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Covid, crisi economica: ecco i settori più colpiti e quelli più a rischio

I numeri mostrano quali lavoratori e imprese hanno sofferto di più. In Italia il turismo, come prevedibile, ha subito una profonda diminuzione delle entrate.

di Elvira Pompili

Settembre 2020

Incertezza generale in Europa. Contrazione economica in vista, grave in Italia. Turismo e servizi in difficoltà. Industria e export vanno a rilento. Per ora l’occupazione resiste, anche grazie al piano di incentivi economici varati dal governo. C’è un punto interrogativo per il futuro prossimo: quando le misure di sostegno si esauriranno.

Il quadro europeo della crisi

Il bollettino della BCE (Banca Centrale Europea) del 24 settembre (il sesto del 2020) conferma l’orientamento accomodante della politica monetaria, ma per l’economia della zona euro si prevede una contrazione dell’8%, fino alla fine del 2020.

Il tema centrale resta l’incertezza sull’andamento della pandemia. Con un impatto crescente sia sui consumi che sugli investimenti da parte delle imprese.

Il risparmio delle famiglie è aumentato nettamente tra aprile e giugno. E’ un risparmio precauzionale, dicono gli economisti, in parte dovuto alle misure di contenimento del virus.

La famiglie hanno acquistato meno, essendo ridotte le normali attività. Soprattutto, la disoccupazione e la crescente incertezza sui redditi futuri sembrano aver spinto al risparmio.

Il quadro italiano: chi ha sofferto di più

Secondo i dati divulgati da Confindustria, in Italia il settore dei servizi e del turismo sono in maggiore difficoltà rispetto agli altri.

E’ eclatante il caso delle città d’arte vuote, a favore dei piccoli borghi. Con una perdita di -70% tra le principali città, la mancanza di turisti stranieri si è sentita.

La produzione industriale ha recuperato, ma non raggiunge i molto livelli pre-Covid.

La domanda interna stenta a ripartire. Grande prudenza negli acquisti a causa dell’incertezza del redditto, aspetto che coinvolge tutta l’area euro.

Le esportazioni, dopo una timida ripresa (+14% a giugno, ma rispetto ai livelli pre-Covid -15%), rischiano un nuovo calo. Ma la situazione varia considerevolmente a seconda del settore. In sintesi:



Regge l’occupazione, per ora

Sempre i dati di Confindustria, rivelano che l’occupazione è aumentata. Anche se non raggiunge i livelli pre-Covid.

Inoltre, sono aumentate le persone che cercano attivamente lavoro negli ultimi 3 mesi, dato positivo in controtendenza con il calo verticale registrato durante il lockdown.

La salvaguardia del lavoro è stata possibile grazie all’estensione degli ammortizzatori sociali a più categorie di lavoratori. E’ il caso della Cassa Integrazione Guadagni estesa e del blocco dei licenziamenti.

Priorità sull’agenda del Governo è stata proteggere l’occupazione. Anche se non ci è sempre riuscito, con il mancato rinnovo dei contratti precari, per esempio. Queste misure dureranno solo fino a fine 2020. Poi è tutto da vedere.

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