Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: è l’allarme. A lanciarlo è l’Agenzia nazionale per la Cybersicurezza. Sotto accatto informatico ci potrebbero essere le infrastrutture strategiche del Paese. - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: conseguenza inevitabile
Siti governativi, ma anche quelli che gestiscono la produzione industriale e i servizi.
Era una delle più prevedibili conseguenze della guerra che si sta combattendo in Ucraina. Una risposta del Cremlino alle super sanzioni economiche disposte dall’Occidente.
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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: guerra ibrida
Quella digitale è parte rilevante della guerra nel XXI secolo, quella cosiddetta ibrida. Non solo bombe e carri armati, si combatte anche nel cyberspazio. Con conseguenze che sono potenzialmente molto serie.
Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: l’Agenzia nazionale
L’allarme parte da oggi. Ma i timori di una cyberguerra si alimentano da giorni.
Ieri pomeriggio la conferma. Una nota dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza ritiene molto probabile che già da oggi potrebbero arrivare i primi segnali di una guerra informatica che sta per colpire il nostro Paese e ovviamente gran parte delle nazioni europee.
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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: attacco ai sistemi vitali
Per l’Agenzia rischiano di essere mandate in tilt le strutture informatiche che gestiscono gli enti governativi e i servizi per i cittadini.
Ovviamente nessuno è in grado di predire la portata dal cyberattacco e neppure quanti e quali disagi potrebbe provocare. Potenzialmente rischiano di essere bloccati sistemi vitali per il nostro Paese, dalla distribuzione di energia agli ospedali. Senza dimenticare l’ovvio: l’apparato militare.
Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: cosa possono colpire
Ma questi attacchi potrebbero avere conseguenze molto pesanti sui nostri sistemi in ogni settore.
I malware sono capaci di provocare blocchi temporanei o permanenti con ripercussioni serie sulla popolazione.
Le infrastrutture più fragili nel settore civile sono quelle che producono e trasportano l’energia elettrica. Gli hacker russi potrebbero interrompere quasi tutte le attività, dalla produzione al consumo.
Ma a rischio c’è anche la rete dei trasporti e delle mobilità: porti, aeroporti, autostrade, ferrovie.
Possono essere colpite tutte le infrastrutture di telecomunicazione, dai satelliti ai ripetitori, a partire dalla rete di cavi e server che consentono la connessione.
Senza dimenticare la protezione dei dati, che potrebbe essere aggirata causando gravi problemi all’infrastruttura finanziaria e industriale.
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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: come WannaCry
Tra i timori c’è anche quello di trovarsi di fronte a un nuovo WannaCry, un codice malevolo che è stato responsabile di epidemia su larga scala nel maggio 2017. Nei giorni dell’attacco si contarono oltre 230.000 computer infetti in 150 paesi, con enormi danni a settori critici.
L’altro scenario possibile è quello di attacchi mirati al nostro Paese, comprese campagne di spionaggio sul nostro governo e gli alleati della Nato. Si tratta in questo caso di operazioni di intelligence condotte da gruppi Apt russi (advanced persistent threat) che operano all’interno dell’apparato militare russo (Gru): operazione che sono assai difficili da individuare.
A rischio anche, è ovvio, le aziende e le organizzazioni che hanno rapporti con imprese ed entità ucraine, oltre al nostro apparato diplomatico.
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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: il vademecum
Gli esperti del Csirt (Computer Security Incident Response Team Italia), ha realizzato un sito con pagine che sono dedicate proprio al conflitto che si sta combattendo in Ucraina. Sono stati definiti dei protocolli in caso di aggressione.
Ovvero cosa fare e cosa non fare per evitare il più possibile di subire un cyberattacco e come difendere le infrastrutture digitali nazionali.
Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: misure organizzative
Per gli esperti del Csirt i vettori principali dai quali si potrebbe originare un assalto informatico possono essere diversi:
Queste sono le misure organizzative e procedurali
- Verifica della consistenza e disponibilità offline dei backup necessari al rispristino in particolare dei servizi di core business.
- Identificazione dei flussi informativi e delle componenti direttamente interconnesse con partner e/o localizzate presso reti ucraine.
