Covid. Speranza: bisogna resistere altri sei mesi

Il ministro della Salute è convinto che dopo «dopo l'inverno vederemo la luce». Speranza sostiene anche che una cura e il vaccino sono ormai prossimi. E sulla scuola invita a non fare inutili polemiche. «Abbiamo fatto più di altri Paesi europei, la scuola aveva problemi anche prima del Covid». Da verificare la possibilità di ridurre i giorni di quarantena come è stato fatto in Francia.

Covid. Speranza: bisogna resistere altri sei mesi
Il ministro della Salute Roberto Speranza è ottimista: bisognerà resistere altri sei mesi poi rivederemo di nuovo la luce e presto arriveranno la cura e il vaccino.


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«Bisogna resistere altri sei mesi». Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha pochi dubbi, in primavera la pandemia di Covid-19 inizierà a essere un ricordo. «Dobbiamo ancora – ha dichiarato – mantenere il distanziamento, portare le mascherine, lavarci le mani. Ma non è per sempre: dopo l’autunno e l’inverno vedremo la luce».

Cura e vaccino: sei mesi

Tutto l’ottimismo del ministra traspare in una intervista rilasciata a Repubblica, e in una frase in particolare: «Una cura e un vaccino per il Covid sono vicini, bisogna aspettare altri sei mesi».

Sulla cura la comunità scientifica è un po’ più scettica, sui vaccini è corsa contro il tempo.

«L’Unione Europa – ha ricordato Speranza – sta comprando un pacchetto di vaccini da diverse aziende, quello di AstroZeneca (che ieri dopo lo stop ha ripreso la sperimentazione in Gran Bretagna), è quello in fase più avanzata».

L’Unione Europea sta infatti per stipulare altri accordi, le trattative sono già concluse, con cinque aziende diverse che sono nella fase finale dello studio. Con AstroZeneca/Oxford il contratto è stato già stipulato da tempo.

Abbiamo fatto di tutto per la scuola

Sull’imminente ritorno a scuola, il ministro della salute invita le forze politiche a non continuare sulla strada delle «polemiche inutili», anche perché la questione scuola «non è un problema della ministra Azzolina, ma di tutti noi».

«Abbiamo fatto – ha aggiunto Speranza – più che negli altri Paesi europei, nessuno pensa che la situazione sia perfetta, non abbiamo la bacchetta magica e i problemi della scuola italiana non nascono col Covid».

Ridurre la quarantena? Vedremo

Ma proprio per la scuola «sono state stanziate risorse senza precedenti, abbiamo investito sul personale e sulle attrezzature, avranno tutti undici milioni di mascherine al giorno».

Sfumata la posizione del ministro sulla possibile riduzione dei giorni di quarantena, che è stata adottata in Francia (sono 7), e sulla quale si è parlato anche in Italia. «Stiamo valutando – ha dichiarato Speranza -, ascolteremo prima il Comitato tecnico scientifico e ci confronteremo con altri Paesi europei».

In Francia da venerdì la quarantena è stata ridotta a sette giorni. In Italia si sono levate diverse voci a favore di una riduzione a dieci giorni. L’Organizzazione mondiale della sanità ha già ripetuto più volte che la soluzione migliore resta quella dei 14 giorni.

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