Docuserie crime: così il crimine diventa pop

Docuserie crime: Netflix punta tutto sul tema della criminalità e il suo rapporto con i media. E ci offre una gamma di documentari a puntate che mostrano come i mezzi d’informazione influiscono sulle sentenze. Eccone 3 da vedere subito.

docuserie crime netflix
La famosa piattaforma di streaming continua ad allargare la gamma di proposte in fatto di docuserie crime. Stando alle visualizzazioni il pubblico sembra entusiasta della scelta. Ecco 4 serie da non perdere tra le più viste.
5' di lettura

Fino a che punto l’intervento dei media può influenzare l’andamento di un procedimento giudiziario, fino a modificarne l’esito? Quanto impatto hanno le telecamere sull’opinione pubblica a proposito di un assassino? Netflix ci permette di indagare più da vicino il fenomeno attraverso un ricco catalogo di docuserie crime. Ne abbiamo scelte 4 tra le più emblematiche.

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Indice:


Processi Mediatici (Trial By Media)

Impossibile non citare il documentario-contenitore in cui ogni puntata corrisponde a un procedimento giudiziario che ha sconvolto l’America. Processi mediatici è una sorta di “compendio” di sei casi, per lo più degli anni ’80 e ’90, attraverso i quali analizzare i difetti e le controversie del sistema giudiziario statunitense.

La docuserie crime targata Netflix ha sicuramente un tono provocatorio, in diverse circostaze sembra fare il verso all’approccio mediatico di alcuni famosi avvocati, ma di certo riesce nell’obiettivo di offrirci una grande quantità di punti di vista sul tema da parte di giudici, vittime e legali.

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La famosa piattaforma di streaming continua ad allargare la gamma di proposte in fatto di docuserie crime. Stando alle visualizzazioni il pubblico sembra entusiasta della scelta. Ecco 4 serie da non perdere tra le più viste.

Un aspetto molto interessante della serie è l’analisi della costruzione di una “narrativa giudiziaria”. Emblematici i passaggi in cui gli avvocati spiegano come raccontare le vicende del proprio assistito davanti alle telecamere. Perché, come ci spiegano nel prologo della docuserie: “la legge non conta, conta trovare una storia”.

Jeffrey Epstein: Filthy Rich

Disturbante e coinvolgente, così potremmo definire questo documentario Netflix a puntate che indaga la vicenda giudiziaria più famosa degli ultimi tempi. 

La docuserie crime racconta una serie di ingiustizie e abusi a catena, non solo quelle perpetrate nei confronti delle giovani vittime costrette da Epstein alla prostituzione, ma anche quelle compiute da avvocati ed esponenti del sistema giudiziario per tentare di mettere a tacere i testimoni.

La serie, diretta da Lisa Bryant, punta i riflettori sulle vittime del finanziere, costruendo un mosaico di racconti tutti spaventosamente simili, con le dovute riflessioni sull’impatto psicologico che le minacce un uomo ricco e potente come Epstein possono avere sulle vittime. Si trattava infatti di minorenni, spesso in condizioni sociali ed economiche precarie, che frequentavano la “sala massaggi” di Epstein in cambio di soldi. Ogni ragazza era indotta a farne arrivare altre, cadendo così all’interno di uno schema “piramidale” di prostituzione.

Ciò che emerge dallla docuserie crime è che l’esposizione mediatica a cui sono state sottoposte le testimoni non ha fatto altro che spostare continuamente il focus da Epstein alle vittime. L’opinione pubblica è stata bombardata di informazioni sul loro passato, sulle condizioni economiche e familiari delle vittime, sui dettagli personali che le hanno spinte a fidarsi del finanziere. E, un passaggio giudiziario dopo l’altro, sono diventate oggetto di un linciaggio pubblico che ha continuato a tormentarle ben oltre la conclusione della vicenda di Epstein.

Conversazioni con un Killer: il caso Bundy

Il documentario a puntate su Ted Bundy racconta la vicenda di uno dei più famigerati serial killer d’America non solo attraverso le immagini del suo processo, ma a partire dalle testimonianze di chi lo ha conosciuto.

La voce narrante della docuserie crime è quella di Stephen G. Michaud, il giornalista che nel 1977, insieme al collega Hugh Aynesworth, registrò una serie di interviste a Ted Bundy cercando di scoprire che tipo di persona ci fosse dietro il profilo di un pluriomicida. I giornalisti hanno raccolto un centinaio di ore di registrazioni e le hanno trascritte in un libro pubblicato nel 1989, su cui Joe Berglinger ha basato l’intera docuserie.

Il documentario riporta la parabola di Bundy, facendo costantemente riferimento al personaggio pubblico che il killer si era cucito addosso. Sempre in cerca di una telecamera per mettere alla prova il suo carisma e le sue capacità comunicative, Ted Bundy ha fatto di se stesso un caso mediatico consegnandosi volontariamente all’immaginario collettivo come una sorta di icona.

Unabomber: In His Own Words

La docuserie Netflix dedicata agli atti terroristici di Ted Kaczynski non si concentra troppo sull’aspetto giudiziario della vicenda, ma costituisce un ottimo punto di partenza per comprenderne il risvolto mediatico. Attraverso interviste e testimonianze, la serie ricostruisce la vita di Kaczynski e tutti i passaggi che lo hanno portato a trasformarsi nel famoso terrorista, compresa la messa a punto della sua personale filosofia nichilista.

L’ultimo episodio della docuserie crime, in particolare, si concentra sulle lettere che Kaczynski inviava alle sue vittime per dichiarare i suoi intenti. Un passaggio interessante dal punto di vista del risvolto pubblico della vicenda è quello che si sofferma sulla pubblicazione del manifesto dal titolo La Società Industriale e il suo futuro. Per evitare ulteriori minacce alla sicurezza nazionale, il Dipartimento di Giustizia accettò la distribuzione del documento sul New York Times e sul Washington Post

Il manifesto di Unabomber e la sua storia continua ancora oggi a suscitare un fascino oscuro nell’immaginario comune: a Kaczynski sono stati dedicati saggi, romanzi, analisi dettagliate di alcuni passaggi ideologici definiti “profezie visionarie”. E la docuserie riesce perfettamente a raccontarci come le teorie di un terrorista-intellettuale si siano diffuse a macchia d’olio in giro per il mondo.

Siete già pronti a cadere nel vortice delle docuserie crime? Siamo sicuri che una volta messi in play queste proposte avrete difficoltà a smettere.

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