A scuola con 37, non 37.5. E la misurazione non spetta alle famiglie

L'opinione del professor Andrea Cristanti che contesta la scelta di far entrare gli alunni che hanno 37.5 di temperatura. Ma anche quella della misurazione fai da te: bisognerebbe farla a scuola, sbagliato lasciarla alle famiglie. E infine su De Laurentiis: il presidente del Napoli ha avuto un atteggiamento irresponsabile.

A scuola con 37, non 37.5. E la misurazione non spetta alle famiglie
Per il professor Andrea Crisanti gli alunni non dovrebbero andare a scuola con una febbre superiore a 37 gradi e la misurazione non deve spettare alle famiglia.


2' di lettura

Dovrebbe essere abbassata la soglia della temperatura corporea per andare a scuola. Non più 37.5, ma 37 gradi centigradi. E’ il consiglio che Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di medicina generale dell’Università di Padova, rivolge al Governo e al Comitato Tecnico Scientifico. «37.5 non è una misura adeguata».

Misurazione fai date. Spessa posizione di De Luca

Quello della temperatura è un tema fondamentale in vista della ormai imminente apertura dell’anno scolastico (in alcune regioni è già partito). Il professore Crisanti torna poi su un tema caro al governatore della Campania, Vincenzo De Luca: a chi spetta la misurazione della temperatura. Il professore è sulla stessa linea del presidente della giunta regionale della Campania.

Sbagliato imporre la misurazione alle famiglia

«E’ una cosa seria – ha dichiarato a Repubblica -, non può essere delegata a otto milioni di famiglie. C’è chi la misura sulla fronte, chi nell’orecchio, chi sulla lingua, chi sotto l’ascella e per di più con termometri diversi».

«E’ assurdo – ha continuato – che siano le famiglie a misurare la febbre. Ognuno farà come vuole. C’è una questione di coerenza: se si tratta di una misura decisiva per la sorveglianza epidemiologica allora deve farla lo Stato, non i singoli cittadini in un caotico fai-da-te».

Ci sono altri sistemi

All’obiezione mossa dal Ministero della Salute e dal Comitato Tecnico Scientifico che per misurare la temperatura a scuola sarebbe servito più spazi, più personale e più tempo, ha risposto: «Esistono sensori elettronici che funzionano senza l’aiuto di alcun tecnico e che misurano la temperatura in pochi istanti, come quelli installati ad esempio negli aeroporti o in molte aziende».

«In Italia – ha anche dichiarato Crisanti, intervenendo alla trasmissione televisiva Agorà – ci sono 9 milioni di casi di influenza e circa 7 milioni di questi casi riguardano la fascia d’età 4-16 anni: il rischio è che distraggano il nostro sistema anti Covid».

Forse anche questo una vaccinazione contro l’influenza potrebbe aiutare. Ma i vaccini sono diventati in Italia, e nel mondo, una questione assai delicata.

De Laurentiis: atteggiamento irresponsabile

Ha infine aggiunto una sua opinione sul caso De Laurentiis, il presidente del Napoli che ha partecipato alla riunione di Lega nonostante avesse i sintomi del Covid. , ha poi aggiunto l’esperto. Crisanti si è poi espresso anche sul caso De Laurentiis.

«Quello del presidente del Napoli – ha dichiarato – è stato un atteggiamento irresponsabile. Una persona che sta male dovrebbe rimanere a casa, specie in queste situazioni, anche perché una persona come lui dovrebbe dare esempio avendo una elevata visibilità».

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