Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Bonus e Incentivi / Truffe Rdc, propaganda o realtà? I veri numeri

Truffe Rdc, propaganda o realtà? I veri numeri

Le persone denunciate per frode rappresentano poco più dell'1% del totale dei percettori del sussidio. Mentre i controlli dell'Inps hanno bloccato 3 milioni di richieste indebite. Ecco i dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza

di Valerio Pisaniello

Febbraio 2023

Quali sono i dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza? Quanti sono i percettori del sussidio che truffano lo Stato e quali sono le cose da tenere a mente per non cadere in errore? (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza?

Quante sono le truffe accertate sul sussidio, che coinvolgono quelli che stampa e politici chiamano con il nome di “furbetti del Reddito di cittadinanza”? Abbiamo messo in fila i dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza per contestualizzare la grandezza del fenomeno.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=5c3bppVGC0s&w=560&h=315]

Aggiungiti al gruppo Telegram sul Reddito di Cittadinanza ed entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavorosempre aggiornate nella tua zona.

Cosa succede se non accetto il lavoro del Reddito di cittadinanza?

Il diritto alla fruizione del Reddito di cittadinanza decade al primo rifiuto di un’offerta di lavoro. Con la legge di bilancio 2023, pubblicata sula Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre, viene eliminato anche il requisito di congruità della proposta.

Dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza: i dati della Guardia di finanza

Come ha confermato a “Pagella Politica” l’ufficio stampa della Guardia di finanza, le statistiche più aggiornate sui controlli effettuati nei confronti dei percettori del Reddito di cittadinanza sono state pubblicate lo scorso giugno, in occasione del 248° anniversario della fondazione della Guardia di finanza.

Dal 1° gennaio 2021 al 31 maggio 2022, i finanzieri, in collaborazione con l’INPS, hanno scoperto illeciti relativi al reddito di cittadinanza per un valore pari a 288 milioni di euro, di cui «171 milioni indebitamente percepiti e 117 milioni fraudolentemente richiesti e non ancora riscossi».

Le persone denunciate alle autorità giudiziarie sono state oltre 29 mila, frutto di un controllo selettivo: i soggetti controllati erano infatti connotati da «concreti elementi di rischio», e non rappresentano un campione statistico con caratteristiche generalizzabili a tutta la popolazione beneficiaria del sussidio.

In tutto il 2021, i percettori che hanno preso almeno un assegno mensile del Reddito di cittadinanza sono stati oltre un milione e 771 mila, mentre tra gennaio e maggio 2022 circa un milione e 555 mila.

Gli oltre 29 mila denunciati, citati sopra, corrispondono dunque tra l’1,6 per cento e l’1,8 per cento dei percettori del reddito di cittadinanza. Nel 2021 e il 2022 il costo annuale del reddito di cittadinanza si aggira intorno agli oltre 8,3 miliardi di euro, circa 700 milioni di euro al mese.

Nei 17 mesi a cui fanno riferimento i controlli della Guardia di finanza, i 171 milioni di euro indebitamente percepiti dai beneficiari del sussidio equivalgono all’1,4 per cento dei soldi stanziati in quel periodo per finanziare la misura.

Percentuali e cifre nello stesso ordine di grandezza si trovano anche nei dati sulle tuffe del Reddito di cittadinanza relativi ai controlli effettuati in tutto il 2020 e nei primi mesi del 2021, e in quelli effettuati dai Carabinieri, relativi però a una parte dell’anno scorso.

Altri settori della spesa pubblica indagati dalla Guardia di finanza hanno registrato numeri sulle truffe parecchio più elevati. Per esempio, si legge nel rapporto della Guardia di finanza, «le attività investigative e di analisi sui crediti d’imposta agevolativi in materia edilizia ed energetica, svolte in collaborazione con l’Agenzia delle entrate, hanno permesso di accertare frodi per oltre 5,6 miliardi di euro».

I soggetti denunciati per reati tributari sono stati invece oltre 19.300, di cui 508 tratti in arresto. «Il valore dei beni sequestrati quale profitto dell’evasione e delle frodi fiscali è di 2,2 miliardi», spiega la Guardia di finanza, in relazione ai dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza.

