Cucina: tra genio e follia, la ricetta degli speculoos olandesi

Parlando di arte e follia, passiamo alla cucina. Ecco la ricetta degli speculoos, tipico piatto olandese.

6' di lettura

«Ciò che il mondo chiama genio è lo stato di malattia mentale che nasce dal predominio indebito di alcune facoltà della mente. Le opere di tale genio non sono sane, e riflettono sempre la demenza mentale generale» – Edgar Allan Poe.

Vincent Van Gogh visse tra crisi allucinatorie, attacchi epilettici, depressione e confusione mentale. Jackson Pollock percorse tutta la vita sulla strada dell’autodistruzione, in una parabola di eccessi consumata tra alcol e psicofarmaci, culminata in un incidente d’auto a soli 44 anni. Virginia Woolf, da sempre tormentata da dubbi esistenziali ed episodi di bipolarismo, si suicidò. Yves Saint Laurent affermò di essere nato con una “depressione nervosa”  che spesso riportò nei suoi disegni. Robin Williams, dietro l’apparente indole pacifica, celava terribili fantasmi della sua mente.

Anime tormentate

Da sempre affascinata dagli animi tormentati, ho scoperto che sin dall’antichità greca era diffuso lo stereotipo secondo cui molti uomini grandiosi fossero caratterizzati da personalità disturbate, melanconiche e depressive.

Per molto tempo questa teoria ha trovato solamente una conferma empirica nel fatto che moltissimi artisti, dal Medioevo al Rinascimento, dal Positivismo fino alle Avanguardie del Novecento, hanno condotto stili di vita tormentati e sono stati soggetti a tendenze maniaco-depressive. In alcuni casi si è ipotizzato che la follia rendesse l’uomo più creativo, in altri che fosse l’arte stessa a portare questi individui a sviluppare tendenze psicotiche.

Tra i primi studi scientifici che confermano il legame tra genio e follia, tra creatività artistica e patologie mentali, vi è quello condotto nel 2009 dallo psichiatra ungherese Szabolocs Kèri presso la Semmelweis University di Budapest.

La ricerca si incentrò su un’indagine genetica riguardante il gene neurotropina 1, responsabile di diversi processi cerebrali tra cui lo sviluppo ed il rafforzamento delle connessioni neuronali.

Ai volontari che si sottoposero all’esperimento fu presentato un questionario basato su domande inusuali e bizzarre (ad es: “se le nuvole avessero avuto delle corde lunghe fino a toccare terra, che cosa sarebbe successo”), e a seconda dell’originalità delle risposte venne misurato il loro livello di creatività.

Neurotropina e arte

Al termine di questa parte del test venne effettuato un prelievo del sangue per verificare la concentrazione di neurotropina 1 nel loro organismo. I risultati dimostrarono che nei soggetti in cui era presente una mutazione di questo gene, era presente una maggiore tendenza artistica.

Inoltre, la presenza di questa variazione genetica porta con sé un rischio più elevato di sviluppare disturbi mentali come schizofrenia, sindrome bipolare o depressione.

Tanti altri sono stati gli studi scientifici che si sono susseguiti nel corso degli anni, tutti intenti a dimostrare l’importante correlazione tra le anomalie nei processi cognitivi di persone affette da schizofrenia e disturbo bipolare e la maggiore probabilità per queste persone di essere artisti.

Ho sempre creduto che dietro la genialità e la creatività ci fosse un mondo nascosto, una mente turbata ed irrequieta. Non per forza è necessario essere grandi artisti; spesso basta una forte emotività, una sensibilità spiccata che sfocia in desiderio di scrivere, suonare, recitare.

Non parlo di chi ambisce alla “tv spazzatura” per la sola smania di visibilità, ma mi riferisco a coloro che trasformano la loro interiorità in attività creativa. Si ritiene poi che si celi genialità anche dietro coloro che dormono poco.

Dormi poco. Perdi colpi?

Einstein, per esempio, dormiva due ore per notte e la sua mente era sempre fresca e brillante. In base ad alcuni studi, sembra provato che il cervello, se non riposa a dovere, cominci a perdere colpi.

