Effetti del Covid-19 in Campania: crisi per famiglie ed imprese

Purtroppo sono previsti crolli del fatturato superiori al 30% nei prossimi mesi.

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La diffusione del Covid-19 sul territorio italiano ha colto impreparati sia i privati che le aziende, andando ad incidere gravemente sulla già precaria situazione economica.

Crisi economica “da Covid”

Difatti, con i vari provvedimenti adottati dalle Autorità è stata disposta la chiusura delle attività commerciali non ritenute essenziali, anche in ragione dell’imposto divieto di spostamento dalla propria abitazione se non per ragioni lavorative, di necessità e di salute.

Tutto ciò ha inciso profondamente sugli introiti delle imprese e degli autonomi, ma anche sulla retribuzione dei lavoratori dipendenti, con indubbie ripercussioni a livello regionale e nazionale, anche se con le dovute differenziazioni.

Ad esempio, focalizzando l’attenzione sulla Campania, essa rientra tra le realtà territoriali meno colpite dall’emergenza sanitaria.

I nuovi poveri

Eppure, se da un lato le esportazioni riguardanti il settore alimentare sono cresciute sensibilmente anche durante il periodo di lockdown, gran parte degli altri comparti economici sono protagonisti della crisi.

A solo titolo esemplificativo, basti pensare ai trasporti portuali ed aeroportuali oppure al mercato immobiliare e al commercio, che tra l’altro sono anche indirettamente impoveriti dallo status delle famiglie campane.

A quest’ultimo proposito, ad oggi, si suole parlare di nuovi poveri per individuare i soggetti che vivono di sussidi economici o lavorano saltuariamente, ma anche coloro che hanno perso la propria occupazione durante la pandemia e gli imprenditori che hanno ritenuto più conveniente chiudere definitivamente la propria attività commerciale non riuscendo più a rientrare dalle spese.

Il quadro complessivo non è dunque dei migliori.

Campania, crollano i fatturati

Infatti, da un’indagine a campione eseguita su 150 aziende con sede in Campania è emerso che più della metà attendono nei prossimi mesi un calo del fatturato superiore al 30% proprio in ragione del blocco delle attività nei mesi di lockdown. Inoltre, considerando i soli nuclei familiari composti da tre persone, soltanto uno su quattro arriva a guadagnare almeno 1200 euro al mese, estendendo in questo modo la fascia delle famiglie in serio stato di difficoltà economica.

In attesa di provvedimenti idonei a colmare il gap tra ricchi e poveri in tutte le Regioni italiane, evidentemente accentuato dalla crisi post Covid-19, coloro che necessitano di liquidità per fronteggiare le spese ordinarie o per saldare debiti pregressi possono ricorrere ad un prestito veloce presso un istituto di credito ovvero ad un prestito online.

Quanto ai primi, si tratta di finanziamenti destinati ad essere erogati in 24/48 ore, previa valutazione quasi immediata del merito creditizio del richiedente da parte della banca interpellata.

I secondi, invece, costituiscono una categoria peculiare dei prestiti veloci dal momento che sono attivabili soltanto via web e offrono alla clientela condizioni economiche e di accesso alle volte più vantaggiose rispetto ai prestiti ordinari (per ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche e sui vantaggi dei prestiti veloci e dei prestiti online: https://www.zonaprestiti.com/prestiti-veloci.htm).

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