Credito su pegno: prestiti in cambio di oggetti di valore

Il credito su pegno sostituisce il vecchio monte dei pegni: i prestiti vengono concessi da banche e finanziarie, vediamo come funziona. Ma anche come si accede, quali sono gli importi e le condizioni.

4' di lettura

C’era una volta il monte di pietà, poi diventato monte dei pegni: è proprio da quell’antica forma di credito che è stato istituito oggi il credito su pegno, chiamato anche credito su stima.

Il vecchio monte dei pegni era una vera istituzione finanziaria. Non aveva scopo di lucro ed era uno strumento utile per elargire microcredito alla popolazione, sottraendola in questo modo al cappio degli usurai, che all’epoca – anche più di oggi – erano tantissimi.

Il monte dei pegni aveva dunque una intenzione etica e le condizioni del prestito erano più favorevoli di quelle offerte dal mercato dell’epoca. Il prestito veniva concesso prendendo a garanzia un oggetto di valore (non solo oro o preziosi).

Bisognava rispettare una sola condizione: gli oggetti dovevano essere stimati almeno un terzo in più rispetto al prestito che era stato richiesto.

Se il pegno non veniva riscosso entro il tempo stabilito, allora, come adesso, veniva messo all’asta.

Il credito di pegno oggi

Il credito di pegno esiste ancora. Ma è stato assorbito dalle finanziarie e dalle banche,

Si tratta in genere di prestiti a basso importo (fino a 1999,99 euro).

E funziona così: il cliente consegna alla banca un oggetto in cambio di denaro.

Avrà la possibilità di rientrarne in possesso restituendo il valore di stima alla banca o alla finanziaria più gli interessi che sono stati stabiliti e le eventuali spese.

Preziosi, ma anche quadri e pellicce

Gli oggetti che più spesso vengono proposti per il credito di pegno sono quelli di valore, come oro, monete preziose, gioielli, orologi, argenteria. Anche perché sono quelli che hanno delle quotazioni di mercato più facilmente definibili.

Alcune banche però accettano anche quadri, tappeti e pellicce.

Se nel monte dei pegni era il titolare dell’attività a stabilire il valore di un oggetto, nel credito di pegno sarà il perito della banca a decidere l’ammontare del prestito.

Il prestito sarà comunque inferiore al valore dell’oggetto: si può arrivare ai quattro quinti per i preziosi e ai due terzi per altri beni.

In pratica se portate in banca un oggetto del valore stimato 500 euro, la banca vi concederà un prestito di 400.

La differenza consente alla banca di avere la garanzia per rientrare in possesso della somma che è stata concessa in prestito più gli interessi se il proprietario non è poi in grado di riscattare il bene.

La garanzia? È l’oggetto stesso

È chiaro che in questo caso basta la valutazione dell’oggetto, non serve cioè per la concessione del prestito nessun’altra forma di garanzia.

La garanzia per il credito su pegno è l’oggetto stesso.

L’istruttoria per il prestito ha una procedura molto rapida.

Per ottenerlo, oltre all’oggetto sono necessari presentare solo questi due documenti:

  • documento d’identità
  • codice fiscale

La banca rilascia al cliente una polizza al portatore. Sul documento viene indicata la data del riscatto (in genere sei mesi rinnovabili) e gli interessi che dovranno essere pagati.

La legge prevede che la durata del credito su pegno vada da un minimo di 3 mesi a un massimo di un anno.

Se il cliente paga, se il cliente non paga

Quando il pegno arriva a scadenza, possono accadere due cose:

  • Il cliente riscatta l’oggetto dato in pegno restituendo la somma ricevuta in prestito (con gli interessi)
  • Se invece il cliente non è in grado di riscattare il bene quando scade la polizza, l‘oggetto viene messo all’asta (30 giorni dopo la scadenza della polizza).

Ora, se viene venduto a un prezzo superiore alla somma richiesta dalla banca, la differenza andrà all’ex proprietario.

Non accade spesso però, solo il 10% degli oggetti impegnati viene poi rivenduto nel corso di un’asta.

Credito su pegno: forma di prestito agile

Il credito su pegno è una forma di prestito agile ed è indicata soprattutto per chi ha un passato di cattivo pagatore o non ha sufficienti garanzie da esibire agli istituti bancari.

È un prestito rapido da ottenere, ha una durata limitata (sei mesi, un anno) e tassi di interesse non molto vantaggiosi (il Taeg varia da un minimo del 9% a un massimo del 16%).

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