Bonus 150 euro solo nel 2023: chi è a “rischio attesa”

Il bonus 150 euro arriverà a novembre per alcuni destinatari. Altri invece dovranno attendere il 2023. Scopri chi rischia.

8' di lettura

Il bonus 150 euro è stato introdotto con il Decreto Aiuti ter, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 settembre 2022 (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Mentre alcuni beneficiari riceveranno la nuova indennità già a novembre 2022, altri probabilmente dovranno aspettare il 2023.

In attesa del pagamento del bonus 200 euro atteso a partire dal 1° ottobre 2022 per alcuni beneficiari, si è già cominciato a parlare del bonus 150 euro, la seconda indennità una tantum inserita nel decreto legge 144/2022 (Decreto Aiuti ter).

Nei prossimi paragrafi vediamo in particolare a chi spetta questo sussidio, quando sarà erogato e le modalità di erogazione.

Leggi tutti i dettagli sul bonus 150 euro: quando arriva il contributo economico e quali sono i requisiti reddituali. Scopri anche quando spetta ai lavoratori, ai pensionati, agli invalidi e disabili e ai percettori di Reddito di cittadinanza.

Indice:

Bonus 150 euro: a chi spetta e requisiti

Dopo il bonus 200 euro, introdotto con il Decreto Aiuti il 17 maggio 2022 e prorogato con il Decreto Aiuti bis il 9 agosto 2022, arriva ufficialmente il bonus 150 euro, inserito nel Decreto Aiuti ter.

Nel documento, pubblicato solo da qualche settimana in Gazzetta Ufficiale, si fa riferimento al nuovo bonus una tantum negli articoli 18, 19 e 20, in cui sono descritti i destinatari della nuova misura contro il caro energia e i relativi requisiti.

In effetti, al di là dell’importo e dei requisiti di reddito previsti dal decreto legge, non ci sono grandi differenze rispetto al precedente bonus.

Proprio come il bonus 200 euro, il nuovo contributo una tantum ha queste caratteristiche:

  • spetta una volta sola per beneficiario (una tantum);
  • non costituisce reddito ai fini fiscali;
  • non è cedibile, né sequestrabile, o pignorabile;
  • non costituisce reddito né ai fini fiscali, né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali.

Scopri la pagina dedicata a tutti bonus attualmente attivi e disponibili.

Considerato che le risorse a disposizione sono di meno rispetto a quelle stanziate per il sussidio da 200 euro, saranno di meno anche le persone che possono beneficiare del bonus 150 euro. Infatti, potranno accedervi solo coloro che hanno un reddito complessivo riferito al 2021 non superiore a 20mila euro, contro i 35mila euro previsti per il precedente bonus.

Come per il bonus da 200 euro, anche in questo caso vi sono delle condizioni specifiche da rispettare in base alla categoria di riferimento.

Nello specifico, hanno diritto al bonus 150 euro:

  • lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, che hanno un reddito complessitvo relativo al 2021 non superiore a 20mila euro e con una retribuzione imponibile nella competenza di novembre 2022 non superiore a 1.538 euro. Il bonus 150 euro sarà erogato anche a quei lavoratori interessati da eventi con copertura di contribuzione figurativa dall’INPS;
  • disoccupati, titolari di indennità di disoccupazione Naspi e Dis-Coll e disoccupazione agricola di competenza del 2021 a novembre 2022;
  • collaboratori domestici, che hanno percepito il bonus 200 euro del Decreto Aiuti (dl 50/2022) e hanno uno o più rapporti di lavoro attivi alla data dell’entrata in vigore del Decreto Aiuti ter;
  • titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), con contratti attivi alla data di entrata in vigore del primo Decreto Aiuti, ossia il 18 maggio 2022, e che siano iscritti alla Gestione separata. Resta il limite reddituale di 20.000 euro;
  • lavoratori intermittenti e stagionali, che hanno svolto prestazioni per almeno 50 giornate e con un reddito derivante dai rapporti indicati non superiore a 20.000 euro;
  • lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che hanno versato almeno 50 contributi giornalieri. Inoltre devono avere un reddito derivante dai rapporti indicati non superiore a 20.000 euro per il 2021;
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile (contratto d’opera). Per il 2021 deve risultare l’accredito di almeno un contributo mensile. Inoltre devono essere già iscritti alla Gestione Separata alla data del 18 maggio 2022;
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport, beneficiari di una delle indennità previste dall’articolo 10 commi da 1 a 9 del decreto-legge 22 marzo 2021 n. 41 (indennità Covid);
  • autonomi e i professionisti con partita IVA, che nel 2021 hanno percepito un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro. Questi cittadini riceveranno il bonus 150 euro contestualmente al bonus 200 euro;
  • incaricati alle vendite a domicilio, che nell’anno 2021 hanno un reddito derivante dalle attività di vendita a domicilio superiore a 5.000 euro, sono titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata alla data del 18 maggio 2022;
  • assegnisti e dottorandi di ricerca, con contratti attivi al 18 maggio 2022, che sono iscritti alla gestione separata INPS, non sono titolati di ad altre forme di previdenza obbligatorie o di pensione;
  • percettori di Reddito di Cittadinanza, che non hanno ottenuto il bonus 150 euro in qualità di altre categorie di soggetti.

