Ecco i crediti che non possono essere pignorati

Ecco i crediti che non possono essere pignorati: quelli sui quali i creditori non possono nulla o quasi, perché ci sono anche crediti parzialmente pignorabili. Quali sono i limiti dei creditori e le tutele per chi ha un debito. Una piccola guida.

4' di lettura

Crediti che non possono essere pignorati. Il pignoramento dei conti correnti, dello stipendio o della pensione hanno dei limiti precisi. Un po’ come i pignoramenti immobiliari, dove però i limiti sono imposti soprattutto all’Agenzia delle Entrate e molto meno ai creditori privati.

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Non tutti i soldi che avete sul conto corrente sono destinati inevitabilmente a finire in mano a creditori che hanno un atto esecutivo. Ci sono crediti che non possono essere assolutamente toccati. Altri che lo sono solo parzialmente. Una tutela per i debitori, che non devono essere lasciati sul lastrico. A prescindere dai loro debiti.

In questo articolo faremo una rassegna completa di tutti i crediti che non possono essere pignorati. Per capirci quei redditi del debitore sui quali il creditore non può nulla (o quasi).

Si suddividono in quelli che sono assolutamente impignorabili e in quelli che invece hanno una impignorabilità relativa.

Crediti che non possono essere pignorati: quelli intoccabili

I primi non possono essere neppure scalfiti dalle pretese di un creditore. I secondi solo in parte.

Iniziamo dai crediti che sono assolutamente impignorabili:

  • i crediti che riguardano i sussidi di sostentamento a persone che sono comprese nell’elenco dei poveri;
  • i crediti dei sussidi concessi per maternità, malattie o funerali. Sia che derivino da casse di assicurazione, sia che provengano da enti di assistenza o di beneficenza;
  • le pensioni di invalidità;
  • il Reddito di cittadinanza;
  • il Rem.

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Crediti che non possono essere pignorati: parzialmente intoccabili

Abbiamo visto quali sono i crediti che non possono essere pignorati.

Ci sono poi quelli che possono essere pignorati, ma solo in una piccola parte.

Eccoli:

  • i crediti alimentari;
  • gli stipendi, i salari e altre indennità da lavoro o impiego (anche quelle dovute a seguito di un licenziamento).
  • I crediti alimentari possono essere pignorati nella misura stabilita dal presidente del Tribunale. Per tutti gli altri al massimo di un quinto rispetto all’ammontare complessivo.

Possono essere pignorati solo in parte anche questi crediti:

  • i crediti per tributi che sono dovuti allo Stato, alle Province o ai Comuni si possono pignorare per un quinto;
  • possono invece essere pignorabili al massimo solo per la cifra che eccede l’assegno sociale (459,83 euro), aumentato della metà, questo crediti: pensione e altri assegni di quiescenza.

Per intenderci: l’assegno sociale + la metà = 689,48.

E quindi se il debitore ha un assegno mensile di 800 euro, il massimo pignorabile è di 110,52 euro (800 – 689,48). Comunque il pignoramento non può superare un quinto dell’assegno pensionistico.

Crediti che non possono essere pignorati: accrediti sul conto corrente

Sono relativamente non pignorabili anche le somme che sono accreditate sul conto corrente bancario o postale del debitore. In questi casi:

  • le indennità che sono relativa a rapporto di lavoro pubblico o privato, vengono comprese anche quelle accreditate a causa di un licenziamento;
  • le prestazioni previdenziali (pensioni) o gli assegni di quiescenza (il trattamento riservato ai dipendenti pubblici quando cessa il rapporto di lavoro).

Crediti che non possono essere pignorati: prima o dopo l’atto esecutivo

Queste somme possono essere pignorare in questo modo:

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