Covid. De Luca: casi in aumento per la riapertura delle regioni

Il governatore ritiene che la riapertura degli spostamenti interregionali abbia contribuito in modo determinante alla diffusione omogenea del viruso in tutta la Penisola. «In Campania abbiamo evitato una ecatombe, non so come facciano altrove a stare tranquilli e non hanno fatto i nostri stessi screening sui rientri». Focolaio a Caivano e Aversa. A Salerno chiuso un piano della cittadella giudiziaria.

Covid Campania. De Luca: casi in aumento per la riapertura delle regioni
Per il governatore della Campania Vincenzo de Luca la riapertura degli spostamenti tra le regioni ha contribuito a diffondere il virus in modo omogeneo in tutta Italia.


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Se il contagio si è diffuso è stato perché «tre mesi fa l’Italia è stata aperta, consentita la mobilità interregionale, abbiamo aperto le economie, le frontiere». Vincenzo De Luca, presidente del Consiglio Regionale della Campania, non dice che si sarebbe dovuto evitare, ma se oggi la Penisola registra una diffusione quasi omogenea del virus, con picchi proprio in Campania e in Lombardia, le regioni sono piuttosto ovvie. E la riapertura è una di queste. Senza dimenticare il Ferragosto e le discoteche.

Campania, meno morti rispetto alla popolazione

Ieri in Campania sono stati registrato 180 nuovi contagi, con un 40 per cento di casi collegati ai rientri. Una percentuale ancora alta. Il governatore trova comunque in questi numeri un aspetto positivo: «Oggi la Campania è quella che ha il numero di decessi più basso d’Italia in relazione alla popolazione residente. Eravamo usciti da un mese dal commissariamento, potevamo avere un’ecatombe, abbiamo retto e dato una prova straordinaria di capacità amministrativa».

Abbiamo rischiato una ecatombe

Ha poi lodato la scelta di imporre il test e i tamponi a tutte le persone che sono rientrate dall’estero e non solo a quelli provenienti dai cosiddetti Paesi a rischio. Sono stati rintracciati in meno di un mese circa 3.000 asintomatici che sarebbero andati a spasso per la Campania senza neppure sapere di essere contagiosi.

«Tra un mese – ha aggiunto De Luca – avremmo chiuso la Campania, oggi invece dobbiamo individuarli altrimenti domani ci lecchiamo le ferite. Non so come fanno in altre parti d’Italia, sono tutti tranquilli».

Stessi numeri, ma non è febbraio

In Italia ieri quasi 1.600 casi, sono numeri importanti, a livello di febbraio. Ma l’Iss assicura che la fase è completamente diversa. Nei primi mesi dell’anno venivano effettuati i tamponi solo sulle persone con sintomi, è possibile quindi che il numero reale delle persone infettate sia stato all’epoca decisamente superiore. Alcuni studi ritengono almeno sei volte il numero dei contagiati ufficiali.

I casi casi caldi in Campania

In Campania tra le situazioni a rischio c’è lo stabilimento per la macellazione di polli, a Caivano, in provincia di Napoli. Sono positivi al momento 170 operai, ma si aspetta l’esito di altre decine di tamponi.

A Salerno è stato chiuso il secondo piano della cittadella giudiziaria, dopo che un dipendente della cancelleria esecuzioni penali è risultato positivo (e asintomatico). Avviata la sanificazione dei locali e il tracciamento dei contatti.

In provincia di Salerno comunque si sono registrati nelle ultime 24 ore altri 14 contagi: cinque a sarno (dove c’è una certa preoccupazione), tre a Salerno ed Eboli, e uno a Pontecagnano, Sant’Egidio di Monte Albino e Vietri sul Mare.

Dodici invece in contagiati in provincia di Avellino, dove i numeri sono cresciuti nell’ultima settimana.

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