata ha aperto una inchiesta sul caso “La Sonrisa”, o meglio: sul ritardo nella consegna delle liste di invitati che hanno partecipato ai ricevimenti nel locale di Sant’Antonio Abate negli ultimi quindici giorni.

L’esposto dell’Unità Centrale di Crisi

Le indagini sono partire dopo un esposto presentato agli inquirenti dall’Unità di Crisi della Regione. Quando è stata presentata la denuncia quelle liste non erano ancora arrivate. Sono state consegnate ieri. E solo in quel momento le Asl hanno potuto avviare la mappatura completa dei contatti per tentare di arginare il focolaio che è esploso all’interno della struttura alberghiera diventata famosa per “Il boss delle Cerimonie”.

Indagine affidata ai carabinieri

Gli inquirenti di Torre Annunziata hanno affidato le indagini ai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia per verificare se sussistano elementi per formulare ipotesi di reato a carico dei gestori del La Sonrisa.

Senza quelle liste mappatura dei contatti impossibile

L’Unità di Crisi della Regione ha richiesto l’11 agosto quelle liste «con indicazioni precise sui partecipanti ai ricevimenti». Una richiesta «urgente e necessaria» per ricostruire l’intera catena di contatti. Impresa non semplice, una ricerca estesa in tutta la Campania, e che senza quei nomi sarebbe stato del tutto impossibile affrontare. Con la costante preoccupazione di positivi (asintomatici), in circolazione dopo aver contratto il virus a Sant’Antonio Abate.

Ventisette contagi nel locale

La richiesta dell’Asl è arrivata dopo che sono stati accertati nel locale 27 contagi. Quegli elenchi – in questa delicata fase di emergenza sanitaria – devono essere forniti in modo obbligatorio (dal 31 luglio la Regione ha imposto la necessità per tutte le persone che vanno nei locali di mostrare la carta d’identità).

I neomelodici introvabili

Le liste fornite da La Sonrisa non sarebbero complete. Mancherebbero i nomi di alcuni presenti o i numeri di telefono, necessari per un riscontro rapido. Non sarebbe stata fornita la lista dei musicisti che si sono esibiti nei ricevimenti, in tutto una dozzina di neomelodici.

Ad alcuni matrimoni o diciottesimi avrebbero partecipato centinaia di persone. Dai video sembrano tutti senza mascherina e si abbracciano e baciano, come se non ci fosse la pandemia. Sono stati questi numeri e queste immagini a suscitare l’allarme.

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