Crisi di governo: le pagelle di Diritto e Rovescio

Crisi di governo e pagelle di tutti i protagonisti. Non manca Conte, "Mr Quattro Stagioni", e Casalino "Big Brother" così come Renzi "Mad Max".

6' di lettura

CONTE – Tenta il record con il ter. Alla guida di tre governi nella stessa legislatura con sinistra, destra e centro, in un tutti con tutti, e con gli stessi tutti, contro tutti. Mai nessuno come lui. Nemmeno lui. Che infatti gira, rigira, galleggia e sbatte. Chi di COVID ferisce, di COVID perisce. Gli era già andata di lusso. Non può piovere per sempre, annotava “il corvo”. Non dura molto la fortuna, gli avrà invece opposto l’amato specchio una mattina, quando si è svegliato ed ha trovato Renzi, l’invasor. Senza partigiano che ti porti via, diventa complicato. E lui senza partigiano è. Ciao bello ciao.

Si può giochicchiare a fare il bounty killer fino a quando gli altri non capiscono che la tua è una pistola giocattolo. Se poi non togli nemmeno il tappetto rosso davanti, sono gli altri a giochicchiare con te, e questa volta senza tappetto… Sarà pure un bravo ragazzo, forse, ma la politica è un’altra cosa – QUATTRO STAGIONI.

CASALINO – Da asfaltatore ad asfaltato. Lo aspettava in Parlamento. Lui, Renzi, è passato e ripassato, senza sosta. Lui, Casalino, non l’ha nemmeno visto. È rimasto con l’asfalto sulla pala, solo ad aspettare, nella notte fredda e buia. Ma non è tutto perso: almeno la pala gli servirà – BIG BROTHER

RENZI – Prima e dopo il voto al Senato una buonissima parte lo dava per finito. Altri lo commiseravano. Molti l’avrebbero visto bene al mar, non mediterraneo ma morto. Plurimi dubbi ed una certezza: tutti contro! E spesso, quando li tieni contro, loro, i tuoi ex compagni, è proprio allora che ce la puoi fare. E infatti lui ce la fa. Aggrega una pattuglia di parlamentari, quando conviene a tutti. Li tiene uniti, quando sconviene a tutti. Ma capisce pure che non è aria: si mette nell’angolo, alza i gomiti e para. Tiene duro, non va mai sotto, aspetta…e stappa. Nel marasma ci vuole poco. E lui poco ci mette per affossare il bis, cancellare il ter e passare alla cassa – MAD MAX.

MATTARELLA – Regista dietro la mediana, alla Pirlo quando, palla al piede, danzava, ballava e giocherellava. Vede uno scatto ed un buco in profondità, non ci pensa due volte. E lancia. Manda Conte al Senato. Tutti pensano per dargli una possibilità. Lui, il misericordioso, la possibilità gliela dà, ma per farlo impallinare. E opsss, può capitare. Di non buttarlo giù subito. Ma quando incontra Renzi, gli brillano gli occhi, è una comunione di intenti. Perché lui, Mattarella il regista, vuole lanciare in profondità, per la Legislatura. Con Renzi può. E infatti sempre lui, il misericordioso, dà un’altra possibilità a Conte, mandando Fico a farsi un giro per consultazioni…e così toglierselo definitivamente dalle scatole, certificandone il passaggio a nuova vita. Questa volta non può salvarsi, Conte. E infatti capitola.

Come riesce a lui, il regista, di lanciare, e in profondità…a nessuno. Finalmente adesso si può, adesso si che si può. Adesso la palla va a chi può gestire, dribblare e tirare in porta. E il lancio, difatti, arriverà dritto sui piedi dell’attaccante prescelto, il suo attaccante, quello già intravisto alla distanza e dalla distanza, nel buco difensivo e nelle grazie, guarda caso, anzi senza il caso, dei tre azionisti di maggioranza, i quali o si mangiano questa minestra o si buttano dalla finestra.

È lui la vera luce. È lui il vero top player. È lui il regista da 5 stelle, con l’Italia più che viva e un po’ di salsa pd, dietro la mediana, in una partita con troppi piedi a forma di bottiglia, e nemmeno d’acqua, ma di Peroni – SPIETATO.

ZINGARETTI – Gli puoi alzare quante palle vuoi: lui le guarderà solo cadere. È così, non ci fai niente. “Brave heart”, dalle sue parti, è un film. E la sua maggioranza ha chiuso pure i cinema. D’altra parte lui, il Segretario, non è certo uno studioso, ma la legge di gravitazione universale la conosce bene, è la sua regola di vita. Non ci pensa su due volte. Guarda, assiste e lascia correre gli eventi, secondo schiaccianti regole naturali. Se la mela si stacca e cade, perché intralciare il suo percorso, perché disturbare cotanta naturale bellezza? La doveva solo mettere dentro, lui. Ha pensato, al contrario, che si dovesse lasciarla andar fuori, la palla. E fuori è finita, con tre o quattro rimbalzelli. Senza intoppi. E tutti a guardare. Lasciala correre, è il suo motto. Eppure una volta, almeno i suoi, con quelli dei 5 stelle, se le davano. E di santa ragione. A schiaffi, e in Aula. Bei tempi, quelli, rimembra ancora qualche insuperabile romantico  delle frattocchie. Oggi, al massimo, le prendono. Anzi li spingono, i senatori, non le palle, men che mai in gol, ma solo per farli transumare in altri gruppetti parlamentari, oibó.

Se proprio tocca a noi, muoviamoci e non facciamo niente, avrà pensato in uno dei suoi momenti di frenetica attività politica – NEWTON E LA MELA.

5STELLE – Fofò l’ha portato, e con Fofò se n’è andato. Ogni riferimento a Giuseppi è puramente casuale. Non capita spesso di prenderne due con una fava sola, avrà pensato Mattarella, ancora incredulo per il colpaccio. Di stelle ne hanno viste tante, Di Maio, Grillo & Co., soprattutto quelle che giravano vorticosamente sulla testa di Conte, dopo la botta. Ora è il momento di dimostrare tutto: per quanto ci riguarda, la dichiarazione di guerra è già stata consegnata nelle mani degli ambasciatori della maggioranza, ha chiosato un Crimi senza balcone, né piazza Venezia. Morto un Conte se ne fa un altro. Non con Conte, ovviamente – IMMORTALI.

LEU – LEU? LEU chi? Avevano speranza, hanno perso pure quella. – SPERANZOSI

CENTRODESTRA – Mai in partita, sempre fuori dai giochi, non incidono. Sono confinati nella loro area. Vorrebbero giocare di contropiede, palla lunga e pedalare. Non gli riesce nemmeno quello. Anzi solo la palla lunga, senza contropiede. Ma d’altronde, con i tempi che corrono, e con la destra che vuole fare il centro, palla lunga è, e lunga rimarrà – SPUNTATI.

L’INFORMAZIONE e LA DEA SOCIAL – Prima e dopo il voto al Senato, danno Conte “redivivo” e Renzi “uomo morto che cammina”. Il primo sbanda, perde e lascia. Il secondo vive, vegeta e detta la linea. A loro però, all’informazione ed alla dea social, la perdita di sensi da palo in faccia è un modo per mandare tutto in cavalleria. Passa subito. Perché la benzina non finisce mai, per definizione. E allora accelerano, dimentichi, però, che il peggior sordo, è chi non vuol sentire. E loro non sentono, anzi quando capita camminano anche sulle acque, tronfi di una crisi, da loro stessi definita “grottesca”.

Fosse solo questo, si potrebbe risorgere da sponde limacciose. Il problema è che non vedono nemmeno: insistono sulla crisi, la mettono così, ma anche colì. Non gira. E qualcuno se ne accorge. Tentano allora di moltiplicare i pani ma questa volta gli va male. Non ne parliamo con i pesci. Non ne azzeccano una. Nessuno potrà mai sopportare una crisi in piena pandemia, andavano sostenendo, di qua e di là. Tanto difficile che è stata superata e addirittura nessuno se n’è accorto. D’altronde nell’acqua ormai abbiamo il culo e la crisi è una buona compagna di viaggio.

Ma loro non mollano e continuano ad insistere con la tiritera della crisi al buio, della incomprensibile e del colpevole. Come loro nessuno. Ci azzeccano sempre. A tal punto che la luce, anche questa volta, arriva: Mattarella ci vede e Renzi pure. E con la luce svaniscono anche i colpevoli. Tutto riparte, come prima, più di prima. Tranne loro, vanesi, che continuano a stare al buio – PIPISTRELLI.

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