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Decreto 1 maggio: gli effetti sul lavoro determinato

Il 1° maggio, il Consiglio dei Ministri varerà il nuovo Decreto lavoro: ecco tutte le anticipazioni sul contratto a tempo determinato.

di Valerio Pisaniello

Aprile 2023

Contratto a tempo determinato: il primo maggio, in occasione della Festa dei lavoratori, il Governo Meloni varerà il cosiddetto Decreto lavoro (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Come dichiarato dall’esecutivo, si tratta di un gesto “simbolico”, che segna in modo “chiaro” la direzione di marcia. Il Decreto dispone di poco meno di tre miliardi e mezzo di euro e introdurrà diverse novità per lavoratori e famiglie.

Indice

Modifiche al contratto determinato

Fino a 12 mesi, i datori di lavoro potranno stipulare contratti a tempo determinato “liberi”, ovvero senza indicare alcuna ragione giustificatrice del ricorso al rapporto temporaneo.
Nel caso in cui, invece, si salga da 12 a 24 mesi, occorrerà indicare la causale.

Si potranno firmare contratti a tempo determinato per tre motivi:

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Contratto a tempo determinato: semplificazione

Contratto a tempo determinato. Tra le anticipazioni del Decreto lavoro, troviamo anche la semplificazione di alcune norme del Decreto Trasparenza, entrato in vigore lo scorso agosto.

Saranno semplificate diverse informazioni, come la durata del periodo di prova, il congedo per ferie, l’importo iniziale della retribuzione, la programmazione dell’orario normale di lavoro, etc.

Inoltre, si stabilisce che l’azienda sarà tenuta a consegnare o a mettere a disposizione del personale, dei contratti collettivi e gli eventuali regolamenti aziendali, applicabili al rapporto di lavoro.

Contratto a tempo determinato: proroga contratto di espansione

Arriva anche la proroga, fino al 2025, del contratto di espansione, inizialmente previsto fino al 2023.

Le aziende, quindi, potranno avviare una procedura di consultazione finalizzata alla stipula del contratto di espansione, per altri due anni.

La misura sarà disponibile per le imprese con un organico superiore a 50 unità lavorative e permetterà loro di completare i turn over previsti e pianificare le uscite dei lavoratori più anziani, in un arco temporale più ampio.

Contratto a tempo determinato: incentivi contratto a tempo indeterminato e per chi assume Neet

Contratto a tempo determinato. Sono previsti anche degli incentivi, per chi assume i beneficiari di Gil.

In caso di contratto a tempo indeterminato viene riconosciuto uno sgravio contributivo al 100% per 24 mesi, fino a 8mila euro l’anno.

Se invece, il contratto è a termine o stagionale, l’incentivo passa al 50%, fino a 4mila euro l’anno, per 12 mesi.

Contratto a tempo determinato: Garanzia per l’inclusione

Contratto a tempo determinato. Dal 1° gennaio 2024 arriverà la Garanzia per l’inclusione (Gil), la misura che sostituirà il Reddito di cittadinanza.

Sarà riconosciuta ai nuclei familiari con almeno un disabile, un minore, un soggetto con almeno 60 anni di età o un percettore di assegno di invalidità civile.

Il contributo arriverà fino a 6mila euro l’anno (500 euro al mese) e potrà essere integrato fino a 3360 euro (280 euro al mese) come contributo affitto.
Il sussidio sarà erogato per 18 mesi e, dopo un mese di stop, ripartirà per altri 12 mesi.

Contratto a tempo determinato: le risorse previste

Sul piatto ci sono poco meno di tre miliardi e mezzo, portati in dote dalle nuove stime di Pil e deficit contenute nel Def. Una volta autorizzato dal Parlamento – il voto delle risoluzioni a maggioranza assoluta è previsto il 27 aprile – il governo potrà procedere con il decreto legge che dovrebbe aggiungere un ulteriore punto di riduzione dei contributi, che “ci avvicina all’obiettivo di legislatura di un taglio di 5 punti“, come aveva ricordato qualche giorno fa Marina Calderone, ministro del Lavoro.

Contratto a tempo determinato: cuneo fiscale e decreto Trasparenza 

Per quanto riguarda il cuneo fiscale, l’idea è intervenire sulla falsariga di quanto già fatto per il 2023 in Manovra, incidendo sulle buste paga probabilmente già a partire dal mese di maggio. Secondo i calcoli della Banca d’Italia potrebbe portare una sforbiciata di 200 euro all’anno.

Ma la misura dovrebbe essere transitoria per gli 8 mesi che mancano di qui a fine 2023. Si arriverebbe intanto a un taglio di 4 punti per i redditi sotto i 25mila euro, come ha osservato Confindustria che plaude alle intenzioni ma chiede di più , come i sindacati 

In previsione anche una prima semplificazione del decreto Trasparenza in vigore da agosto, che richiede ai datori di lavoro molta burocrazia su alcuni aspetti (periodo di prova, congedo per ferie, importo iniziale di retribuzione).

Contratto a tempo determinato: nella foto la firma di un contratto a tempo determinato.

Contratto a tempo determinato: cosa sono Gil, Gal e Pal

Contratto a tempo determinato. Per quanto riguarda la garanzia per l’inclusione (Gil), questa verrà riconosciuta ai nuclei familiari al cui interno è presente un disabile, un minore, un soggetto con almeno 60 anni di età, oppure una persona a cui è stato riconosciuto l’assegno per l’invalidità civile.

Il beneficio previsto dalla Gil sarà di 6mila euro l’anno, vale a dire 500 euro al mese. Il sussidio potrà essere integrato fino a 3.360 euro (280 euro extra al mese) come contributo per l’affitto. Viene erogato per 18 mesi e dopo un mese di stop riparte per altri 12.

Per i beneficiari del Reddito di cittadinanza, cioè per tutti coloro che al momento della scadenza dei 7 mesi di sussidio previsti per quest’anno hanno sottoscritto un patto per il lavoro e sono inseriti in misure di politica attiva, scatta invece la prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal).

Si può chiedere dal 1° settembre e vale 350 euro al mese. Si stima che l’intervento interessi 213mila persone di 154mila nuclei familiari, per un esborso complessivo da 276 milioni di euro.

Stesso valore per la garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal), riconosciuta a soggetti tra i 18 e i 59 anni in condizione di povertà assoluta, con un valore Isee non superiore a 6mila euro: vi rientrano tutti i nuclei familiari che non hanno i requisiti per accedere alla Gil.

Con il decreto lavoro di lunedì 1° maggio 2023 si dovrebbe anche sanare il buco normativo creato con la manovra, che aveva cancellato il reato per chi riceveva indebitamente l’assegno, con un inasprimento delle sanzioni per dichiarazioni false e truffe, con pene fino a 6 anni di carcere.

Contratto a tempo determinato: la posizione dei sindacati 

Contratto a tempo determinato. I sindacati hanno già espresso perplessità per le nuove misure di contrasto alla povertà, che “prevedono percorsi, importi economici, durata dei trattamenti e presa in carico distinti a prescindere dalla reale condizione di povertà e di disagio dei nuclei familiari e delle persone che li compongono”. Sta di fatto che, secondo le anticipazioni circolate, dal 1° gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza (Rdc) sarà spacchettato in tre differenti misure, includendo anche gli interventi per le politiche attive del lavoro: la garanzia per l’inclusione (Gil), la garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal) e la prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal).

Fonti e materiale di approfondimento

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