Turismo vietato in Italia ma si può andare all’estero

Turismo vietato in Italia, soprattutto in zona rossa, arancione e durante le feste di Pasqua: ma si può raggiungere l'aeroporto e trascorrere una vacanza all'estero. Paradossi delle restrizioni, che hanno però suscitato la reazione degli albergatori italiani, che si sentono ingiustamente penalizzati. Ecco dove potrete andare all'estero e cosa non potrete fare in Italia.

4' di lettura

I paradossi della zona rossa: non si può uscire dal comune di residenza ma è possibile raggiungere l’aeroporto e andare all’estero per turismo. In molte Regioni è vietato recarsi nelle seconde case, ma, come vederemo, si può partire per Cipro o la Croazia, con la famiglia o anche con un gruppo di amici.

A confermarlo è una nota firmata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Poche righe che ha suscitato la protesta degli albergatori italiani. Ma come – si chiede Federalberghi – tutto il sistema dell’ospitalità italiana è ferma da mesi e poi si autorizzano i viaggi vacanza all’estero mentre vengono imposti i divieti di spostamenti da una regione all’altra?

Difficile non comprendere le ragioni degli imprenditori italiani del turismo.

Ma cosa dicono le regole in vigore fino al 30 aprile? Vediamo.

Aeroporto

La questione nasce da una richiesta del tre marzo inviata dall’Associazione dei tour operator italiani (Astoi) al Viminale: i rappresentanti di categoria hanno chiesto se «in base alle restrizioni imposte dal Dpcm del 2 marzo era permesso ai cittadini italiani recarsi in aeroporto per raggiungere destinazioni turistiche all’estero non interdette, ossia dove non c’era nessun tipo di divieto.

Richiesta di chiarimenti comprensibile, anche perché chi risiede in zona arancione può spostarsi dal comune di residenza solo per ragioni di lavoro, salute o urgenza.

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La ministra Lamorgese ha risposto così: «Sono giustificati gli spostamenti finalizzati a raggiungere il luogo di partenza di questo tipo di viaggi che, in quanto generalmente consentiti, non possono subire compressioni o limitazioni al proprio svolgimento».

Quindi sì, si può andare all’aeroporto per trascorrere le vacanze all’estero, ma non è possibile uscire dal comune di residenza. Ovvero: il turismo è possibile, ma non in Italia.

Dove si può andare

Come saprete molti Paesi stranieri sono interdetti al viaggio, in particolare quelli dove i livelli di contagio sono molto alti, ma sono anche tante le nazioni “aperte”, quelle che potete raggiungere tranquillamente in aereo per ragioni turistiche. Anche se abitate in zona rossa.

Eccole:

  • Belgio
  • Bulgaria
  • Cipro
  • Croazia
  • Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia)
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Germania
  • Grecia, Irlanda
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Polonia
  • Portogallo (incluse Azzorre e Madeira)
  • Repubblica Ceca
  • Romania
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna (inclusi territori nel continente africano)
  • Svezia
  • Ungheria
  • Islanda
  • Norvegia
  • Liechtenstein
  • Svizzera
  • Andorra
  • Principato di Monaco

Bisogna comunque rispettare le restrizioni imposte dalle autorità locali e al ritorno in Italia nella maggior parte dei casi è obbligatorio sottoporsi al tampone.

I Paesi con limitazioni al rientro

Quelli elencati prima sono i Paesi non interdetti, dove cioè bisogna rispettare regole minime per il viaggio. Si può andare anche in altre nazioni, ma rispettando delle restrizioni, in qualche caso anche severe.

Per chi ritorna da un viaggio in Austria, Regno Unito o Stati Uniti, è obbligatorio un periodo di quarantena di 14 giorni.

L’isolamento fiduciario è necessario anche per chi rientra in Italia da Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Ruanda, Singapore, Thailandia.

In altre nazioni non incluse in questa lista, è impossibile recarsi per motivi turistici.

Se voglio fare turismo in Italia

In Italia invece niente. Fino al 30 aprile non sarà possibile muoversi tra le regioni, si escludono solo i consueti motivi di lavoro, salute e necessità. Naturalmente certificati. Ma non solo. Come saprete chi vive in una zona arancione non potrà uscire dal comune di residenza, chi è invece in zona rossa non potrebbe muoversi dalla propria abitazione senza un valido motivo. Le eccezioni riguardano i comprovati motivi e le visite ai parenti o amici, ma solo una al giorno e solo con figli che hanno meno di 14 anni e conviventi non autosufficienti. Sempre rispettando il coprifuoco.

Pasqua e Pasquetta

Nei giorni di festa, Pasqua e Pasquetta, saremo tutti in zona rossa. Quindi non si potrebbe uscire dalla propria abitazione. È consentito solo per una visita a parenti o amici, ma con le limitazioni descritte sopra.

Seconde case

Per le seconde case la questione è diversa tra Regione e Regione. Nel decreto del governo sarebbe consentito, anche in zona rossa. Si deve solo dimostrare di aver acquistato o fittato l’immobile prima del 14 gennaio. Ma molte regioni hanno disposto una serie di divieti: in Campania e Puglia è vietato sempre. In Alto Adige, Toscana e Valle d’Aosta possono farlo solo i residenti. Stessa cosa in Sardegna, che devono comunque dimostrare di avere un tampone negativo effettuato 48 ore prima del trasferimento o dimostrare di avere avuto entrambe le dosi di vaccino. Tampone obbligatorio anche in Sicilia.

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