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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: è allarme

Cyber attacchi dalla Russia all'Italia: è l'allarme, a lanciarlo l'Agenzia nazionale per la Cybersicurezza, potrebbero iniziare già oggi.

di The Wam

Marzo 2022

Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: è l’allarme. A lanciarlo è l’Agenzia nazionale per la Cybersicurezza. Sotto accatto informatico ci potrebbero essere le infrastrutture strategiche del Paese. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: conseguenza inevitabile

Siti governativi, ma anche quelli che gestiscono la produzione industriale e i servizi.

Era una delle più prevedibili conseguenze della guerra che si sta combattendo in Ucraina. Una risposta del Cremlino alle super sanzioni economiche disposte dall’Occidente.

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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: guerra ibrida

Quella digitale è parte rilevante della guerra nel XXI secolo, quella cosiddetta ibrida. Non solo bombe e carri armati, si combatte anche nel cyberspazio. Con conseguenze che sono potenzialmente molto serie.

Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: l’Agenzia nazionale

L’allarme parte da oggi. Ma i timori di una cyberguerra si alimentano da giorni.

Ieri pomeriggio la conferma. Una nota dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza ritiene molto probabile che già da oggi potrebbero arrivare i primi segnali di una guerra informatica che sta per colpire il nostro Paese e ovviamente gran parte delle nazioni europee.

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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: attacco ai sistemi vitali

Per l’Agenzia rischiano di essere mandate in tilt le strutture informatiche che gestiscono gli enti governativi e i servizi per i cittadini.

Ovviamente nessuno è in grado di predire la portata dal cyberattacco e neppure quanti e quali disagi potrebbe provocare. Potenzialmente rischiano di essere bloccati sistemi vitali per il nostro Paese, dalla distribuzione di energia agli ospedali. Senza dimenticare l’ovvio: l’apparato militare.

Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: cosa possono colpire

Ma questi attacchi potrebbero avere conseguenze molto pesanti sui nostri sistemi in ogni settore.

I malware sono capaci di provocare blocchi temporanei o permanenti con ripercussioni serie sulla popolazione.

Le infrastrutture più fragili nel settore civile sono quelle che producono e trasportano l’energia elettrica. Gli hacker russi potrebbero interrompere quasi tutte le attività, dalla produzione al consumo.

Ma a rischio c’è anche la rete dei trasporti e delle mobilità: porti, aeroporti, autostrade, ferrovie.

Possono essere colpite tutte le infrastrutture di telecomunicazione, dai satelliti ai ripetitori, a partire dalla rete di cavi e server che consentono la connessione.

Senza dimenticare la protezione dei dati, che potrebbe essere aggirata causando gravi problemi all’infrastruttura finanziaria e industriale.

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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: come WannaCry

Tra i timori c’è anche quello di trovarsi di fronte a un nuovo WannaCry, un codice malevolo che è stato responsabile di epidemia su larga scala nel maggio 2017. Nei giorni dell’attacco si contarono oltre 230.000 computer infetti in 150 paesi, con enormi danni a settori critici.

L’altro scenario possibile è quello di attacchi mirati al nostro Paese, comprese campagne di spionaggio sul nostro governo e gli alleati della Nato. Si tratta in questo caso di operazioni di intelligence condotte da gruppi Apt russi (advanced persistent threat) che operano all’interno dell’apparato militare russo (Gru): operazione che sono assai difficili da individuare.

A rischio anche, è ovvio, le aziende e le organizzazioni che hanno rapporti con imprese ed entità ucraine, oltre al nostro apparato diplomatico.

In caso di guerra chi viene chiamato alle armi

Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: il vademecum

Gli esperti del Csirt (Computer Security Incident Response Team Italia), ha realizzato un sito con pagine che sono dedicate proprio al conflitto che si sta combattendo in Ucraina. Sono stati definiti dei protocolli in caso di aggressione.

Ovvero cosa fare e cosa non fare per evitare il più possibile di subire un cyberattacco e come difendere le infrastrutture digitali nazionali.

Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: misure organizzative

Per gli esperti del Csirt i vettori principali dai quali si potrebbe originare un assalto informatico possono essere diversi:

Queste sono le misure organizzative e procedurali

L’Italia può partecipare a una guerra?

Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: misure tecniche

Queste invece le misure tecniche

Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: contattare il Csirt

Gli esperti hanno chiesto maggiore attenzione alle persone che operano in queste delicate strutture tecnologiche. E quindi il vademecum è rivolto in particolare a loro. Comportamenti difensivi sono sempre una buona arma, anche in tempi di pace, ora diventano una necessità.

Sono molte infatti le infrastrutture che rischiano di essere e colpite e bloccate dalle linee d’attacco informatico russo. Il Cremlino (a dire il vero anche l’Occidente) ha a disposizione reparti che da anni lavorano su questo terreno.

Gli esperti del Csirt hanno anche consigliato, a chi si trovasse al centro di questi cyber attacchi di informare subito il Csirt con un form che è online.

La guerra informatica fa parte ormai delle strategia di attacco di tutte le guerre combattute negli ultimi anni. Non fa vittime, come le bombe, ma ha il potenziale per mettere in ginocchio un Paese.

Lo scorso anno un gruppo di hacker ha messo fuori usa una centrale elettrica statunitense lasciando al buio per diversi giorni milioni di persone.

La situazione si è risolta solo dopo il pagamento di un riscatto ai pirati informatici.

Ma quella non era una guerra, solo un’azione criminale.

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