Solofra. Salviamo il polo conciario in crisi: sit in alla Regione

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La crisi del polo industriale di Solofra è grave, ma non irreversibile. E’ strutturale, ma superabile. Se tutte le parti in campo decidessero di affrontare insieme tutte le questioni sul campo. E avviare progetti che siano puntati con forza su nuove tecnologie, eco compatibilità, economia circolare, ammodernamento della rete fognaria industriale, impianto di depurazione e corretto utilizzo della rete idrica.

Sono le basi per avviare un discorso che coinvolga industriali, parti sociali, enti locali, provinciali e regionali. Lo ribadiscono con forza la Filctem Cgil e la Femca Cisl in una nota che analizza nel dettaglio la situazione del polo industriale. Palesemente in crisi, ma che potrebbe riconquistare una sua centralità e ritornare a concorrere con decisione sui sempre più complessi mercati globali.

Cala la produzione, calano gli assunti

“I primi 8 mesi del 2019 – scrivono i segretari generali Femca Cisl, Giovanni Esposito, e Felctem Cgil, Carmine De Maio – sono caratterizzati ancora con il segno negativo. Si sono registrate ulteriori riduzioni di posti di lavoro per la chiusure di diverse imprese conciarie. Soprattutto i terzisti, aggravando il già pesante impatto sociale sul territorio. Il dato che, come Filctem Cgil e Femca Cisl , ci preoccupa per la tenuta del Distretto è la considerevole diminuzione della produzione, caratterizzata da piccoli ordinativi e altalenanti. Il fenomeno sta riducendo l’attività lavorativa non riuscendo più a garantire la piena occupazione. Nel distretto il lavoro sta assumendo i contorni della stagionalità, mettendo in crisi anche aziende storiche che già a luglio hanno attivato gli ammortizzatori sociali, che coinvolgono circa 150 lavoratori e lavoratrici evitando ulteriori licenziamenti. Il trend negativo – continua la nota – sta impattando pesantemente sulle aziende che lavorano in conto terzi, che pur di non perdere gli appalti riducono i margini di profitto con una corsa al ribasso, comprimendo i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Il punto zero del distretto conciario

“Riteniamo – aggiungono i sindacati – che il distretto Conciario stia arrivando al punto zero. Servono progetti con una visione di distretto, incentrati sulle nuove tecnologie, eco compatibilità, economia circolare, tenendo come pilastro fondamentale l’ammodernamento delle rete fognaria industriale, dell’impianto di depurazione, e il corretto utilizzo delle risorse idriche. Superare definitivamente la mancanza di una prospettiva e di una collaborazione comune tra tutti gli operatori del distretto. Soltanto attraverso una operazione di verità e collaborazione tra istituzioni, conciatori e parti sociali si potrà tentare di invertire le sorti e l’immagine di questo distretto. Perché nonostante tutto riteniamo che ci sono ancora ampi margini di ripresa e di rilancio delle attività conciarie in quanto il momento storico offre grande opportunità da cogliere”.

Subito un percorso condiviso

“Come Sindacati da tempo stiamo cercando di attivare ed innescare un percorso condiviso attraverso proposte ed iniziative con il coinvolgimento di tutti gli attore presenti sul territorio operatori economici, comuni. Enti, istituzioni, università, stazione sperimentale, invitalia per cogliere tutte le opportunità incentivi, finanziamenti, contratti di sviluppo, utilizzando sia i fondi appostati per le aree di crisi complesse che dell’eventuale ZES. Soltanto che continuiamo ad assistere ad azioni isolate a dichiarazioni estemporanee senza lavorare ad un progetto condiviso come da noi più volte richiesto attraverso la convocazione del tavolo distrettuale per elaborare una strategia comune sul futuro del distretto. Confidiamo che vengano messe da parte tutte le questioni personali e finalmente la politica delle municipalità distrettuali facciano fronte comune per il bene dei cittadini dei lavoratori e dei territori”.

“Come Filctem CGil e Femca Cisl in virtù delle dichiarazioni rese dai politici di Solofra e Montoro dichiariamo la nostra disponibilità si da subito ad organizzare il tavolo distrettuale ed eventualmente tutti insieme Comuni, associazioni, cittadini, lavoratori forze economiche e politiche, un sit in/manifestazione presso la regione Campania al fine di porre la basi per risolvere definitivamente tutte le problematica ambientali presenti sul territorio, perché non c’è più tempo da perdere”.

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