E’ ufficiale: linee guida per la scuola. Cosa accade se un alunno è positivo

Pubblicate le linee guida per gli istituti scolastici per affrontare eventuali casi positivi di alunni e personale negli istituti scolastici. Il referente d'istituto, il protocollo quando un alunno è positivo, il monitoraggio delle assenze e la misurazione della temperature.

E' ufficiale: le linee guida per la scuola. Cosa accade se un alunno è positivo
Sono state pubblicate le linee guida per la prossima riapertura delle scuole: obblighi per i dirgenti scolastici ma anche per i genitori degli alunni.


3' di lettura

Sono finalmente arrivate le linee guida ufficiali per le scuole nel caso venisse riscontrato tra gli alunni qualche contagio da Covid-19. Il documento è contenuto nel rapporto “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole”.

E’ stato scritto da Istituto superiore della Sanità, ministero della Salute, ministero dell’Istruzione, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia Romagna.

Il referente scolastico per l’emergenza Covid

In tutte le scuole sarà presente un referente formato per gestire l’emergenza Covid. Per gli istituti scolastici è previsto anche l’obbligo di tenere un registro aggiornato degli eventuali contatti tra gli alunni e il personale di altre classi.

Misurare la temperatura ogni mattina

Ai genitori degli alunni verrà chiesto di misurare la temperature dei bambini tutti i giorni prima di andare a scuola.

Dovranno segnalare le assenze per motivi di salute che sono riconducibili a una infezione da coronavirus.

Se si dovesse verificare un caso sospetto, ad attivarsi saranno il referente scolastico, i genitori, il pediatra o il medico di medicina generale e i dipartimenti di Prevenzione.

Cosa fare se un bambino risulta contagiato

Ma cosa succede se un alunno risulta positivo?

Se un alunno presenta sintomi simili a quelli che provoca una infezione da covid, deve essere isolato in un’area della scuola, con l’assistenza di un adulto con mascherina. Sarà necessario avvisare il prima possibile i genitori. Una volta che il bambino è a casa, i genitori dovranno contattare il pediatra o il medico che deciderà se sottoporlo al tampone.

Se il test è positivo si attiva il protocollo che prevede il tracciamento e l’individuazione dei contatti.

In questo casi si valuteranno le situazioni caso per caso e anche le diverse misure da intraprendere, compresa la quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e altre persone che hanno avuto dei contatti.

La sanificazione straordinaria delle scuole

Le scuole sono obbligate a disporre la sanificazione straordinaria dell’edificio in caso di alunno positivo.

Nel documento si specifica anche che «un singolo caso confermato non dovrebbe determinarne la chiusura, soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata».

In caso di tampone negativo, il paziente dovrà ripetere il test a distanza di 2, 3 giorni, restando a casa fino al successivo tampone negativo.

Controllo sulle assenze degli alunni

Alle scuole spetta anche il compito di monitorare le assenze degli alunni. Anche perché se in alcune classi si verifica l’assenza contemporanea e prolungata di molti alunni, si potrebbe immaginare che la causa sia legata alla diffusione del virus. Si dovrebbe quindi valutare l’opportunità di avviare una indagine epidemiologica da parte del dipartimento di prevenzione.

Quanto incide la riapertura delle scuole con la diffusione del contagio

Nel documento si sostiene che è difficile stimare quanto possa incidere la riapertura delle scuole con la circolazione del virus nel Paese. «In primo luogo – scrivono gli esperti – non è nota la trasmissibilità nelle scuole. Più in generale, non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano il virus rispetto agli adulti, anche se la carica virale di sintomatici e asintomatici, e quindi il potenziale di trasmissione, non è statisticamente differente. Non è inoltre predicibile il livello di trasmissione (Rt) al momento della riapertura delle scuole a settembre”.

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