Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Diritto » Gestione del Debito » Servizi Finanziari / CRIF finanziamento rifiutato: cosa è successo

CRIF finanziamento rifiutato: cosa è successo

CRIF e finanziamento rifiutato: cosa succede? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Gennaio 2024

In questo articolo parleremo di CRIF e finanziamento rifiutato, per vedere quali sono le conseguenze (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Che cos’è la Crif?

La Crif (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria) svolge un ruolo fondamentale nel settore finanziario, principalmente attraverso la gestione di un’ampia banca dati che raccoglie segnalazioni creditizie relative sia a individui che a imprese.

La Crif conserva e aggiorna dettagliatamente dati sul comportamento finanziario di persone fisiche e giuridiche. Questi dati includono informazioni su prestiti, mutui, finanziamenti e altre forme di credito, fornendo così un quadro completo della storia creditizia di un individuo o di un’azienda.

Quando una persona inoltra una richiesta di finanziamento, gli istituti di credito consultano la Crif per analizzare il rischio di inadempienza basandosi sul profilo creditizio del richiedente. Grazie a questo processo, le decisioni relative all’erogazione di prestiti sono basate su informazioni concrete e accurate, minimizzando così il rischio per gli istituti finanziari. Questa pratica di valutazione aiuta a garantire un equilibrio tra la necessità di proteggere gli istituti di credito e quella di offrire accesso al credito a consumatori e imprese.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Crif e finanziamento rifiutato: cosa succede?

Quando un prestito viene rifiutato, questa informazione viene registrata nel database della Crif (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria) per un periodo di 30 giorni. Pertanto, è necessario attendere che questo periodo scada prima di fare una nuova richiesta, altrimenti si rischia di ricevere un altro rifiuto.

Anche se il richiedente non è stato segnalato in precedenza alla Crif come cattivo pagatore, prima di poter chiedere un nuovo finanziamento dovrà comunque aspettare i 30 giorni. Ad ogni modo, il rifiuto di un prestito non porta alla segnalazione come cattivo pagatore e, passato il mese, l’informazione verrà cancellata dal registro e sarà possibile chiedere un nuovo prestito.

Il rifiuto di un prestito, e la conseguente registrazione in Crif per 30 giorni, è una situazione comune per molti consumatori italiani. Spesso, il rifiuto non è dovuto a problemi finanziari, questioni fiscali o ipoteche, ma può essere legato a diversi fattori. Il settore dei prestiti è governato da regole complesse e dettagliate ed è fondamentale comprenderle per evitare di cadere in situazioni indesiderate come il mantenimento di un prestito rifiutato in Crif per 30 giorni.

Cosa significa essere segnalati alla Crif come cattivo pagatore?

La segnalazione alla Crif e l’inserimento nella lista dei cattivi pagatori avviene in seguito a ritardi o mancati pagamenti di prestiti, mutui o altre forme di credito e non perché un prestito è stato rifiutato.

La Crif, operando come centrale di rischio, mantiene una banca dati che racchiude informazioni sul comportamento finanziario di persone fisiche e giuridiche, fornendo agli istituti di credito una risorsa importante per valutare la solvibilità dei richiedenti.

Nel momento in cui un debitore non rispetta gli obblighi di pagamento concordati con un ente creditore, quest’ultimo può decidere di segnalare il debitore alla Crif come cattivo pagatore. Questa segnalazione, registrata nella banca dati, diventa parte integrante della storia creditizia del soggetto e può avere conseguenze significative, limitando la sua capacità di ottenere nuovi finanziamenti.

Gli istituti di credito, infatti, consultano queste informazioni per valutare i rischi associati alla concessione di un prestito e una segnalazione come cattivo pagatore può rendere più difficile l’approvazione di future richieste di credito.

Quando avviene la segnalazione alla Crif?

La procedura di segnalazione alla Crif è un processo che non si attiva immediatamente dopo un primo mancato pagamento. Le banche e gli istituti di credito tendono a dimostrare una certa flessibilità, offrendo un periodo di tolleranza e inviando un avviso preliminare al cliente prima di procedere con la segnalazione effettiva.

Ad esempio, se un individuo non adempie al pagamento delle rate di un prestito per due mesi consecutivi, l’istituto creditore di solito invia una comunicazione di sollecito al debitore, concedendo un preavviso di 15 giorni prima di effettuare la segnalazione alla Crif.

