Covid. C’è il rischio che le scuole non riaprano

Lo ha dichiarato il consigliere del Ministro della Salute, Walter Ricciardi: «Se il trend di crescita non si ferma potrebbe essere l'unica soluzione possibile, anche perché le classi potrebbero essere fonte di nuovi focolai». Siamo chiamati tutti a un atto di responsabilità se si vogliono evitare nuovi lockdown.

Covid. C'è il rischio che le scuole non riaprano
Per Walter Ricciardi consigliere del Ministro della Salute non ci sono dubbi: se il trend non si inverte le scuole non riaprono.


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C’è un rischio concreto che le scuole non riaprono. Sarà necessario invertire il trend di crescita del contagio e il governo fa affidamento, per ora, sulle decisioni adottate domenica, ovvero: la chiusura delle discoteche le limitazioni della movida con l’uso delle mascherine.

Lo ha dichiarato al Il Messaggero il consigliere del Ministro della Salute, Walter Ricciardi, ordinario di Igiene generale e applicata alla Sapienza di Roma.

Se non calano i contagi c’è un problema serio

Parole che hanno un peso, e che segnalano anche la preoccupazione del governo rispetto alla ripresa dei contagi. Soprattutto verificando l’evoluzione che ha avuto in Francia e in Spagna questa seconda ondata di Covid. Che era forse prevista in autunno, ma che ha bruciato i tempi, manifestandosi giù in piena estate.

Ricciardi ha poi risposto sulle scuole. Ed è stato molto chiaro: «Se nei prossimi giorni il numero dei contagi continuerà a crescere, c’è un problema serio da affrontare È ipotizzabile infatti la chiusura di aree con focolai, ma è possibile che non riaprano le scuole».

Ora il contagio è diffuso ovunque

Il contagio non riguarda solo alcune aree del nord, ma tutta la Penisola. E del resto l’analisi degli ultimi dati è chiara: l’aumento dei contagi è segnalato ovunque e il Lazio è al momento la regione più colpita. Anche se Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna continuano a registrare dati che sono superiori alla media nazionale.

La distribuzione dei nuovi positivi

Per Ricciardi l’aumento dei contagi dipende in buona percentuale (tra il 30 e il 35 per cento), dagli italiani che tornano in patria dopo un soggiorno all’estero. C’è poi un 40 per cento «autoctono», trasmessi in famiglia o in comunità. Il 20 per cento è invece attribuibile a turisti, migranti o comunque persone che vengono dall’estero.

Non si escludono mini lockdown

Per Ricciardi c’è la concreta possibilità già nei prossimi giorni di qualche mini lockdown nel caso non si riesca a intercettare i focolai».

Carenza di personale per tracciare i contatti

E se in questi mesi sono stati aumentati i posti letto nelle terapie intensive e allestiti i covid hospital, quello che è rimasto carente è il personale addetto al tracciamento dei contatti. Figure centrali per tentare di arginare i cluster. Soprattutto ora – ha aggiunto Ricciardi – «che i focolai cominciano a diventare un po’ troppi».

Scuole, la concreta possibilità che non riaprono

E infine Ricciardi ha parlato delle scuole e sulla concreta possibilità che non riaprano.

«Sì, il rischio c’è. Dipende se il trend si inverte anche attraverso la decisione presa domenica dal governo di chiudere discoteche e di limitare la movida attraverso l’uso delle mascherine. Noi possiamo e dobbiamo lavorare perché le scuole riaprano, ma è chiaro che se abbiamo una crescita dei casi, si riapre un enorme punto interrogativo, perché di fatto in queste condizioni le scuole potrebbero essere fonte di nuovi focolai. Quindi, bisogna fare tutti gli sforzi possibili e immaginabili per riaprire le scuole, e questo significa che serve che da una parte le persone abbiano comportamenti adeguati e che le autorità si preparino adeguatamente».

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