De Mita lancia il Movimento popolare. “Salvini? E’ un poveraccio”

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Speranza e curiosità. Sono due tra i leit motiv dell’incontro che si è svolto oggi (1 luglio 2019), a Nusco. Convocato da Ciriaco De Mita per dare vita un movimento politico popolare. Un movimento che ha alla sua base le esperienze maturate nelle amministrazioni locali. L’orizzonte immediato – politicamente – sono le prossime elezioni per il rinnovo del consiglio regionale.

L’appuntamento è nel palazzo vescovile. Presenti molti amministratori, provenienti anche dal nord, i fedelissimi dell’ex presidente della Dc, simpatizzanti e sindaci irpini che hanno raccolto il richiamo di De Mita.

“Siamo qui – ha esordito il sindaco di Nusco – mossi da una speranza e dalla curiosità. Ma anche dalla percezione che quello che c’è si stia inesorabilmente sgretolando. Vedo tanti sindaci curiosi, proprio come me percepiscono che qualcosa sta cambiando e condividono la necessità di mettere al centro il ruolo degli amministratori e della comunità”.

Per De Mita non ci sono dubbi, viviamo un periodo difficile. “Siamo in altissima difficoltà. Se l’Europa crolla è finita. Salvini è un poveraccio, ritiene che parlare è pensare. Ma lui parla senza pensare. Il risultato è che ci stiamo avviando verso una deriva, come Italia e come Europa”.

“E’ stato un errore – ha continuato De Mita – pensare che la magistratura potesse risolvere i problemi. Il risultato ora è palese: il problema non si è risolto, ha solo ingigantito la rappresentanza. Basti pensare alla vicenda Palamara, che non è accaduta per caso”.

“Il nostro movimento deve avere un obiettivo, ed è quello di rimettere al centro la dignità delle persone, di responsabilizzarle. E per farlo è necessario ripartire dai territori”.

Poi De Mita fa un passo indietro, anche per spiegare come – dal suo punto di vista – si sia arrivati alla situazione attuale.

“L’Italia – ha dichiarato – è cresciuta fino al 1989”. Il processo si è poi arrestato, iniziando un graduale e inesorabile ripiegamento. “Con Renzi – ha aggiunto De Mita – si è imposta un’idea singolare e non più plurale del partito. Ha alimentato tante attese, ma in realtà non ha mai affrontato i veri problemi del Paese. Ha organizzato la novità, fingendo di pensare. Ma non è stato in grado né di dialogare, né di unire”.

Poi una confessione. “Dopo i risultati elettorali del 4 marzo dello scorso anno sono rimasto scioccato, e per molti mesi. Abbiamo dato il voto a persone senza storia ed esperienza (il riferimento è al Movimento 5 Stelle ndr). Si tratta di personaggi improvvisati che cercano di governare con disinvoltura. Stanno insieme solo per il potere ed è solo per questo che non si dividono”.

“E’ proprio in tempi come questo – ha aggiunto – che riemerge la forza del popolarismo. Oggi lo spazio c’è, i sindaci sono i più vicini alle comunità. Tanti amministratori sono carichi di una suggestione viva, sentono che sta per accadere qualcosa. Ma la politica è chiamata a regolare quello che accadrà, a governare questo processo”.

Ha preso la parola anche Giuseppe De Mita, quasi una ideale continuazione del pensiero accennato dall’ex presidente del consiglio. “Sì, c’è molta curiosità. Ma anche la fatica di cogliere le sollecitazioni fatte da Ciriaco De Mita. Bisogna fare un esame di coscienza, Di fronte alla crisi molti hanno disertato, anche a casa nostra. Hanno creato delle filiere amorfe, fuori dalla politica. Dove ognuno era impegnato a occupare delle porzioni di potere fini a se stesse. Dall’altra parte (e il riferimento è al Pd irpino), c’è stata una lunga afonia politica, caratterizzata da persone impegnate solo a organizzare truppe per arrivare al potere”.

“Certo – ha aggiunto Giuseppe De Mita – ci sono le elezioni regionali. Ma è probabile che si voti prima per le politiche. C’è già tutta una cavalleria in fermento che si sta impegnando a conquistare il palazzo. Anche il governatore De Luca sta sbagliando. Organizza tredici liste del presidente, ma senza indicare un percorso, un progetto politico”.

“Stiamo attraversando – ha continuato Giuseppe De Mita – un passaggio strettissimo. C’è una profonda insicurezza che ci impone dubbi, domande, incertezze. E non servono risposte superficiali. Bisogna approfondirle le ragioni di questa insicurezza, che attanaglia anche chi sta bene, anche chi non ha problemi economici. Si sta convogliando l’insicurezza in rabbia, apatia, paura del diverso. Bisogna fare qualcosa. Bisogna farlo ora. Siamo chiamati eticamente a fare qualcosa. Se partiamo dai sindaci non è perché hanno i voti, ma perché svolgono una funzione amministrativa sui territori, non si occupano di fredda burocrazia. Il nostro intento non è quello di creare leader o lanciare appelli, non presenteremo un programma fine. Il nostro obiettivo è ridiscutere sui territori, parlare a un elettorato che ora non sa dove guardare, rispondere a tutto questo. Senza bandiere, ma con un riferimento di valori molto forte”.

Poi arriva il nome della persona che sarà chiamata a coordinare il movimento. “Sarà Maria Ricchiuti, consigliera regionale Udc”.

“Lo ammetto – dichiara la Ricchiuti -, sono sorpresa. Ma è una sfida che accolgo con piacere. E’ un percorso che abbiamo iniziato quattro anni fa. C’è stata poi una battuta d’arresto. Ora rimettiamo insieme il filo di quel discorso e ricominciamo con tutti i sindaci popolari della Campania. Certo le regionali saranno un primo banco di prova, ma non ci fermeremo lì. Questo ideale non deve morire”.

Sulla nomina della Ricchiuti ha parlato anche Ciriaco De Mita: “Sono contento che questo progetto sia stato affidato a una donna giovane. Oggi le donne dominano, hanno l’intelligenza per capire certi processi e sono animate da una passione politica che stento a ritrovare in tanti uomini”.

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