Esistono però persone che hanno una minore necessità di dormire, sono i cd. “dormitori brevi”, cioè coloro che pur dormendo regolarmente meno di 5 ore a notte, sono sempre in perfetta forma.

Questo non significa che chi dorme di più è meno intelligente, ma solo che molte persone vulcaniche sono così assorbite dal loro produrre ragionamenti che, una volta a letto, proseguono a mente lucida ragionando, ragionando e ri-ragionando, fino a fare le ore piccole.

Van Gogh e cucina

Anche il mondo culinario ha il suo lato artistico. Molto spesso, cibo e arte si confondono, si mescolano. Entrambi hanno la sensualità che è insita nella capacità creativa, l’eccitazione del momento in cui si viene colti da un’ispirazione che poi diverrà piacere, per gli occhi o per le papille gustative.

Nato in Olanda e considerato il “pittore malato” per eccellenza, Van Gogh si portava dietro il “male di vivere”, dovuto forse ad un’esasperata sensibilità, che si rivelò tanto geniale quanto mostruosa e che lo condusse alla morte.

È pensando a lui che mi sono appassionata e successivamente documentata su questo argomento ed è ispirandomi alla sua terra che oggi vi propongo una ricetta dolce, dei biscotti croccanti e aromatici caratterizzati da un color nocciola dato dalla presenza nell’impasto di diverse spezie tra le quali spicca la cannella.

L’origine del loro nome è molto discussa: alcuni sostengono che derivi dal latino species ovvero spezie, altri sostengono che la parola speculoos derivi dagli stampi di legno usati per questi biscotti, sui quali vengono intagliate le sagome di personaggi della tradizione che, con una leggera pressione, vengono “incisi” sulla pasta del biscotto “specularmente” appunto.

La ricetta del giorno

Ingredienti (per circa 20 biscotti):

N.B. Non è necessario avere gli stampi adatti, basterà dare loro la forma di semplici biscotti.

  • 250 gr di farina 00
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 100 gr di burro freddo a pezzetti
  • 52 gr di acqua
  • 1 pizzico di pepe nero macinato
  • 10 gr di cannella in polvere
  • 1 gr di bicarbonato
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 2 gr di chiodi di garofano in polvere

Preparazione:

Per preparare i biscotti speculoos, iniziamo ponendo in un mixer la farina e il burro freddo tagliato a pezzetti, frulliamo fino ad ottenere una consistenza sabbiosa.

Mettiamo il composto ottenuto su una spianatoia, aggiungiamo lo zucchero di canna e mescoliamo il tutto con le mani, dando alle farine la classica forma a fontana.

Uniamo il pepe nero macinato (2 grammi circa) e i chiodi di garofano in polvere, poi la noce moscata grattugiata e il bicarbonato e per finire la cannella.

Versiamo sulla fontana l’acqua e impastiamo con le mani fino ad ottenere un panetto compatto. Avvolgiamolo nella pellicola e lasciamo riposare in frigorifero almeno per 3-4 ore (oppure anche tutta la notte), in modo che l’impasto si compatti e le spezie possano permeare meglio e rilasciare il loro aroma.

Trascorso questo tempo, prendiamo il panetto, ammorbidiamolo un po’ con le mani, e stendiamolo su una spianatoia leggermente infarinata aiutandoci con il matterello.

Otteniamo una sfoglia spessa circa 3-4 mm e con una formina per biscotti del diametro di 6,5 centimetri per 4 centimetri ricaviamo gli speculoos.

Raccogliamo i ritagli di impasto, impastiamo nuovamente e molto velocemente e torniamo a tirare la pasta per ottenere gli altri biscotti: così facendo otterremo circa 20 pezzi.

Man mano disponiamo i biscotti su una leccarda rivestita con carta forno. Prima di cuocerli è preferibile farli riposare per 5-10 minuti in frigorifero in modo che conservino la forma. Dopodiché cuociamoli in forno preriscaldato in modalità statica a 180° per circa 15 minuti.

Sforniamo i biscotti e lasciamoli raffreddare completamente su una gratella. I nostri speculoos sono pronti per essere mangiati!

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