- Implementazione di una zona demilitarizzata (demilitarized zone – DMZ) per le connettività Business-to-Business (B2B)
- Identificazione degli asset critici per lo svolgimento delle principali attività (e.g. processi di business).
- Applicazione del principio di privilegio minimo (least privilege) per i sistemi con relazioni di trust e/o con la possibilità di accesso da remoto.
- Incremento delle attività di monitoraggio e logging.
- Aggiornamento dei piani di gestione degli incidenti cyber in base alle eventuali modifiche architetturali introdotte.
- Creazione, aggiornamento, mantenimento ed esercizio periodico di capacità di incident response, di un piano di continuità operativa e resilienza in caso di perdita di accesso o controllo di un ambiente informatico (IT) e/o operativo (OT).
- Designazione di un team di risposta alle crisi con i principali punti di contatto, ruoli/responsabilità all’interno dell’organizzazione, inclusi tecnologia, comunicazioni, legal e continuità aziendale.
- Assicurare la disponibilità del personale chiave, identificare i mezzi necessari a fornire un supporto immediato per la risposta agli incidenti.
- Esercitare il personale nella risposta agli incidenti informatici assicurandosi che tutti i partecipanti comprendano i loro ruoli e compiti specifici.
- Prestare particolare attenzione alla protezione degli ambienti cloud prima di trasferire file rilevanti per le attività della propria organizzazione. Inoltre, si raccomanda di utilizzare i controlli di sicurezza resi disponibili dalle piattaforme cloud.
- Incrementare le attività di info-sharing con le strutture di sicurezza informatica con particolare riferimento allo Csirt Italia.
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Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: misure tecniche
Queste invece le misure tecniche
- Prioritizzazione delle attività di patching dei sistemi internet-facing.
- Verifica delle interconnessioni tra la rete IT e le reti OT prediligendo la massima segregazione possibile tra le stesse.
- Monitoraggio degli account di servizio e degli account amministrativi per rilevare eventuali attività anomale.
- Monitoraggio dei Domain Controller, in particolare gli eventi Kerberos TGS (ticket-granting service), al fine di rilevare eventuali attività anomalie.
- Ricerca di processi e/o esecuzione di programmi da linea di comando che potrebbero indicare il dump di credenziali, in particolare monitorando i tentativi di accesso o di copia del file ntds.dit da un Domain Controller.
- Monitoraggio dell’installazione di software di trasferimento file quali FileZilla e rclone, nonché dei processi associati agli strumenti di compressione o archiviazione.
- Monitoraggio del traffico di rete analizzando picchi anomali nella connettività di rete in uscita, in particolare verso destinazioni inusuali quali provider VPS e VPN, nonché la rete TOR.
- Prioritizzare le analisi a seguito di individuazione di codice malevolo (es. Cobalt Strike e webshell).
- Assicurarsi che tutti gli accessi remoti richiedano l’autenticazione a più fattori (MFA), in particolare per servizi VPN, portali aziendali rivolti verso l’esterno (extranet) e accesso alla posta elettronica (es. OWA o Exchange Online).

Cyber attacchi dalla Russia all’Italia: contattare il Csirt
Gli esperti hanno chiesto maggiore attenzione alle persone che operano in queste delicate strutture tecnologiche. E quindi il vademecum è rivolto in particolare a loro. Comportamenti difensivi sono sempre una buona arma, anche in tempi di pace, ora diventano una necessità.
Sono molte infatti le infrastrutture che rischiano di essere e colpite e bloccate dalle linee d’attacco informatico russo. Il Cremlino (a dire il vero anche l’Occidente) ha a disposizione reparti che da anni lavorano su questo terreno.
Gli esperti del Csirt hanno anche consigliato, a chi si trovasse al centro di questi cyber attacchi di informare subito il Csirt con un form che è online.
La guerra informatica fa parte ormai delle strategia di attacco di tutte le guerre combattute negli ultimi anni. Non fa vittime, come le bombe, ma ha il potenziale per mettere in ginocchio un Paese.
Lo scorso anno un gruppo di hacker ha messo fuori usa una centrale elettrica statunitense lasciando al buio per diversi giorni milioni di persone.
La situazione si è risolta solo dopo il pagamento di un riscatto ai pirati informatici.
Ma quella non era una guerra, solo un’azione criminale.