Crisi di governo, Conte ter o si cambia? Tutti gli scenari

Crisi di Governo. Dopo le dimissioni di Conte, al via le consultazione dei partiti con il Presidente Sergio Mattarella. Conte Ter e gli scenari possibili.

5' di lettura

Crisi di governo. Oggi pomeriggio hanno inizio le consultazioni al Quirinale. Dopo le dimissioni di Conte, possibile Conte Ter, maggioranza Ursula, governo di larghe intese e molto altro. Gli scenari possibili.

Indice:


Crisi di governo: cosa sappiamo

Ieri, martedì 26 gennaio 2021, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rassegnato le sue dimissioni. Anche se il lavori del Governo continuano fino all’insediamento del prossimo, una cosa è certa. La crisi di governo è ora ufficiale.

Iniziano oggi le consultazioni al Quirinale. I rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari delle due Camere si presenteranno al colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, preceduti, nella giornata di oggi, dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati e dal Presidente della Camera Roberto Fico (per consultare il calendario completo delle consultazioni clicca qui).

Lo scopo delle consultazioni è sondare la possibilità di un nuovo governo, e nel caso di risposta affermativa, sostenuto da chi e con quale Premier: “mercoledì pomeriggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella inizierà le consultazioni con cui chiederà ai partiti se sono disposti a sostenere un nuovo governo, e guidato da chi” (il Post)

Resta, di fatto, sullo sfondo la possibilità di tornare alle elezioni se i Partiti non riuscissero a trovare un accordo.

Vediamo, in sintesi, quali sono stati fatti principali di questa crisi di governo, che ha raggiunto la sua ufficialità con le dimissioni di ieri.

  • L’innesco è stato dato dal Senatore Matteo Renzi che ritirato il sostegno di Italia Viva al Governo, annunciando le dimissioni delle (allora) Ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti, oltre che del sottosegretario Ivan Scalfarotto; (ne avevano parlato in questo articolo)

  • Conte ha chiesto, quindi, la fiducia al Parlamento ed è emerso che il Governo non aveva i numeri per governare senza Italia Viva dalla sua parte. Mentre il voto di fiducia alla Camera garantiva un appoggio sufficiente al Governo, così non è stato al Senato, dove Conte ha ottenuto solo una maggioranza relativa basata su alcuni senatori “franchi tiratori”.

Crisi di Governo: le dimissioni di Conte

Ci si potrebbe chiedere, ma perché Conte ha dato le dimissioni? In fondo, se pur risicate, aveva la maggioranza sia al Senato che alla Camera. Il problema è che con quella maggioranza sarebbe diventato praticamente impossibile governare.

In pratica, mancano i numeri in Parlamento (i voti) per andare avanti con i lavori, proprio perché non si sono intere formazioni ma solo alcuni senatori allineati con alcuni obiettivi e non con altri.

Su Pagella Politica, per esempio, si sottolineava il nodo della “relazione Bonfede” prevista per oggi: “Mercoledì 27 gennaio alla Camera – e forse il giorno stesso o il giorno dopo al Senato – il ministro Alfonso Bonafede terrà le sue comunicazioni sulla relazione annuale sulla giustizia” (Pagella Politica). Italia Viva aveva già annunciato che avrebbe votato no. Ma più di tutto, anche i Senatori “sciolti” che hanno votato la fiducia al Governo la scorsa settimana, avrebbero votato sì.

Il Prermier dimissionario ha però giocato d’anticipo. Data l’impossibilità di allargare la maggioranza e avendo numeri instabili in Parlamento, ha optato per le dimissioni. Ora tocca a Mattarella fare chiarezza e soprattutto sintesi.

Crisi di governo: scenari possibili

Occorrerà attendere la fine delle consultazioni per vedere la fine di questa crisi di governo, che arriva in momento complesso e difficile per il paese. Le opzioni sul tavolo sono molte e nessuna è certa, come sembrano ripetere gli esperti e gli osservatori.

Secondo il Sole 24 Ore, sarebbero, essenzialmente, quattro gli scenari possibili a questo punto:

  1. Governo Conte-ter con l’aiuto dei “responsabili”: “Al momento è lo scenario con la più esigua base parlamentare, che impedirebbe addirittura il reincarico”. Servirebbero ben 7 Senatori disponibili a sostenere un nuovo governo, da trovare nelle formai.

  2. Governo con maggioranza allargata. In pratica, un Governo con la stessa maggioranza di prima (PD, LeU, IV e M5S) più un gruppo di “costruttori”: “Il premier potrebbe riuscire a ricucire con Renzi e a costruire una coalizione di cui facciano parte tutti i quattro partiti della vecchia maggioranza (M5s, Pd, Leu e Iv) più la piccola pattuglia dei “volenterosi” “(Il Sole 24 Ore). Ma l’incarico di Premier, in questo caso, potrebbe essere offerto ad un tecnico come Marta Cartabia, Enrico Giovannini e altri.

  3. Governo sorretto da maggioranza Ursula. Si tratterebbe di un Governo, con o senza Conte, sostenuto da PD, M5S e in aggiunta Forza Italia (“Ursula” perché a Bruxelles questi gruppi hanno votato a favore di Ursula Von Der Leyen come Presidente della Commissione Europea, lo spiega il Post). A questa formazione si potrebbero accodare anche +Europa e Azione, ma “Fi nega l’interesse a questa formula che sembrerebbe più plausibile con un altro premier” (Il Sole 24 Ore)

  4. Governo di Unità Nazionale. Una formazione di governo che includerebbe anche l’opposizione su dei temi di larghissimo interesse, come il Recovery plan. Una proposta di Silvio Berlusconi, anche ripresa di Renzi ma che non convince né PD né M5S.

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