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Debiti zio defunto

Si possono ereditare i debiti dello zio defunto? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Dicembre 2023

Oggi vedremo se è possibile ereditare i debiti dello zio defunto e cosa dice la normativa in merito (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funzionano le quote ereditarie?

Prima di entrare nel vivo dell’argomento relativo ai debiti ereditati è importante introdurre i concetti di successione legittima e testamentaria, regolate dal Codice Civile (Tit. II, Lib. II art. 565-586).

Quando una persona deceduta lascia un patrimonio ereditario, si distinguono due tipi di procedimenti di successione: quella testamentaria, quando il defunto ha redatto un testamento, e quella legittima, quando non è presente alcun testamento.

Gli eredi si suddividono in eredi “legittimari” e “legittimi“. Gli eredi legittimari sono coloro che hanno diritto a una parte dell’eredità indipendentemente dalle disposizioni del testamento o dalla menzione esplicita in esso. Questi includono il coniuge, i figli e gli ascendenti (genitori, nonni, ecc.).

In Italia, infatti, a differenza di quanto avviene in altre giurisdizioni come negli Stati Uniti, non è possibile escludere un figlio dal testamento in quanto spetta loro una quota legittima dell’eredità.

Supponiamo ad esempio che una persona deceduta abbia redatto un testamento senza menzionare i propri figli: questi ultimi hanno comunque il diritto di opporsi e ottenere una parte dell’eredità in quanto eredi legittimari, nonostante non siano stati specificatamente citati nel testamento.

Quando manca un testamento o quando questo viene dichiarato nullo oppure non contempla tutti i beni, si avvia il procedimento di successione legittima. In questo caso, è la legge a determinare gli eredi legittimi e le rispettive quote di eredità, tenendo in considerazione il coniuge, i figli e altri parenti.

Va comunque ricordato che sull’eredità gravano le tasse di successione. Per ulteriori dettagli e approfondimenti su come calcolare l’imposta di successione, è possibile consultare l’articolo dedicato a questa tematica.

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Tabella delle quote ereditarie

Una volta definiti gli eredi legittimi, vediamo come vengono distribuite le quote di eredità nel procedimento di successione legittima in base al grado di parentela con il defunto.

Tuttavia, è fondamentale ricordare che nel caso di un coniuge deceduto in regime di comunione dei beni, il 50% dell’intero patrimonio ereditario passa integralmente all’altro coniuge. Successivamente, la restante metà si divide nelle quote ereditarie.

Di seguito è riportata una tabella dettagliata delle quote, dove il termine “ascendenti” fa riferimento ai genitori, nonni, bisnonni e così via del defunto.

Eredi legittimi presenti nel procedimento di successioneQuote ereditarie
coniuge (in mancanza di figli, fratelli, sorelle o genitori)1/1 al coniuge (anche se separato e la separazione non è stata ancora addebitata)
coniuge e 1 figlio½ al coniuge e ½ al figlio
coniuge e almeno 2 figli1/3 al coniuge e 2/3 ai figli, che divideranno la quota in parti uguali tra loro
1 figlio1/1 al figlio
2 o più figlii figli dividono l’eredità in parti uguali
coniuge (senza figli) con fratelli, sorelle o ascendenti2/3 al coniuge e 1/3 agli altri parenti, che divideranno la quota in parti uguali, salvo il diritto degli ascendenti ad avere ¼ del patrimonio
fratelli e sorelledividono l’eredità in parti uguali. In presenza di fratelli germani (figli degli stessi genitori) e fratelli unilaterali (solo un genitore in comune), questi ultimi hanno diritto però a metà della quota dei fratelli germani
ascendenti½ ai parenti in linea paterna e ½ ai parenti in linea materna
genitori più fratelli o sorelle½ ai genitori (o il genitore) e ½ ai fratelli e le sorelle
altri parenti prossimi diversi da figli, sorelle, fratelli, ascendenti e discendentisi individuano i parenti più prossimi e tutti quelli con lo stesso grado di parentela si dividono l’eredità in quote uguali
Chi sono gli eredi legittimi. Tabella delle quote legittime per l’eredità

Si possono ereditare i debiti dello zio defunto?

