Crisi di governo spiegata facile: Conte cadrà davvero?

Crisi di governo. Il Premier Giuseppe Conte riferisce alla Camera per sondare l'esistenza di una nuova maggioranza. Tutto dipenderà dal voto del Parlamento. Tra gli scenari possibili governo tecnico e ritorno alle urne.

3' di lettura

Nel pieno della pandemia arriva la crisi di Governo. Dopo le dimissione delle ministre e del sottosegretario di Italia Viva, il Premier Giuseppe Conte parla alla Camera per salvare il salvabile. Atteso entro oggi il voto per la fiducia. Gli scenari possibili.

Indice:


Crisi di Governo: i fatti preliminari

Lo scorso mercoledì (13 gennaio 2021) Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha annunciato il ritiro dalla squadra di Governo delle Ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova e del Sottosegretario Ivan Salfarotto. Una crisi di governo aperta in seguito alla rottura sulla gestione della pandemia e l’impiego dei fondi europei con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla gestione della pandemia e l’impiego dei fondi europei.

Una crisi di governo che minaccia di staccare la spina al Conte-bis, se non sarà possibile ottenere una maggioranza in Parlamento. La risposta del Premier non si è fatta attendere, accettando le dimissioni dei Ministre.

Come riportato dal Post, Renzi avrebbe lasciato aperto molti scenari, tra nuove e vecchie maggioranze, sarebbe disposto anche a sostenere un altro esecutivo con Conte al vertice, sempre che cambino i “parametri”. Escluse due possibilità: voto anticipato e accordo con la destra. Al voto, i parlamentari di Italia Viva si asterranno.

Conte alla Camera: crisi del governo parlamentarizzata

Nella giornata di oggi 19 gennaio 2021, il Premier Giuseppe Conte ha pronunciato alla Camera dei Deputati un lungo discorso sull’operato e gli obiettivi del governo, un “ultimo atto” per raccogliere la fiducia necessaria per salvare il Governo.

Sullo sfondo, il dibattito sul futuro del paese giocato sul Recovery fund, ma ancora di più sulle proposte concrete del Recovery plan.

I due interventi in Parlamento, quello di oggi previsto alla Camera e quello di domani al Senato, servono per verificare l’esistenza di una nuova maggioranza che non includa Italia Viva.

Il Premier, in mattinata, ha aperto le porte alle forze politiche da parte liberale, popolare e socialista, con lo scopo di inscriversi nella migliore tradizione europeista e anti-sovranista. Solo dopo il voto di stasera sapremo se il tentativo avrà un seguito.

Scenari possibili

Molto dipenderà dalla prossime ore.

Il primo scenario possibile è quello di un esecutivo di minoranza. Se il Governo ottenesse al maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato allora il Governo sarebbe salvo di fatto. Ma potrebbe rischiare di cadere comunque, reggendosi su numeri così risicati.

In seconda battuta, se il Governo non ottenesse la maggioranza in Senato domani, Conte sarebbe costretto a dimettersi. A questo punto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe aprire le consultazioni per comporre la crisi verificando le disponibilità. A questo punto le ipotesi vanno dal governo tecnico al ritorno alle urne.

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