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Da cosa dipende la somma della pensione: tutti i fattori

Da cosa dipende la somma della pensione? Ecco tutti i fattori e i sistemi di calcolo che influenzano l'importo della pensione.

di Carmine Roca

Ottobre 2022

Da cosa dipende la somma della pensione? Ecco tutti i fattori che la influenzano (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Da cosa dipende la somma della pensione: sistemi di calcolo

Da cosa dipende la somma della pensione? Sono diversi i fattori che influenzano l’importo della pensione.

Prima di elencarli è necessario chiarire che la pensione può essere calcolata con tre sistemi differenti: retributivo, contributivo e misto.

Il sistema retributivo tiene conto dei contributi versati entro il 31 dicembre 1995, mentre con il sistema contributivo si calcolano i contributi maturati dal 1° gennaio 1996.

Può anche accadere (e oggi è molto frequente) che un lavoratore o una lavoratrice abbia versato contributi prima e dopo il 1996. In questo caso la pensione si calcola col sistema misto.

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Questo tipo di sistema si basa su entrambi i regimi: retributivo per i contributi fino al 1995, contributivo per i contributi versati dal 1996. Nel caso in cui un lavoratore o una lavoratrice abbia versato più di 18 anni di contributi entro il 1995, il sistema retributivo viene prolungato fino al 31 dicembre 2011.

I tre sistemi, dunque, prevedono altrettante modalità di calcolo e la presenza di alcuni fattori che incidono sulla misura dell’assegno. Ne parleremo nei prossimi paragrafi.

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Da cosa dipende la somma della pensione: sistema retributivo

Da cosa dipende la somma della pensione? Abbiamo visto che il nostro ordinamento prevede tre diversi sistemi di calcolo della pensione: retributivo, contributivo e misto. Ma quali sono i fattori che influenzano la misura della pensione?

Prendiamo in esame il sistema retributivo. In questo caso i valori da tenere in considerazione sono tre: gli anni di contributi versati, la retribuzione e l’aliquota del 2%. Per ogni anno di lavoro soggetto a contribuzione, la regola generale riconosce il 2% della retribuzione pensionabile fino a un massimo di 40 anni di contributi.

Scopri che pensione prenderai con uno stipendio da 1.000 a 2.000 euro.

Questa percentuale si applica sulla media delle ultime retribuzioni. Ad esempio, un lavoratore che ha guadagnato 28.000 euro l’anno e ha maturato 40 anni di contributi, riceverà una pensione pari all’80% (2% per 40 anni) della sua retribuzione, quindi 22.400 euro lordi all’anno, circa 1.750 euro lordi al mese, circa 1.400 euro netti di pensione al mese.

Attenzione, però: questo sistema di calcolo, attualmente, è quasi in disuso dopo l’introduzione del regime contributivo e del sistema di calcolo misto.

Da cosa dipende la somma della pensione: sistema contributivo

Da cosa dipende la somma della pensione? Chi ha lavorato a partire dagli anni Sessanta fino a metà anni Novanta ha guadagnato una pensione sicuramente più alta rispetto a chi ha iniziato un’attività lavorativa negli anni Duemila.

Questo perché il sistema contributivo è più penalizzante rispetto al sistema retributivo, poiché tiene conto soprattutto dei contributi versati. Con questa crisi del mondo del lavoro, con carriere discontinue e buchi contributivi, i 30enne e i 40enni di oggi godranno di una pensione di importo inferiore rispetto a quella percepita dai loro genitori.

Il sistema di calcolo contributivo tiene conto di 5 fattori (l’età del lavoratore, i contributi versati, la retribuzione, il montante contributivo e il coefficiente di trasformazione) e si applica sui contributi versati interamente dal 1° gennaio 1996.

Prendiamo come esempio un lavoratore di 67 anni, prossimo alla pensione di vecchiaia con 26 anni di contributi versati tutti dal 1996 ad oggi. La sua retribuzione media è di 27.000 euro lordi all’anno.

Abbiamo i parametri per individuare il montante contributivo, che è l’insieme degli importi accantonati a ogni anno di lavoro. Un lavoratore dipendente, di norma, mette da parte il 33% della sua retribuzione.

Dunque il 33% di 27.000 euro è 8.910 euro che moltiplicato per 26 anni di contributi ci dà come risultato 231.660 euro, ovvero l’importo del montante contributivo.

Su questo valore incide il coefficiente di trasformazione. Parliamo di quei valori percentuali che si applicano al calcolo delle pensioni con il sistema contributivo o, come vedremo in seguito, per il calcolo della quota contributiva per il sistema misto.

Queste aliquote variano in base all’età del futuro pensionato e vengono aggiornate ogni 3 anni con l’adeguamento dell’età pensionabile rispetto alle aspettative di vita.

Quelle del 2022 sono le seguenti:

Tornando al nostro esempio, il coefficiente di trasformazione di un lavoratore di 67 anni è 5,575%. Il 5,575% di 231.660 euro (montante contributivo) è 12.915 euro, l’importo lordo di un anno di pensione. Diviso per 13 mensilità è pari a 993 euro lordi al mese, circa 750 euro netti al mese.

Da cosa dipende la somma della pensione
Da cosa dipende la somma della pensione?

Da cosa dipende la somma della pensione: sistema misto

Da cosa dipende la somma della pensione? Abbiamo visto che c’è un altro sistema di calcolo, molto utilizzato negli ultimi anni: il sistema misto.

Il sistema misto è strutturato su due quote: la prima calcolata con le regole del sistema retributivo per i contributi versati fino al 31 dicembre 1995; la seconda con quelle del sistema contributivo per i contributi versati dal 1° gennaio 1996.

Di conseguenza, per calcolare la pensione col sistema misto avremo bisogno: dell’età del pensionato, dell’importo della sua retribuzione, dell’aliquota del 2%, degli anni di contributi versati prima e dopo il 1996, del coefficiente di trasformazione e del montante contributivo.

Prendiamo come esempio un lavoratore di 67 anni, pronto ad accedere alla pensione di vecchiaia con 46 anni di contributi versati, di cui 20 anni prima del 1996 e gli altri 26 anni dopo il 1996.

La prima quota si calcola con le regole del sistema retributivo. Avendo il nostro lavoratore maturato più di 18 anni entro il 31 dicembre 1995 avrà diritto alla proroga del regime retributivo fino ai contributi versati entro il 31 dicembre 2011. Quindi 36 anni di contributi si calcolano col sistema retributivo.

L’aliquota del 2% moltiplicata per 36 anni di contributi (72%) incide sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni (ad esempio 28.000 euro). Quindi, il 72% di 28.000 euro è 20.160 euro, l’importo della prima quota.

La seconda quota si calcola con le regole del sistema contributivo. I 10 anni rimasti da calcolare dal 2012 al 2022 costituiranno il montante contributivo. Il 33% di 28.000 euro (retribuzione) è 9.240 per 10 anni di contributi è 92.400 euro.

Su questo valore incide il coefficiente di trasformazione del 5,575%, che ci darà l’importo della seconda quota: 5.151,30 euro.

Ora sommiamo le due quote (20.160 e 5.151,30 euro) per avere un anno di pensione lorda: 25.311,30 euro. Diviso per 13 mesi è pari a circa 1.950 euro lordi di pensione, circa 1.650 euro netti di pensione.

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