Quando si perde una persona cara, il dolore è accompagnato da una serie di questioni burocratiche, specialmente se siete eredi. La gestione dell’eredità coinvolge sia i crediti che i debiti del defunto, creando spesso un’atmosfera complicata e stressante.

In caso di eredità, infatti, gli eredi acquisiscono sia gli attivi che i debiti del defunto in proporzione alla quota ereditata. Prima di decidere se accettare l’eredità, è cruciale valutare sia i beni (attivo) sia i debiti (passivo) lasciati dallo zio defunto.

Come valutare l’eredità dello zio defunto

Per comprendere il patrimonio attivo di un’eredità è essenziale ottenere una visura ipotecaria per conoscere i dettagli degli immobili e dei terreni. Inoltre, verificare i conti bancari e i risparmi del defunto è altrettanto importante per comprendere la liquidità presente e i titoli detenuti.

Per valutare eventuali debiti verso l’Agenzia delle Entrate sarà invece necessario richiedere l’estratto di ruolo che dettaglia le cartelle notificate con importi e causali. Questa verifica richiede documenti come il certificato di morte del defunto e una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nella successione.

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Chi sono gli eredi legittimi. In foto una pagina del Codice Civile.

Come evitare di ereditare i debiti

Rinunciare all’eredità è una soluzione per non ereditare i debiti. Tale rinuncia deve avvenire entro 3 mesi dal decesso del defunto se siete in possesso dei suoi beni, altrimenti entro 10 anni. Questa scelta vi libera dai debiti e dai crediti, evitando richieste di pagamento da parte dei creditori.

In alternativa, l’opzione dell’accettazione con beneficio d’inventario separa invece il patrimonio dell’erede da quello del defunto, limitando il rischio economico nel caso in cui i debiti superino il valore dell’eredità. È necessario redigere una dichiarazione ufficiale entro 3 mesi dalla successione e decidere entro 40 giorni successivi.

Prima di prendere una decisione su come procedere con l’eredità dello zio defunto, è fondamentale valutare con attenzione i crediti e i debiti lasciati.

In situazioni complesse, è necessario il supporto di un professionista esperto, specialmente nella valutazione di debiti e crediti. Questo garantirà una gestione accurata e minimizzerà il rischio di incorrere in debiti ereditari, assicurando la tutela del vostro patrimonio personale.

FAQ: Domande frequenti su su “debiti” ed “eredità”

Cos’è l’eredità?

Il patrimonio di una persona deceduta che andrà in successione, è indicata con il termine eredità. Il defunto che lascia la propria eredità ad altri è chiamato testatore (o de cuius) e i beneficiari sono chiamati eredi (o nella prima fase “chiamati all’eredità”). La successione legale regola chi è erede di un patrimonio e per quali parti si ha diritto all’eredità. Di norma, gli eredi sono i parenti più prossimi del defunto. L’eredità viene regolata dalla legge, innanzitutto, che pone dei limiti ben precisi (come le quote di legittima) e dal testamento rilasciato dal defunto prima di morire.

Come avviene la rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità è l’atto con cui il chiamato all’eredità dichiara di rifiutare l’eredità e dunque di non subentrare al de cuius, non diventando suo erede. È un diritto che si esercita con espressa dichiarazione scritta da effettuarsi come atto pubblico di fronte ad un notaio o presso la cancelleria del tribunale. La rinuncia all’eredità è uno strumento di tutela per il chiamato all’eredità, che decide di non accettare perché nell’asse ereditario ci sono troppi debiti.

Cosa sono le cartelle esattoriali?

Le cartelle esattoriali sono una specie di solleciti di pagamento, inviati a chi non ha sanato i propri debiti con lo Stato, gli enti pubblici, le Regioni, le Province, i Comuni. Sono una sorta di “ultimo avvertimento” a corrispondere gli importi ivi indicati entro massimo 60 giorni dalla notifica della cartella.

Chi emette le cartelle esattoriali?

Le cartelle esattoriali vengono emesse su delega di una pubblica amministrazione o di un ente locale che, dopo aver inviato un avviso di accertamento al contribuente, non è riuscito a recuperare le somme dovute e, pertanto, ha delegato alla riscossione l’Agente per la Riscossione esattoriale.

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