Danilo Ragona: impresa con carrozzina
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Danilo, designer disabile: così creo carrozzine da indossare

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4' di lettura

Un incidente che lo ha lasciato sulla sedia a rotelle a 21 anni. Rialzarsi è un’impresa per pochi. Gente come Danilo Ragona, che da quell’esperienza ha tratto la forza per ricostruire la sua vita. Oggi è un imprenditore di successo attivo con la sua azienda “Able to enjoy” che progetta, produce e commercializza ausili e prodotti per disabili come carrozzine all’ultima moda. Danilo con l’architetto e musicista, Luca Paiardi, ha creato anche il progetto “Viaggio in Italia”. Hanno attraversato la penisola in carrozzina. La puntata pilota: trenta giorni in trenta tappe, in cui facevano esperienze sportive e culturali. Poi hanno raccontato la loro storia anche nelle unità spinali. Abbiamo intervistato Danilo per la rubrica di The Wam sugli “Imprenditori di successo“.

Danilo spiega il suo progetto Able To Enjoy

Danilo, come è iniziata la tua storia di imprenditore?

“A 21 anni sono rimasto vittima di un grave incidente d’auto. Le lesioni causate mi hanno paralizzato dalla vita in giù. Dopo un iniziale periodo di sofferenza, ho deciso di rimboccarmi le maniche. Mi sono iscritto all’Istituto Europeo di Design( IED ndr). Così è iniziata la mia seconda vita. Ho cominciato a socializzare e condividere le mie giornate con altre persone. E a praticare attività sportiva per la riabilitazione. Volevo progettare qualcosa per migliorare la mia autonomia e quella di chi viveva la mia stessa situazione. Così al terzo anno ho presentato il progetto di una carrozzina multifunzionale al concorso “Idea di impresa”. (Sulla pagina facebook di Able to Enjoy trovi tanti informazioni utili su come superare le barriere architettoniche e non solo)

E lì è iniziato tutto…

“Sì, ho brevettato la mia carrozzina e dal 2006, con la collaborazione di alcuni partner e grazie all’incubatore del Politecnico di Torino, ho creato l’azienda “Able to enjoy”. La mia carrozzina B-Free Multifunction nel 2012 ha conquistato la Menzione d’Onore Premio Compasso d’Oro ADI e altri riconoscimenti.” (Sulla sua pagina facebook Danilo Ragona pubblica tanti contenuti interessanti ogni giorno)

Danilo Ragona: imprenditore di carrozzine
Danilo Ragona

Qual è il messaggio che sta alla base dei tuoi prodotti?

“Fin dall’inizio ho immaginato la carrozzina non come uno strumento medicale. Per me il design è il collegamento decisivo fra integrazione, diversità e anche stile. Dico sempre che voglio produrre carrozzine che si indossano come degli abiti. Un elemento di eleganza e bellezza e non solo un supporto medico. Così sono nate le carrozzine che si ripiegano in uno zaino, facili da trasportare in auto, con ruote adatte a varie superfici: come neve e sabbia. Oltre a una vasta gamma di opportunità di personalizzazione: più di dieci colori e migliaia di combinazioni differenti”. (A proposito di imprenditori di successo, leggi l’intervista al re del vino Piero Mastroberardino)

Una scelta che ha premiato: le tue carrozzine sono state protagoniste alla Milano Fashion Week…

“Sì, la carrozzina superleggera Fixed è stata protagonista alla Milano Fashion Week. Le carrozzine erano affiancate da 24 modelle che sfilavano in piedi per mostrare abiti e contribuire alla ricerca sulle lesioni midollari”.

La tua è una storia straordinaria, ma la tua azienda è solo il prodotto finale di un percorso lungo e tortuoso. Anche a livello emotivo e personale. Come si supera un trauma come quello che hai vissuto a 21 anni?

“Il primo passo è accettare quello che ti è capitato. Io, dopo l’incidente, sono tornato bambino. E ho imparato a dover conoscere nuovamente il mio corpo. Da lì è nato il mio desiderio di autonomia e un amore fortissimo per la vita. Sono una persona che ha gli stessi desideri di tutti: viaggiare, scopre il mondo, fare l’amore, cambiano solo le dinamiche ma il contenuto è lo stesso”.

Ecco, il viaggio è un altro elemento della tua esperienza personale che ritorna. Cosa rappresenta per te e quali sono i viaggi che ti hanno segnato maggiormente?

“Il viaggio è un riassunto della vita quotidiana e delle diversità dei luoghi del mondo. Ti permette di vivere esperienze uniche, di conoscere persone con abitudini e usanze differenti, di vedere posti straordinari e così diversi fra loro, di apprendere conoscenze che non avresti mai immaginato. Ogni viaggio mi ha formato e mi è rimasto nel cuore. Ma, se devo indicarne uno, dico di certo quello fatto con il progetto “Viaggio Italia – Around The World” in Kenya. Abbiamo incontrato lo Slum di Nairobi, i ragazzi dell’Unità Spinale della metropoli africana, i bambini degli orfanotrofi di Malindi”.

Perché quei luoghi e quei posti di sono rimasti dentro?

“Visitare la baraccopoli dello Slum e poter contribuire ad aiutare quei bambini è un’esperienza che ti riempie il cuore. E dà davvero senso alla mia vita”.

Un film e un libro che ti hanno segnato?

“Guarda, i primi maestri sono gli sportivi e le persone straordinarie che ho incontrato sul mio cammino. Ma se devo scegliere un film dico “Quasi amici”. La storia ruota intorno alle vite di Driss e Philippe, un ragazzo tetraplegico. Driss impara a conoscere il mondo di Philippe e anche per Philippe quell’incontro significa una riscoperta del suo essere”.

Guardiamo nel futuro: che obiettivi vuoi centrare?

“Far crescere la mia azienda, ma sopratutto portare avanti il mio progetto di viaggi che permettono di diffondere itinerari per chi ha delle disabilità motorie, ma non ha perso il gusto per la vita”.

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