In assenza di una circolare INPS che descriva i dettagli precisi sulle modalità e i tempi di erogazione, cercheremo di fare chiarezza su queste informazioni in base alle notizie annunciate finora. Continua a leggere per saperne di più.

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Bonus 150 euro: chi lo riceverà nel 2023

Come dicevamo a inizio approfondimento, il bonus 150 euro non dovrebbe essere erogato a tutti i destinatari nello stesso momento.

Infatti, proprio sulla scia del bonus 200 euro, c’è chi lo riceverà a novembre 2022, ossia quando partono i pagamenti secondo il Decreto Aiuti ter, e chi invece dovrà aspettare qualche mese in più, slittando così al prossimo anno.

In particolare, rischiano di vedere il pagamento del bonus solo nel 2023 queste categorie di cittadini:

  • i titolari di indennità di disoccupazione come Naspi o Dis-Coll, nonché i titolari di disoccupazione agricola;
  • i titolari di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co);
  • i dottorandi e assegnisti di ricerca;
  • i lavoratori stagionali;
  • i lavoratori dello spettacolo.

Come si può notare, le categorie che potrebbero ricevere il bonus 150 euro direttamente nel 2023 sono le stesse che hanno fatto domanda del bonus 200 euro e che riceveranno l’indennità una tantum nel mese di ottobre.

Leggi il calendario con i prossimi pagamenti del bonus 200 euro, chi riceverà il contributo da 200 euro ad agosto 2022 e come sono cambiate le date di pagamento del bonus 200 euro dopo la proroga.

Bonus 150 euro: chi lo riceverà entro novembre

Nel paragrafo precedente abbiamo visto chi rischia di vedere il bonus 150 euro direttamente nel 2023. Ci teniamo a specificare, tuttavia, che questo è quanto è trapelato finora dopo la pubblicazione del Decreto Aiuti ter. Per avere informazioni ufficiali bisogna attendere un messaggio o una circolare dell’INPS.

Ciò che invece emerge in maniera evidente dal decreto legge sono le categorie che riceveranno il bonus 150 euro direttamente a novembre 2022. In particolare, si tratta di questi soggetti:

  • lavoratori dipendenti, che in presenza dei requisiti richiesti otterranno il pagamento nella busta paga di novembre;
  • pensionati, che avranno il bonus una tantum in automatico con il cedolino della pensione di novembre;
  • lavoratori domestici, che non devono fare domanda e devono aver già ricevuto il bonus 200 euro. Anche loro riceveranno il bonus 150 euro d’ufficio a novembre;
  • percettori di Reddito di cittadinanza, che riceveranno il bonus da 150 euro sulla carta Rdc insieme alla ricarica di novembre;
  • lavoratori autonomi, che in presenza dei requisiti e previa compilazione della domanda apposita, riceveranno il bonus 200 euro e il bonus 150 euro in un’unica soluzione, tra ottobre e novembre 2022.
Bonus 150 euro solo nel 2023?

Bonus 150 euro: chi deve fare domanda

Dopo aver visto i destinatari del bonus 150 euro e relativi requisiti e le tempistiche di pagamento della nuova indennità finora stimate, concludiamo questo approfondimento chiarendo chi riceverà il bonus 150 euro in automatico e chi dovrà presentare una domanda specifica.

Dunque, il bonus 150 euro spetterà in automatico a:

  • pensionati;
  • titolari di prestazioni per l’invalidità compatibili con l’indennità;
  • titolari di Naspi, Dis-Coll e disoccupazione agricola;
  • titolari di Reddito di cittadinanza;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori dipendenti, che comunque dovranno presentare una specifica autodichiarazione.

Tutte le altre categorie, invece, dovranno fare domanda. Tra queste rientrano:

  • lavoratori co.co.co.;
  • dottorandi e assegnisti di ricerca;
  • lavoratori stagionali, a tempo e intermittenti;
  • lavoratori iscritto al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori autonomi.

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