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Home / Fisco e tasse » Gestione del Debito » Pignoramento / Debiti con il fisco, c’è l’ipoteca sulla casa?

Debiti con il fisco, c’è l’ipoteca sulla casa?

I debiti con il fisco possono comportare l’iscrizione di un’ipoteca sulla casa? Vediamo come, quando, quali sono i limiti, il funzionamento della procedura e le possibilità di difendersi per il debitore.

di The Wam

Marzo 2024

Vediamo in questo post se chi ha debiti con il fisco può subire l’ipoteca sulla casa. Quando questa possibilità è concreta, come funziona la procedura e come può difendersi il debitore. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Debiti con il fisco: il rischio dell’ipoteca sulla casa

Chi ha debiti con il fisco rischia l’ipoteca sulla casa? La possibilità può essere concreta per chi non adempie ai propri obblighi fiscali. Ma non sempre. Infatti, l’ipoteca come misura cautelare, ha dei limiti ben definiti: per essere applicata, l’ammontare del debito scaduto, inclusi interessi e sanzioni, deve superare la soglia di 20.000 euro.

Per evitare l’ipoteca, il contribuente ha due scelte: effettuare un pagamento parziale che riduca l’importo del debito sotto la soglia critica (20.000 euro, appunto) o richiedere la rateizzazione delle somme dovute. Le due soluzioni possono evitare l’iscrizione di un’ipoteca sulla proprietà immobiliare, proteggendo così uno dei beni più preziosi della famiglia.

Nei prossimi paragrafi vedremo cos’è l’ipoteca e quali sono le conseguenze quando viene iscritta. Ma anche le specifiche circostanze in cui può essere applicata, la procedura dettagliata seguita dall’Agenzia per la riscossione esattoriale, e le difese a disposizione del contribuente.

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Cos’è l’ipoteca sulla casa

L’ipoteca è una garanzia per il creditore. Si tratta di una semplice iscrizione nei registri immobiliari. Il debitore non è privato della possibilità di utilizzare l’immobile, che rimane di sua proprietà. Può anche venderlo o donarlo. Ma l’ipoteca, come un’ombra, segue il bene.

Cosa significa? Che se il debitore non salda il debito, il creditore ha il diritto di procedere con la vendita all’asta dell’immobile, anche se è stato trasferito a un altro proprietario.

Una situazione particolarmente spiacevole.

In quali casi può essere iscritta un’ipoteca

Non esiste un limite minimo di importo per l’iscrizione di un’ipoteca da parte dei privati. Significa che può essere applicata anche per debiti molto bassi, anche se, a dire il vero, potrebbe risultare economicamente poco conveniente. È però necessario che il creditore disponga di un titolo esecutivo, come, solo per citarne alcuni, una sentenza di condanna, un decreto ingiuntivo non opposto, o un contratto di mutuo notarile.

Per il fisco, invece, la questione è diversa. Come accennato, l’ipoteca si applica solo se il debito supera i 20.000 euro. Può essere registrata per un importo fino al doppio del debito originario, per coprire anche interessi e costi legali.

Procedura per l’iscrizione dell’ipoteca

La procedura per l’iscrizione dell’ipoteca deve seguire dei passaggi specifici. Vediamo quali:

  1. Notifica di accertamento: inizia con l’invio di un avviso da parte dell’ente creditore.
  2. Recupero del credito: se non avviene il pagamento, l’ente incarica l’Agente per la riscossione esattoriale del recupero.
  3. Notifica della cartella esattoriale: l’Esattore informa il contribuente tramite una cartella esattoriale o un avviso di presa in carico.
  4. Attesa di 60 giorni: si deve attendere questo periodo dopo la notifica per dare tempo al debitore di pagare.
  5. Preavviso di ipoteca: se il pagamento non avviene, viene inviato un preavviso di ipoteca 30 giorni prima della sua iscrizione.

Un’ipoteca si considera illegittima se anche uno solo di questi passaggi non viene rispettato.

Nel caso di avvisi di accertamenti immediatamente esecutivi, se i debiti non sono saldati entro i termini previsti, l’Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere con l’iscrizione di un’ipoteca.

Si rischia l’ipoteca anche sulla prima casa

L’ipoteca può essere iscritta anche sulla prima casa. Vale tanto per i creditori privati quanto per l’ente pubblico, come l’Agenzia delle Entrate Riscossione. C’è comunque una restrizione: l’Agenzia non può procedere con la vendita all’asta dell’immobile se è l’unico bene posseduto dal debitore, serve come sua residenza, è destinato a civile abitazione e non è considerato di lusso.

Si può iscrivere ipoteca su un immobile in comproprietà?

L’iscrizione di un’ipoteca è possibile anche su immobili in comproprietà. Cosa piuttosto frequente nel caso di coniugi in comunione dei beni o di una eredità. Se l’immobile dovesse essere venduto, la quota del ricavato spettante ai comproprietari non debitori sarà calcolata proporzionalmente alla loro parte di proprietà.

Come evitare l’ipoteca sulla casa

Evitare l’ipoteca sulla casa richiede azioni preventive, soprattutto dopo la nascita del debito. La vendita o la donazione dell’immobile non evitano l’ipoteca, che può essere revocata entro cinque anni, a meno che il debitore non disponga di altri beni pignorabili.

