Covid Campania. Positivi in calo, ma bimbi contagiati. E crolla l’economia

Il numero dei nuovi infetti da Covid in Campania è in drastico calo, ieri solo due: ma non si capisce perché è stato così tanto ridotto anche il numero di tamponi. Sette bimbi contagiati solo nel Salernitano. La crisi economica morde molti settori, in particolare commercio e turismo: si rischia una ecatombe di chiusure. E molte imprese hanno già rinunciato a continuare.

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In Campania i nuovi positivi al Covid sono in calo ma non si capisce perché sia stato ridotto il numero di tamponi: aumentano i bimbi contagiati.


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Le ultime settimane di contagio Covid in Campania stanno smentendo una voce che circolava fino a qualche mese fa: i bambini sono immuni al contagio. Sette sono stati infettati solo nella provincia di Salerno, altri sette nel resto della regione (tra il Nolano, Portici e Giugliano). Mentre i numeri del contagio sono in calo nella regione (ma perché i tamponi sono stati ridotti in modo così drastico?), e gli effetti economici si fanno sentire in modo importante: luglio è stato una catastrofe per il commercio.

Sette bimbi nel salernitano altri sette nel resto della regione

I sette piccoli risultati positivi al coronavirus nel Salernitano sono distribuiti tra il capoluogo, la Piana del Sele e il Cilento: 4 a Pisciotta e 3 fra Salerno, Pontecagnano e Battipaglia, dove si è registrato l’ultimo caso, un bambino di appena due anni. Ha contratto il virus da sua madre, risultata positiva pochi giorni fa.

Tutti questi bimbi sono stati contagiati dai genitori, e la diffusione del covid in ambito familiare si dimostra – come ha rivelato l’Istat – la più frequente, con il 47 per cento dei casi.

Arginati quasi tutti i focolai

Sembra siano stati comunque arginati i focolai che si erano innescati nel Salernitano. Sia nel capoluogo (e in particolare nel quartiere Carmine e nella zona orientale), sia in provincia, in particolare a Pisciotta, Agropoli e Capaccio Scalo. La ricerca dei contatti è stata efficace, così come l’isolamento preventivo e i tamponi.

Il che lascia intendere che fino a quando i cluster sono limitati e identificati in tempo è possibile prevenire la diffusione del virus. E cioè: si può convivere con il Covid, ma a patto di rispettare le distanze, usare i dispositivi di protezione e con una rete di prevenzione e controllo che sia rapida, efficiente e diffusa sul territorio.

Sotto controllo anche i focolai di Cimitile e Palma Campania.

A Pisciotta tante disdette dei turisti

Ma restano comunque pesanti gli effetti economici, nonostante le parziali, ma estese, riaperture. Basti guardare al caso di Pisciotta. Il Cilento nel complesso ha avuto una elevata affluenza di villeggianti (l’impossibilità o la scelta di andare altrove ha spinto molti campani a prediligere le coste a sud di Salerno), ma il comune epicentro di uno dei cluster della regione ha subito un inevitabile e consistente calo di presenze. Tante le disdette.

Nel salernitano già chiuse 800 aziende

Gli effetti del covid non colpiscono solo il turismo: a cascata sta devastando un intero tessuto economico e sociale. L’allarme della Confesercenti Campania è stato chiaro: entro settembre non riapriranno nella regione più di 20mila negozi. Se la previsione fosse vera sarebbe una ecatombe. In termini di posti di lavoro, di indotto, di consumi.

Ma la Camera di Commercio salernitana fornisce dati che definiscono un quadro a tinte fosche ben prima di settembre: sono già ottocento le aziende salernitane che hanno chiuso definitivamente. In particolare botteghe e piccoli negozi. Boccheggia anche il commercio all’ingrosso.

Senza dimenticare il turismo, che in alcune zone – come il capoluogo salernitano e soprattutto la Costiera Amalfitana – ha subito un consistente ridimensionamento di presenze (non di bagnanti, quelli ci sono sempre: ma di villeggianti, soprattutto stranieri).

Chiusi per ferie o chiusi per sempre

A Salerno non si vedevano da tempo tanti negozi “chiusi per ferie”. L’afflusso turistico ha spinto molti negli anni scorsi ad evitare chiusure in estate, quando la presenza di turisti ha portato in città numeri rilevanti di turisti. Ora, con il calo di villeggianti, la crisi economica da Covid che ha ridotto anche i consumi locali, non c’è alcun motivo per restare aperti. Il timore è che più di qualcuno la saracinesca potrebbe non rialzarla più.

Luglio catastrofico per il commercio

Luglio è stato un mese disastroso per il commercio salernitano, ma i dati potrebbero essere riferiti con una certa precisione anche alle altre province della Campania. Se le prime settimane del post lockdown avevano fatto registrare una incoraggiante crescita dei consumi, anche prevedibile dopo due mesi di chiusura, le precarie situazioni economiche di tante famiglie, ma anche il semplice timore che la situazione possa ulteriormente peggiorare, ha spinto in molti a ridurre al minimo le spese. Con il conseguente crollo del fatturato per tanti commercianti.

Dati in discesa, ma perché così pochi tamponi

Tornano al fronte Covid, a livello regionale – ma in tutto il Sud a dire il vero – dopo giorni di estrema preoccupazione i dati sembrano di nuovo in discesa, con numeri prossimi allo zero. Ieri sono stati registrati solo due casi positivi. E’ anche vero – e bisogna ribadirlo – che da qualche giorno il numero dei tamponi effettuati è stato ridotto, e non si sa perché, in modo drastico: meno di mille al giorno.

La ricerca Istat e i 42mila contagi in Campania

Sullo sfondo resta la ricerca Istat (un istituto molto attendibile), che avrebbe dimostrato un dato preoccupante: in Italia il numero effettivo delle persone che hanno avuto o hanno ancora il virus (e magari sono asintomatici), è sei volte superiore a quello fornito dai dati ufficiali dell’Istituto Superiore della Sanità. In Campania – per l’Istat – i contagiati sarebbero 42ìmila. E questo è preoccupante.

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