Questo periodo di preavviso è inteso come un’occasione per il debitore di regolare il debito o di sanare la propria posizione finanziaria, evitando così la segnalazione. Se il debitore non riesce a saldare il debito o a regolarizzare la situazione entro la fine del periodo di preavviso, l’ente creditore procederà con la segnalazione alla Crif, incidendo negativamente sulla storia creditizia del debitore.

Questo meccanismo mira a proteggere sia l’istituto di credito sia il consumatore, fornendo al debitore un’opportunità per risolvere eventuali problemi finanziari prima che questi abbiano impatti a lungo termine sulla sua capacità di accedere al credito.

Quali sono le conseguenze della segnalazione alla Crif?

Essere segnalati alla Crif e inseriti nella lista dei cattivi pagatori comporta una serie di conseguenze significative che possono influire notevolmente sulla vita finanziaria di una persona.

Questa segnalazione serve a informare banche e istituzioni finanziarie riguardo alla situazione debitoria del soggetto, influenzando direttamente la valutazione della sua affidabilità creditizia per i prestiti futuri. Di conseguenza, diventa molto più difficile per i soggetti segnalati ottenere nuovi prestiti, finanziamenti o carte di credito. Le istituzioni creditizie, avendo accesso a queste informazioni, tendono a essere più prudenti e riluttanti a concedere fondi a chi ha un passato di cattivo pagatore.

Anche se un soggetto segnalato alla Crif dovesse riuscire a ottenere un prestito, è probabile che si trovi ad affrontare condizioni meno vantaggiose, come tassi di interesse più elevati. Gli istituti di credito possono percepire il richiedente come un soggetto a rischio più alto e, per mitigare questo rischio, potrebbero applicare condizioni più stringenti, inclusi tassi di interesse maggiorati. Questo rappresenta un meccanismo di protezione per l’istituto creditore contro il rischio potenziale di inadempienza.

In sintesi, la segnalazione alla Crif come cattivo pagatore può avere un impatto notevole sulla capacità di una persona di accedere a finanziamenti e sulle condizioni a cui questi ultimi vengono concessi.

Come sapere se si è stati segnalati alla Crif?

Per avere un quadro chiaro della propria posizione finanziaria e scoprire eventuali segnalazioni, è possibile richiedere una visura Crif.

Questa visura è un resoconto dettagliato che offre una panoramica completa delle informazioni creditizie di una persona. Include dati come eventuali segnalazioni per mancati pagamenti, prestiti attivi, l’ammontare totale del debito e altre informazioni finanziarie pertinenti.

Effettuare una visura Crif comporta un costo che può variare in base alla presenza o assenza di informazioni registrate. Il costo è di 4 euro nel caso la visura rilevi informazioni, mentre sale a 10 euro se la verifica non evidenzia dati.

Come richiedere la visura CRIF

Per richiedere la visura Crif, basta seguire questi passaggi:

  1. Visitare la sezione appropriata del sito della Banca d’Italia.
  2. Selezionare l’opzione Richiedi i dati.
  3. Seguire attentamente le istruzioni fornite, compilando i campi richiesti con le proprie informazioni personali.
  4. Al termine del processo, la visura sarà resa disponibile.
CRIF-e-finanziamento-rifiutato-sito
La pagina Web dove richiedere la visura Crif.

FAQ: Domande frequenti sulla Crif

Chi può accedere alle informazioni della Crif?

Le informazioni della Crif sono accessibili principalmente agli istituti finanziari, come banche e società di finanziamento, che ne fanno uso per valutare la solvibilità dei clienti e per prendere decisioni di credito. Inoltre, anche altre aziende autorizzate possono accedere a determinate informazioni per finalità specifiche, come ad esempio le compagnie assicurative o le agenzie di recupero crediti.

La mia registrazione Crif influisce sul mio punteggio di credito?

Sì, le informazioni contenute nella tua registrazione Crif sono utilizzate per calcolare il tuo punteggio di credito. Un punteggio di credito più alto indica una maggiore affidabilità finanziaria.

Le informazioni presso la Crif possono essere contestate o rimosse?

Se ritieni che ci siano informazioni errate o inesatte nella tua visura Crif hai il diritto di contestarle. Puoi presentare una richiesta di rettifica o cancellazione dei dati errati direttamente la Crif, fornendo la documentazione necessaria a supporto della tua contestazione. La Crif esaminerà la tua richiesta e, se ritenuta valida, procederà con l’aggiornamento o la rimozione dei dati contestati.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul fisco e sulle tasse:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp