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Crisi economica: gli italiani rinunciano a bar e ristoranti

Crisi economica, gli italiani rinunciano a bar e ristoranti: in calo i consumi in questi locali, si preferisce mangiare a casa.

di The Wam

Settembre 2022

Crisi economica: gli italiani rinunciano a bar e ristoranti e cambiano le scelte di acquisto. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Si fa a meno di alcune abitudini, non di altre. Si spende di meno, ma non per tutto. Sicuramente non si rinuncia a mangiare bene. Ma a casa: non si avvertono infatti cali per il consumo di alimenti a chilometro zero. Le cose cambiano invece per bar e ristoranti, dove si è già registrata una diminuzione del giro d’affari.

Sull’argomento potrebbe interessarti sapere come risparmiare sulla bolletta (consigli utili); o come ridurre in cucina la bolletta del gas e quali sono i supermercati dove si spende di meno.

Insomma, gli italiani stanno già facendo dei sacrifici, o meglio, rinunciano a mangiare fuori casa (o lo fanno molto meno). Su altre spese si continua come prima, almeno per ora.

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Crisi economica: meno pranzi fuori casa

Il dato più importante sul fronte dei “tagli familiari” riguarda appunto la rinuncia o la riduzione ai pranzi fuori casa. I dati sono stati forniti dal più recente Rapporto Coop. Ebbene, negli ultimi mesi il 68% dei consumatori ha ridotto le spese per mangiare fuori casa. Una sforbiciata che riguarda in particolare ristoranti e bar.

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Crisi economica: risparmi d’autunno

Ma non è tutto: un altro 17% di cittadini ha già dichiarato che frequenterà molto meno questi locali a partire dall’autunno. Come dire: passata l’estate ora bisogna iniziare a ridurre le spese. E le prime a subire una decurtazione sono proprio quelle in bar e ristoranti (che già erano stati penalizzati dai due anni di pandemia).

Crisi economica: due motivi

Su queste scelte pesano due motivazioni, una ovvia, l’altra meno:

La rinuncia potrebbe essere stata imposta anche dall’aumento dei prezzi nei locali, che in alcuni casi è stato anche considerevole.

Crisi economica: ma si vuole mangiare bene

Ma se gli italiani hanno ridotto la frequentazione di bar e ristoranti, non hanno però rinunciato a mangiare bene. I soldi non spesi per andare a pranzare o cenare fuori sono in parte stati reinvestiti per migliorare la qualità del cibo consumato tra le mura domestiche.

Lo conferma, anche in questo caso, il rapporto Coop. Il 50% dei consumatori ha infatti dichiarato che non rinuncerà ad acquistare alimenti di qualità (e di sicura provenienza) nonostante l’aumento dei prezzi.

Questa tendenza a prediligere alimenti qualitativamente migliori era già stata evidenziata nei mesi scorsi. In pratica: mangio meno, mangio meglio. Si rinuncia quindi con maggiore facilità a prodotti industriali, prestando una maggiore attenzione alla qualità degli ingredienti e delle materie prime.

Anche in questo caso sono i dati del rapporto a parlare chiaro:

Crisi economica: il piacere di cucinare

Il piacere di cucinare a casa con ingredienti di sicura provenienza è stata una consuetudine che si è diffusa e molto durante i mesi di lockdown. È stato quindi più semplice replicare la stessa abitudine ora che si potrebbe andare tranquillamente a cenare fuori, ma la situazione economica consiglia di ridurre le spese.

Insomma siamo passati dall’obbligo di cenare in casa, alla scelta. La conseguenza per i ristoranti ei bar è comunque sempre la stessa: un calo netto del fatturato.

Oltretutto la passione per la cucina è cresciuta negli ultimi anni (e non solo nel nostro Paese). Complici i molti programmi televisivi e le decine e decine di canali youtube. Gli italiani si divertono a sperimentare nuovi piatti utilizzando degli ingredienti di qualità e condividere il risultato sui social.

Un cambio di atteggiamento piuttosto rilevante: potrebbe di fatto ridurre in modo definitivo l’abitudine di molti a mangiare fuori. O meglio: a diminuire il numero di volte in cui si decide di andare al ristorante. I segnali portano tutti in quella direzione.

Crisi economica: meno piatti già pronti

C’è dunque una maggiore attenzione e più tempo dedicato alla cucina. Gli italiani lo hanno scoperto durante la pandemia e non sono più tornati indietro. La conferma arriva da un altro dato: c’è stato un calo evidente nella vendita dei piatti già pronti. Siamo nell’ordine del 50%. Una riduzione davvero consistente.

Insomma: gli italiano sono tornati a prepararsi da soli quello che si mangiano.

Per una questione economica, ma anche legata alla qualità di quello che si consuma.

Crisi economica: gli italiani rinunciano a bar e ristoranti

Crisi economica: alimenta senza…

L’altro calo evidente riguarda l’acquisto di prodotti alimentari che non contengono alcuni elementi come zucchero, glutine, lattosio e così via. Negli ultimi anni c’era stato un incremento costante nell’acquisto di questi prodotti. L’espansione si è fermata. Le ragioni in questo caso possono essere due:

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