Cosa succede se non accetto lavoro Reddito di cittadinanza: le opinioni 

Il diritto alla fruizione del Reddito di cittadinanza decade al primo rifiuto di un’offerta di lavoro. Con la Legge di Bilancio 2023, pubblicata sula Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre, viene eliminato anche il requisito di congruità della proposta.I non poveri che prendono il sussidio

Accanto al tema di chi truffa lo Stato per percepire il Reddito di cittadinanza, c’è anche quello di chi percepisce il sussidio, pur non essendo povero, ma non necessariamente violando la legge. 

Secondo una stima degli economisti Massimo Baldini, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e Giovanni Gallo, dell’Università “La Sapienza” di Roma, il 36 per cento delle famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza non sono povere (pag. 27) in senso assoluto, ossia non raggiungono la spesa minima mensile per beni e servizi considerati necessari per mantenere uno standard di vita accettabile.

Queste ottengono l’Rdc perché i criteri di accesso alla misura glielo permettono, oppure perché commettono una qualche irregolarità, per esempio evadendo il fisco. Dai dati in possesso non è però possibile quantificare il contributo singolo di questi due aspetti separati, ma il loro contributo nel complesso.

L’economista Fernando Di Nicola, ex dirigente dell’Inps, ha invece calcolato che circa il 30 per cento dei beneficiari del reddito di cittadinanza percepisce il sussidio «grazie all’evasione di autonomi, al sommerso totale o parziale di dipendenti e a registrazioni anagrafiche non veritiere», pur non essendo povero in un senso relativo del termine.

In questo caso, con “povero” si intende chi ha un reddito equivalente – che, semplificando, tiene conto delle dimensioni e della composizione delle famiglie – inferiore alla metà di quello mediano (ossia il valore che sta a metà tra il reddito più basso e quello più alto). 

Usare questo «30 per cento» per dimostrare che il reddito di cittadinanza non funziona è fuorviante e strumentale, come spiegato in passato dallo stesso Di Nicola a Pagella Politica. Il fenomeno in questione non è tipico del reddito di cittadinanza, ma riguarda in generale i sussidi e i benefici che eroga lo Stato italiano.

Dunque non può essere eliminato dall’impianto normativo del reddito di cittadinanza in quanto è una caratteristica generale dell’Italia nel complesso.

In generale, bisogna tenere a mente che l’insieme dei potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza non coincide con quello di tutte le persone povere che vivono in Italia.

In base a come è formulata la legge, ci possono essere persone povere che non possono accedere al sussidio (si pensi per esempio a cittadini stranieri che non hanno i dieci anni di residenza in Italia) e persone considerate non povere dalle statistiche, che però rispettano i requisiti patrimoniali per prendere il sussidio.

Dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza: nella foto un uomo maneggia dei soldi.

Dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza: la “denuncia” di Salvini

Tra i dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza che hanno fatto gridare allo scandalo ci sono i famosi 15 miliardi di euro in truffe allo Stato, denunciati nel 2021 da Matteo Salvini, segretario della Lega, legati al reddito di cittadinanza.

In realtà questo dato, come riporta il Corriere della Sera, è legato al totale dei danni all’erario, scoperti dalla Guardia di finanza tra 2020 e 2021, di cui solo l’1% era collegato al reddito, mentre il resto riguardava truffe legate agli appalti pubblici o ad altri meccanismi assistenziali.

Secondo dati INPS e della Guardia di finanza, degli 8,3 miliardi di euro usati nei ogni anno nel 2021 e nel 2022 per sostenere le famiglie in difficoltà con il reddito di cittadinanza, solo l’1,4% è stato ottenuto in modo indebito.

Riportando il dato sul numero di percettori, su quasi 2 milioni di persone che hanno ottenuto il sostegno, solo 29mila sono stati denunciati per truffa, una cifra che corrisponde a circa l’1,6 e l’1,8%. Percentuali che, come sottolinea Pagella politica, corrispondono ai dati relativi ai controlli effettuati in tutto il 2020 dai carabinieri.

Dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza: i controlli

Per garantire questo risultato, l’INPS ha implementato, già dai primi giorni di attivazione della misura, vari controlli, poi intensificati e resi automatici con l’evoluzione del provvedimento.

Il sistema di controllo si basa su azioni preventive e centralizzate, che riguardano la sussistenza dei requisiti per accedere al reddito, affiancate poi da verifiche svolte dalle sedi INPS locali, che avvengono in un secondo momento, per accertare la veridicità delle dichiarazioni.

Fonti e materiale di approfondimento

Abbiamo visto i dati sulle truffe del Reddito di cittadinanza. Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul Reddito di cittadinanza:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp