Covid. In Spagna contagio fuori controllo. Ora Italia stai attenta

La Spagna ha avuto per mesi una curva di contagio molto simile a quella italiana, poi in estate tutto è cambiato. A Madrid sono stati commessi molti errori e tante scelte arrivate in ritardo. Oggi si contano 14.000 positivi al giorno, con un tasso di contagio simile a quello di Israele dove è stato imposto nei giorni scorsi un lockdown molto rigido. In Italia bisognerebbe osservare bene quello che accade nel Paese iberico per evitare di ripetere gli stessi errori.

Covid. In Spagna contagio fuori controllo. Ora Italia stai attenta
In Spagna la pandemia è fuori controllo eppure per mesi la curva di contagio è stata molto simile all'Italia: bisognerà evitare di ripetere gli stessi errori.
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Serve dare uno sguardo a quello che accade in Spagna. Serve perché è un Paese che ha avuto fino a questa estate una curva di contagio molto simile a quella italiana. E anche perché, se fosse vero che in autunno la diffusione del virus sarà di nuovo alta (come ripete ogni giorno l’Oms: «Siamo solo all’inizio»), potremmo trovarci in una situazione molto simile.

Lockdown parziale a Madrid

Nel Paese iberico sono stati commessi errori, valutazioni superficiali, reazioni lente. Ora, in particolare a Madrid, siamo a un punto drammatico: in 47 zone della città è stato dichiarato il lockdown, entra ed esce solo chi non può farne a meno per lavoro, studio o questioni di salute. Le restrizioni partono da lunedì, per cercare di arginare una diffusione del virus che è stata definita “fuori controllo”.

Il picco Spagnolo quasi il triplo di quello italiano

Ieri in Spagna si sono registrati 14mila nuovi contagi. Cifre mai raggiunte nella prima fase della pandemia e ben distanti dal picco italiano, che è di circa 6.000 positivi in un solo giorno.

Per molti virologi spagnoli queste misure servono a poco. O meglio sono insufficienti. Soprattutto perché nel frattempo non è stata potenziata la capacità di tracciamento dei casi e non sono stati allestiti alberghi dove garantire l’isolamento dei tanti positivi.

I virologi: così non si piega la curva

Il professor Josè Matinez Olmos, professore della Scuola andalusa di sanità pubblica, ha dichiarato a El Pais, prestigioso quotidiano di Madrid, «che non sarà possibile piegare la curva in crescita in questo modo perché le aree selezionate sono poche e le eccezioni alla limitazione della mobilità sono troppe. Il che significa che tanti asintomatici potranno continuare a portare ovunque il contagio».

Scelte strane: parchi chiusi, locali aperti

Sostengono in molti che l’amministrazione di Madrid ha perso un mese, durante il quale «avrebbe dovuto iniziare a imporre le chiusure selettive e rinforzare il tracciamento dei contatti». Ora, in pratica, è troppo tardi, l’incidenza di contagio è altissima. E l’espressione “fuori controllo” definisce bene la situazione.

Gli esperti puntano il dito anche contro la scarsa responsabilità sociale, molti contagi avvengono in ambito privato. Ma non solo. E’ stata messa in evidenza anche una decisione almeno contraddittoria: i parchi sono stati chiusi, e rimasti aperti, anche se con capienza ridotta, bar e ristoranti. Una scelta che non ha preso in considerazione l’aspetto epidemiologico, ma quello economico. Avrà anche un senso non chiudere i negozi, ma in una fase così drammatica per la capitale spagnola forse non è stata la scelta migliore.

Un tasso di contagio come quello Israeliano

I tassi di contagio a Madrid sono molto simili a quelli di Israele, e lì hanno chiuso tutto. Lockdown totale. Nei mesi scorsi la stessa misura è stata adottata in Paesi dove la diffusione del virus era molto, ma molto meno estesa rispetto a quella che si registra da settimane in Spagna.

A Madrid questo lockdown leggero e a macchia di leopardo molto probabilmente non avrà effetti significativi sul contenimento del contagio. E comunque arriva con almeno un mese di ritardo.

In Italia bisognerebbe non ignorare questa lezione.

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