Covid. Riparte la scuola. De Luca: in Campania prima i test poi il via

Oggi riprende la scuola in buona parte d'Italia. La Campania è tra le regioni che riapre gli istituto il 24 settembre, fra dieci giorni. I presidi invitano a non far slittare oltre l'avvio dell'anno scolastico: dieci giorni sono già un ritardo notevole. E' corsa contro il tempo per i test sierologico su tutto il personale. I dati dei nuovi contagi in Campania sono stabili, ma si è dimezzato il numero dei tamponi.

Covid. Riparte la scuola. De Luca: in Campania prima i test poi il via
Oggi riparte la scuola in quasi tutte le regioni italiane: la Campania riapre le scuole il 24 ma prima dovranno essere fatti i test sierologici su tutto il personale.


2' di lettura

Oggi primo giorno di scuola in buona parte d’Italia, ed è già un esame importante per capire se le soluzioni adottante dal governo potranno garantire un anno scolastico “normale”. Nonostante la pandemia.

Slittamento oltre il 24, no grazie

Nei giorni scorsi il governatore De Luca ha ipotizzato per la Campania la possibilità di un ulteriore slittamento dal 24 settembre, perché ci sarebbero ancora problemi con i banchi monoposto, il numero dei professori e lo screening sierologico. Un eventuale rinvio che non piace ai dirigenti scolastici i campani e sul punto, proprio ieri, lo stesso De Luca ha fatto un passo indietro, o meglio: ha chiarito il suo pensiero.

Ma procediamo con ordine.

I presidi: riaprire il prima possibile

Francesco De Rosa, presidente dell’Associazione nazionale presidi della Campania ha dichiarato che «non vorrebbe essere nei suoi panni (di De Luca ndr), quando si tratta di salute è difficile prendere decisioni, ma più prima che poi la scuola deve riaprire anche in Campania».

«Dieci giorni in più – ha concluso – rispetto ad altre regioni è già qualcosa, andare oltre non credo possa cambiare molto, il problema non ritengo siano i banchi ma la curva epidemica».

Dobbiamo fare 140mila test sierologici

De Luca ieri ha un po’ aggiustato il tiro e in pratica ha detto che le scuole riapriranno il 24, anche se i nodi da sciogliere restano molti. Non sono mancati altri rilievi, o vogliamo chiamarle polemiche?, nei confronti del Governo Conte per la gestione del ritorno in classe.

«Di fronte all’apertura dell’anno scolastico, il Governo ha reso facoltativi il test per docenti e personale. Noi invece in Campania abbiamo deciso che sono obbligatori perché dobbiamo dare sicurezza alle famiglie. Dobbiamo fare 140mila test sierologici e poi molecolari. Non è semplice, abbiamo deciso per senso di responsabilità. Noi abbiamo fatto delle scelte difficili, per salvare la Campania».

Una corsa contro il tempo dunque. Il tempo c’è, ma inizia a scarseggiare: il 24 è lontano solo dieci giorni.

I dati migliorano in Campania

I numeri in Campania parlano da diversi giorni di una parziale riduzione del contagio. Sabato 104 casi, domenica 122. Ma sono dati da leggere anche con la quantità di tamponi eseguiti dalle Asl, che sono nettamente diminuiti, sarebbe bene dire dimezzati, rispetto alla settimana precedente. Stanno comunque calando, come era prevedibile, i contagi di rientro da vacanze o soggiorni all’estero.

I casi nel salernitano

La diffusione della pandemia in Campania sembra rientrare nei limiti del “fisiologico”, o meglio della facile gestione ospedaliera e dal basso rischio sociale.

Un esempio è la provincia di Salerno: ieri 13 casi, e con l’esclusione di Pontecagnano (6 positivi), il resto è disseminato tra diverse zone, quindi anche facilmente tracciabili e arginabili (due ad Angri e uno a Fisciano, Baronissi, Eboli, Caselle in Pittari, Colliano).

Le situazioni a rischio

In altre zone la situazione è più preoccupante. Lo è stato ad Aversa (quasi 80 casi in poche settimane), lo è ora a Castellammare di Stabia, dove solo ieri si sono registrati altri 11 positivi. E tra loro ci sono anche un bambino d un anno e una bambina di 4.

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