È importante ricordare che per debiti superiori a 50.000 euro relativi a imposte come Irpef, Ires o Iva, si incorre nel reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle tasse.

Per scongiurare l’ipoteca, si possono percorrere due strade:

  1. Richiesta di dilazione di pagamento: rivolgersi all’Agente della riscossione per chiedere la rateizzazione del debito. L’ipoteca può essere adottata solo se la richiesta non viene accettata o se si smette di pagare le rate.
  2. Pagamento parziale del debito: ridurre l’importo dovuto al di sotto della soglia di 20.000 euro. L’Esattore non può rifiutare un pagamento parziale.

La rateizzazione non elimina automaticamente l’iscrizione di un’ipoteca già disposta. La richiesta di rateizzazione deve essere presentata al momento in cui si riceve il preavviso di ipoteca, che viene comunicato con 30 giorni di anticipo per permettere al contribuente di valutare le proprie opzioni.

L’ipoteca può essere evitata se l’immobile è inserito in un fondo patrimoniale, come indicato dall’art. 170 del Codice Civile. In questo caso, spetterà al contribuente dimostrare in sede giudiziale che il debito per cui si procede non è legato ai bisogni della famiglia.

Contestare l’ipoteca

Infine, è possibile contestare l’ipoteca a livello giudiziale. L’articolo 19 del D.Lgs. 546/92 stabilisce che l’iscrizione di ipoteca è impugnabile davanti al tribunale competente. Questo permette di sollevare obiezioni sia sui vizi dell’ipoteca sia sugli eventuali “atti presupposti” non ricevuti dal contribuente.

Debiti con il fisco, c’è l’ipoteca sulla casa?
Nell’immagine una coppia ha appeno ricevuto la notifica dell’ipoteca sulla casa.

FAQ (domande e risposte)

Quando si rischia l’ipoteca sulla casa per debiti con il fisco?

Il rischio di vedersi iscritta un’ipoteca sulla casa emerge quando non si saldano i debiti con il fisco. Tuttavia, questa misura estrema non viene applicata automaticamente per qualsiasi ammontare dovuto. È fondamentale sapere che l’ipoteca può essere considerata solo per debiti che superano una certa soglia, indicativa della gravità e della dimensione del debito in questione.

Qual è l’importo minimo di debito per rischiare l’ipoteca esattoriale?

L’importo minimo di debito che può innescare l’iscrizione di un’ipoteca esattoriale sulla proprietà di un contribuente è di 20.000 euro. Ciò significa che debiti inferiori a questa cifra, benché comunque seri e da non sottovalutare, non portano all’applicazione di questa misura cautelare specifica. L’importo considera l’ammontare del debito scaduto, insieme agli interessi e alle sanzioni accumulate.

Come può un debitore evitare l’ipoteca sulla casa per debiti fiscali?

Per evitare l’iscrizione di un’ipoteca sulla propria abitazione a causa di debiti fiscali, esistono sostanzialmente due strade. La prima opzione è effettuare un pagamento parziale del debito, tale da ridurre l’importo dovuto al di sotto della soglia di 20.000 euro. La seconda via è richiedere la rateizzazione del debito all’Agente della riscossione. Quest’ultima soluzione offre un piano di rientro dilazionato che, se accettato e rispettato, allontana il rischio di ipoteca.

È possibile iscrivere un’ipoteca sulla prima casa per debiti con il fisco?

Sì, è possibile che l’Agenzia delle Entrate Riscossione iscriva un’ipoteca anche sulla prima casa del debitore. Questa possibilità sussiste nonostante l’esistenza di una comune credenza opposta. Tuttavia, esiste un’importante limitazione: l’ente pubblico non può procedere alla vendita all’asta dell’immobile se questo rappresenta l’unico bene immobiliare del debitore, se ne costituisce la residenza principale, è adibito a civile abitazione e non è di lusso.

In quali casi un’ipoteca può essere considerata illegittima?

Un’ipoteca può essere considerata illegittima se la procedura per la sua iscrizione non rispetta tutti i passaggi previsti dalla legge. Ad esempio, se non vengono rispettati i termini per le notifiche al debitore, come l’invio del preavviso di ipoteca con almeno 30 giorni di anticipo rispetto all’iscrizione. Inoltre, l’ipoteca risulta illegittima se manca la notifica di accertamenti esecutivi o se i termini per il ricorso non sono stati osservati.

Come si può contestare l’ipoteca iscritta per debiti con il fisco?

Per contestare un’ipoteca già iscritta a causa di debiti fiscali, il contribuente ha la possibilità di rivolgersi alla tribunale competente. Questo passaggio consente di impugnare l’iscrizione dell’ipoteca, sia per vizi propri che per la mancata ricezione degli “atti presupposti”, come le notifiche di accertamento o le comunicazioni precedenti l’iscrizione dell’ipoteca stessa. Il ricorso giudiziario offre quindi una via per cercare di annullare l’ipoteca, evidenziando eventuali irregolarità nel processo che ha portato alla sua applicazione.

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